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LEGGE SUI GAS: I BENEFICIARI DICONO NO,
''NON CI SERVONO SOLDI, PENSATE AD ALTRO''

Pubblicazione: 08 dicembre 2016 alle ore 08:00

Una riunione della commissione Agricoltura
di

L’AQUILA - Hanno fatto anticamera davanti alle porte chiuse della terza commissione del Consiglio regionale, quella sull'Agricoltura. Per un motivo davvero insolito: non volevano soldi nella legge che pure li riguardava, anzi non ne volevano nemmeno l’approvazione.

Sono alcuni cittadini rappresentanti dei Gruppi di acquisto solidale (Gas) abruzzesi, che hanno chiesto e ottenuto che la legge di valorizzazione dell’economia solidale, che appunto concerneva anche loro, fosse ritirata.

Legge a firma del sottosegretario all'Ambiente Mario Mazzocca, di Sinistra ecologia libertà, e dell’assessore al Sociale Marinella Sclocco, del Partito democratico, e che prevedrebbe, con una dotazione di 300 mila euro, sostegno all’avvio e alla gestione dei mercati contadini autoorganizzati, azioni di promozione e sensibilizzazione, la possibilità di concedere ai Gas locali, che devono costituirsi in associazione, locali inutilizzati dalle pubbliche amministrazioni, l’istituzione di tavoli distrettuali, di un Forum regionale, e ancora l’organizzazione di campagne di informazione e di comunicazione relative ai Gas.

Nello stesso progetto di legge si prevede poi, in un articolo molto contestato, un finanziamento ad hoc a favore della Banca Etica di 57 mila euro, per acquistarne azioni.

Il signor Pietro Di Paolo del Gas Gea di Sulmona, ascoltato in commissione, ha però tirato fuori un sorprendente argomento: "la Regione si occupi di leggi importanti, i gruppi di acquisto non hanno bisogno di nulla, funzionano perfettamente così, non hanno bisogno né di soldi né di norme che introdurrebbero solo burocrazia", ha detto in sintesi, e ha spiegato che “siamo solo cittadini che fanno la spesa insieme in nome del consumo consapevole ed etico, evitando i supermercati e auto-organizzandoci per rifornirci direttamente dai piccoli agricoltori e artigiani, che offrono cibo e altre merci prodotte in modo sano e naturale, senza sfruttare lavoratori e maltrattare animali”.

Insomma, che bisogno c’è di spendere soldi pubblici e occupare i già oberati uffici regionali con una legge di cui i diretti interessati non sentono il bisogno?

Le argomentazioni del signor Di Paolo hanno di fatto smosso qualcosa tra i legislatori d’Abruzzo, intorno al tavolo della commissione presieduta da Lorenzo Berardinetti (Regione facile). Alla fine il provvedimento è stato ritirato, visto che hanno espresso perplessità non solo le opposizioni del centrodestra e del Movimento 5 stelle, ma anche più di un esponente della maggioranza, tra cui il sovente bizzoso Mario Olivieri di Abruzzo civico.

“Di questa legge, 9 gas su 12 operanti in Abruzzo non sentono alcun bisogno - ha poi spiegato ad AbruzzoWeb Di Paolo al termine dell’audizione - La nostra preoccupazione è che essa funga da cavallo di Troia per chi, attirato dalla dotazione finanziaria, cerchi di improvvisare dei gruppi d’acquisto, magari avendo alle spalle un’azienda agricola".

"Ma chi aderisce a un Gas - ha rimarcato - lo fa per altro spirito, è una cosa molto semplice, andiamo semplicemente a fare la spesa insieme, praticando solidarietà in concreto. L’istituzione di forum e tavoli rischia di burocratizzare la nostra semplice attività quotidiana di consumatori consapevoli. quotidiano, queste cose non sono nelle nostre corde”.

Insomma, meglio lasciarli in pace. Del resto, ha informato Di Paolo, "i Gas non hanno bisogno nemmeno di locali, né tantomeno di soldi".

"La legge finanziaria del 2007, quella del governo Prodi - ha ricordato poi - ci ha riconosciuti come attività non commerciale, non abbiamo l’obbligo di costituirci in associazione, non abbiamo magazzini, ci bastano le nostre case, ovvero chi va a comprare, per esempio, la frutta da un produttore di fiducia, riporta le cassette a casa e poi gli altri aderenti al Gas vengono a prendersele in giornata".

"L’unica regola che ci siamo autoimposti è che chi va a ritirare i prodotti si faccia fare gli scontrini o le fatture, per un fatto di trasparenza, e ovviamente, anche con il sistema della banca del tempo, cerchiamo di ripartirci gli impegni in modo equo”, ha rimarcato ancora.

“Ci sono già troppe leggi in Italia, che hanno un costo, anche se non prevedono coperture finanziarie, perché poi l’amministrazione pubblica dovrà occupare comunque del tempo per approvarla e applicarla. A noi Gas basta la sensibilità che la Regione ha mostrato presentando questa norma, e siamo ben lieti di partecipare a eventi che riguardano l’economia solidale che intenderà organizzare”, la promessa conclusiva.



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