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LINA LIN, 'KARATE KID' CINESE NATA A L'AQUILA, ''LE BOTTE FANNO PAURA, POI PASSIONE''

Pubblicazione: 31 gennaio 2014 alle ore 08:02

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L’AQUILA - Bronzo per l'italiana Lina Lin agli International open di karate che si sono tenute in Germania nei giorni scorsi a Mengfall Halle di Feldkirchen-Westernham, a una manciata di chilometri da Monaco di Baviera.

Nonostante il nome possa sorprendere, si tratta di una sedicenne di origini cinesi naturalizzata aquilana che può vantare tanti traguardi importanti nella sua disciplina.

Cintura nera, primo dan e un medagliere ricco per la sua giovane età.

Ori, argenti e bronzi e il titolo di vice campionessa del mondo nel 2010, che si conquistò a Buenos Aires (Argentina) contro atleti provenienti da ogni parte del mondo.

Da un paio di anni vive a Roma, ma il sudore dei suoi anni di duro allenamento è stato asciugato, e molto spesso provocato, dalla polisportiva Arti marziali L'Aquila del Maestro Ercole Bianchini.

Lina sul tatami, il tradizionale tappeto dei karateki, si spoglia di ogni timidezza e sfodera gli artigli.

Non importa se si tratti di un kata (combattimento immaginario) o di un kumite (combattimento vero): Lina, quando si tratta di competizioni, si riveste di carattere e scende in pista.
 
Come ti sei avvicinata al karate?

Ho cominciato a conoscere e appassionarmi al karate grazie a una signora con cui passavo i pomeriggi da bambina, che tra l’altro è l’assistente del mio maesto Ercole Bianchini, Lucia Gattone. Ha cominciato a portarmi in palestra e io ho iniziato ad appassionarmi. In principio avevo un po’ paura perché vedevano che se ne davano di santa ragione, però poi una volta provato mi è piaciuto moltissimo.

A quanti anni hai cominciato?

Più di otto anni fa, ormai, e faccio gare a livello agonistico da quando avevo 12 anni. Ho partecipato a gare nazionali, internazionali come questi in Germania, gli Internationa open,  il grand prix Desio, e nel 2010 i Mondiali in Argentina dove ho vinto un argento e un bronzo e sono diventata vice campionessa della mia categoria, si intende.

Non preferivi bambole e trucchi al kimono?

No, mai giocato con le bambole. Sono sempre stata timida ma grintosa.

Raccontaci le tue gare in Germania.

Sono partita venerdì 24 col mio maestro e con un altro ragazzo della stessa polisportiva, Niccolò Pernié e siamo andati in Germania. Poi le mie gare ci sono state sabato. Nel kumite sono uscita al primo combattimento perché ho lottato male; mentre nel kata sono arrivata terza e ho guadagnato la medaglia nello spareggio con un’americana.

Quanti erano gli atleti?

Eravamo circa 300 dagli Usa, dall’Italia, dalla Serbia, dalla Lettonia, dalla Germania e dalla Russia.

Preferisci il kata o il kumite?

Il kata, sicuramente. L’ansia è comunque tanta sempre ma nel kumite ci si fa male nonostante tutte le protezioni. Abbiamo il paradenti, i guanti, i paratibie e noi donne abbiamo la protezione per il seno, mentre i maschi portano la conchiglia, ma le botte le prendi sempre.

L’ansia da prestazione non va via neanche dopo anni di agonismo?

No, assolutamente. L’ansia c’è sempre, ma riesco a non farmi frenare e cerco di dare sempre il meglio. In ogni gara il mio obiettivo è portare a casa una medaglia, qualsiasi essa sia.

Come fai a conciliare lo studio con lo sport?

È molto impegnativo. La mattina vado a scuola, quando torno studio un po’ e poi me ne vado in palestra per un paio d'ore. Per prepararmi a questa gara mi sono allenata per un mese tre giorni a settimana qui a Roma con Enzo Collamati, che è il maestro del mio maestro dell’Aquila.

Tu sei di origini cinesi, per voi è il periodo di Capodanno e si inaugura l'anno del cavallo, quello del successo. Come festeggi?

I miei genitori sono cinesi ma io sono nata e cresciuta in Italia. Torno in Cina ogni tanto per trovare i miei parenti. Abbiamo festeggiato il Capodanno con i miei genitori e alcuni loro amici e mia sorella tornata da Londra, siamo andati a cena fuori, abbiamo cantato delle canzoni cinesi e poi per buon augurio a mezzanotte, come da tradizione, abbiamo mangiato i ravioli che indicano il modo per lasciarsi alle spalle il passato e proiettarsi nel nuovo anno.

Programmi sportivi per il 2014?

Il 9 febbraio ci sarà una gara regionale e poi più in avanti mi preparo per i campionati italiani, sperando sempre nelle medaglie.



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