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LETIZIA MARINELLI, L'INTERVISTA VERITA':
''MAI DIFESA DA CHIODI; NON MI CANDIDO''

Pubblicazione: 23 marzo 2014 alle ore 09:08

Letizia Marineli
di

L’AQUILA - Letizia Marinelli non si candida alle elezioni regionali perché “non ci sono le basi”, non si è sentita difesa sul piano professionale dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, con il quale non parla più. E la sua presenza ai vari incontri politici non è affatto “provocazione” ma voglia di partecipare da “semplice cittadina” per rendersi conto di "quali sono i programmi elettorali e se c’è attenzione verso le donne”.

Racconta la sua verità in questa intervista fiume rilasciata ad AbruzzoWeb la consigliera di parità finita alla ribalta della cronaca per la notte trascorsa con il governatore in un albergo di Roma.

La  fattura per quella stanza è finita nell’indagine cosiddetta "Rimborsopoli" della procura della Repubblica di Pescara.

Una verità a 360 gradi, che va dalle incursioni ai dibattiti in vista delle Regionali (il primo alla convention di Forza Italia, il secondo l’altro ieri al congresso dei grillini), al “film-inchiesta” del quale si vocifera sarà la protagonista fino agli attacchi mediatici fino a quelli della gente che “mi filmava di nascosto al bar e al ristorante”.

Partendo dalla sua possibile candidatura.

È ancora in piedi l’idea di presentarsi alle elezioni del 25 maggio?

C’è stata un’imprecisione nel corso di un’intervista che ho rilasciato tempo fa. Mi è stato chiesto se avevo intenzione di occuparmi di politica, ho risposto dicendo che ho un impegno civile da anni e che che eventualmente, dopo quello che è accaduto, dovrei avere un impegno politico. Neanche una mezza parola in più. A oggi ribadisco: la politica è innanzitutto un impegno civile, persone si devono mettere al servizio dei cittadini.

Insomma, possiamo dire che si candida o è escluso?

Probabilmente non è questo il momento, non mi posso muovere perché vengo continuamente attaccata, tutto quello che faccio viene letto in maniera negativa. Non credo che ci siano proprio le basi per una candidatura.

Il segretario regionale del Partito socialista, Massimo Carugno, le ha espresso solidarietà per quanto accaduto nell’incontro del Movimento 5 stelle. Uno spiraglio di positività dal quale magari si potrebbe partire per una candidatura...

Dice di partire da qui? (ride) Ho ricevuto il comunicato del Psi, l’ho letto e sono rimasta felice di questa cosa, fino a oggi nessun partito, né un organismo di parità, nessuno ha preso mie difese.

C’è una “difesa” che le è mancata di più, magari da parte delle donne, o dello stesso Chiodi...

La cosa che mi è dispiaciuta molto è il fatto che il presidente Chiodi non abbia posto attenzione sulla mia professionalità. Posso comprendere che lui non abbia detto nulla a difesa della “donna”, anche per la sua famiglia, però mi dispiace non abbia posto attenzione sulla mia professionalità, che lui conosce bene. Questo mi ha fatto male. Una sua parola avrebbe evitato tante cose.

Glielo ha mai comunicato questo suo dispiacere?

Non ci vediamo e non ci parliamo, quindi non gliel’ho detto.

Cosa è successo due giorni fa, durante la conferenza stampa del M5S a Pescara? Si è parlato di un suo “blitz” che avrebbe acceso una lite con il parlamentare grillino Gianluca Vacca.

Sono andata lì per invitarli al convegno sulle donne organizzato per il 29 marzo. Ho sempre fatto presente che sarei andata agli incontri politici che avrebbe organizzato ogni parte politica, per rendermi conto di quali sono i programmi elettorali e se c’è qualcosa in questi legato alle donne e alla violenza sulle donne. Ho approfittato per portare l’invito e invitare la candidata Marcozzi personalmente, soprattutto perché donna. Sono rimasta in disparte, stavo parlando con Vacca in maniera tranquilla, ma appena sono arrivate le telecamere lui ha alzato i toni, iniziando a ripetermi la stessa domanda 4-5 volte urlando.

Quale domanda?

“Lei è la donna della stanza 114?” o una cosa del genere. Ho detto che non avrei risposto perché si tratta di una questione privata, e che solo se fossi indagata per aver usato soldi pubblici, solo allora risponderò. Queste cose a oggi non sono accadute, quindi non devo rispondere sulla mia sfera privata. A un certo punto mi ha anche detto che se il suo partito fosse stato al governo, io non avrei avuto nessuna chanche di essere nominata. Allora ho risposto che quindi non hanno intenzione di rispettare le regole, visto che per la mia nomina è stata seguita una procedura secondo la normativa.

Quando decide di partecipare a questi incontri politici, lo fa aspettandosi queste reazioni?

Sinceramente no. Non mi aspettavo quanto accaduto, anche perché prima che si avvicinassero le telecamere stavamo parlando tranquillamente. Non è che non mi posso più muovere, io sto cercando di continuare a fare quello che facevo prima, solo che ogni volta si dice che voglio prendere la scena o litigare, ma non è così. Anche quando è stata vista tra il pubblico della manifestazione regionale del Pdl a Pescara, nella quale c’era anche Chiodi, qualcuno ha pensato a una provocazione... Andrò a tutti gli incontri, anche ai prossimi di Luciano D’Alfonso e a quelli di Rifondazione comunista. L’ho detto, lo faccio come una normale cittadina.

Da qualche giorno sono iniziate le riprese del film-inchiesta Una camera per due sullo scandalo abruzzese di “Rimborsopoli”. Si è parlato di una sua partecipazione nel ruolo di se stessa.

Quanto è accaduto è questo. Dopo aver parlato con il mio avvocato, ho incontrato il regista per sentire cosa avevano da dire. È emerso che volevano darmi opportunità di rilasciare un’intervista-verità di tre minuti. Questo incontro è stato visto in maniera negativa, ma la mia intenzione era solo comprendere cosa volevano fare e se aveva un senso che la mia dichiarazione poteva avere un senso. Ho pensato, magari mia figlia vede il film tra due anni e almeno ci vede la mamma che dice la verità.

Qual è la situazione ora?

Ho chiesto di pendere visione della sceneggiatura per contestualizzare l’intervista. Se non vogliono strumentalizzarmi, non avranno problemi. La cosa ora è ferma. Ho preso un po’ le distanze anche per quello che hanno detto al Fatto Quotidiano cioè che ho detto prima una cosa e poi un’altra, mi sembra un modo di voler far parlare del film per farsi pubblicità.

Come vive la situazione oggi dopo tutto quello che è uscito sulla stampa sul suo rapporto con Chiodi? Non solo quelli che ha definito 'attacchi mediatici', ma anche il possibile astio che c'è da parte della gente...

La situazione mi sembrava si fosse tranquillizzata, ma il fatto stesso che non mi posso muovere perché tutto quello che faccio viene letto in maniera è pesante e difficile. Capisco che non mi devo far condizionare, però diventa tutto molto complicato. All’inizio c’era tanto astio, la situazione era invivibile: se entravo in un bar o ristorante, la gente mi faceva le riprese, le foto sottobanco, una cosa insostenibile. Più passa il tempo, invece, più ci sono persone che mi estrinsecano la loro comprensione e la loro stima.



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