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INIZIA ESAME PROVVEDIMENTO SUL TERREMOTO DELL'AQUILA E DEL ''CRATERE''
CI SONO 85 SUBEMENDAMENTI: DENTRO C'E' DI TUTTO, PURE I TRIBUNALI MINORI

LEGGE-BARCA AL VAGLIO DELLA CAMERA, RISCHIO 'ASSALTO DILIGENZA'

Pubblicazione: 17 luglio 2012 alle ore 22:03

L'AQUILA - Il terremoto dell'Umbria del dicembre 2009, quello dell'Emilia del maggio scorso, l'alluvione del Veneto del 2011, le "avversità atmosferiche" della provincia di Messima.

C'è la storia delle calamità recenti nelle proposte di modifica al maxi emendamento sul sisma dell'Aquila e del "cratere" firmato dal ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca che da domani sarà all'esame delle commissioni congiunte Finanze e Attività produttive della Camera dei deputati.

Sono 85 i subemendamenti depositati, alcuni dei quali rinverdiscono i fasti dell'"assalto alla diligenza" cui i parlamentari hanno abituato gli italiani in occasione delle varie leggi finanziarie, dove ognuno provava a infilare una provvidenza, un contributo o una mini leggina utile per il proprio territorio "di caccia": il collegio elettorale.

Come per esempio quello che riguarda le "sezioni distaccate di Borgo Valsugara, Cavalese, Cles Tione di Trento" di cui è proposta la soppressione al decreto legislativo sul taglio dei tribunali minori.

In molti cercano anche di salvare i super-tecnici delle unità di missione su cui Barca affila la scure per recuperare i fondi necessari ai concorsi riservati, in parte, ai precari del terremoto.

E proprio sui lavoratori assunti durante l'emergenza dalla Regione Abruzzo e dagli enti locali si concentrano le attenzioni di alcuni, che non ci stanno prorpio a vedere stabilizzate o assunte a tempo indeterminato 200 persone.

C'è poi chi propone delle decurtazioni dei mega compensi da 200 mila euro dei due dirigenti che andranno a comandare gli Uffici speciali di coordinamento che dovranno sostituire a livello di controllo e di gestione della spesa la struttura commissariale.

In mezzo a questo marasma, i subemendamenti a firma dei parlamentari abruzzesi, vedi Giovanni Lolli, Marcello de Angelis, Pierluigi Mantini o del romano Armando Dionisi, che però è commissario regionale dell'Udc: la battaglia per portare a casa quanto più possibile inizierà tra poche ore e durerà tutta la settimana, almeno stando al calendario delle due commissioni, dopodiché andrà in aula con la fiducia insieme agli altri articoli del decreto "Crescita" in cui la cosiddetta "legge Barca" è inserita.

Il governo ha già deciso su quali darà parere favorevoli e su quanti, invece, cadrà la mannaia della crisi che impone piedi di piombo su quelli che prevedono incrementi di spesa.

Lo ha anticipato oggi in una riunione con i sindaci del territorio Alfonso Celotto, capo di gabinetto di Barca, mandato dal titolare del dicastero della Coesione territoriale a fare da "parafulmine" alle polemiche che il provvedimento si è trascinato dietro da più parti.

Un incontro che è servito almeno a riaprire un fronte di dialogo con i primi cittadini che da giorni erano in agitazione e chiedevano almeno due punti irrinunciabili: l'istituzione degli uffici tecnici comprensoriali delle otto aree omogenee in cui è ripartito il "cratere" e il riconoscimento dei contributi anche per le seconde case dei centri storici delle frazioni dell'Aquila e dei borghi (attualmente è previsto solo per quello dell'Aquila).

Mentre sul primo punto Celotto ha fornito ampie rassicurazioni, sul secondo non è stato in grado di fornire una risposta certa, però l'assemblea dei sindaci ha strappato almeno la promessa che la legge non andrà a incidere su quelle ricomprese negli aggregati.

A oggi, infatti, la normativa prevede che quest'ultime siano finanziabili al 100 per cento relativamente alle parti comuni e all'80 e fino a un massimo di 80 mila euro quanto a quelle private.

Quelle che rimarrebbero fuori, invece, sono le seconde case con unico proprietario, cioè che non hanno continuità strutturale con altri edifici: si parla di pochi, seppur significativi, casi.

Il timore, però, è che un'interpretazione restrittiva del maxi-emendamento possa rimettere tutto in gioco, perciò Celotto ha consigliato i sindaci di interessare i parlamentari locali affinché sia fatto un ordine del giorno interpretativo che sgomberi il campo da eventuali equivoci.

In chiusura di riunione è emersa anche una proposta di far gravare una sorta di "istruttoria pratiche" sui quadri tecnici economici delle riparazioni, una percentuale da assegnare ai Comuni, a costo zero per le casse dello Stato, sul modello di quanto già previsto per i presidenti di consorzio o gli amministratori di condominio.

Le somme risultanti andrebbero a rinforzare gli uffici tecnici per garantire la necessaria celerità al rilascio dei contributi, agevolando l'apertura dei cantieri.

Anche su questo punto il capo di gabinetto di Barca si è riservato di approfondire, rimandando a successivi provvedimenti normativi l'individuazione di soluzioni che vadano in tale direzione, nella fattispecie Celotto ha rivelato di affidare tali compiti ai decreti del presidente del Consiglio che dovranno assicurare la continuità tra la gestione commissariale e quella ordinaria.

"Questa è una macchina in corsa, cambiare le gomme a una vettura in movimento è sempre complicato, cercheremo di aggiustare il tiro strada facendo", ha promesso Celotto, che non ha risparmiato una frecciatina alla ex Struttura tecnica di missione diretta da Gaetano Fontana: "se avesse funzionato l'avremmo mantenuta, ma visto che abbiamo deciso di cancellarla è evidente il giudizio che ne abbiamo...". Alberto Orsini



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