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RICOVERATO IN OSPEDALE IN PIEMONTE, COLPITO DA SINDROME DI LYELL, IL FIGLIO, ''AD OSPEDALE NON E' STATO DIAGNOSTICATA'', ''MIA FAMIGLIA VUOLE SOLO VERITA' E GIUSTIZIA''

PADRE EX CONSIGLIERE REGIONALE BRACCO MUORE PER RARA PATOLOGIA, C'E' INCHIESTA

Pubblicazione: 25 maggio 2019 alle ore 08:43

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PESCARA - "Mio padre è morto fra atroci sofferenze. La mia famiglia non accetterà mai indennizzi o risarcimenti bensì pretende verità e giustizia. Il medico che ha agito con negligenza non deve più indossare il camice bianco".

Queste durissime parole di Leandro Bracco, ex consigliere regionale abruzzese di Sinistra Italiana, la cui famiglia è stata colpita da un terribile lutto: il padre Giuseppe è morto all’età di 71 anni, il 7 febbraio scorso, dopo un ricovero durato un mese e mezzo prima all'ospedale di Ponderano, nel Biellese in Piemonte, e poi in quello di Parma, in Emilia Romagna.

Causa del decesso è la sindrome di Lyell, patologia che colpisce una persona ogni due milioni. Patologia che nel reparto di Nefrologia di Biella "non sarebbe stata diagnosticata in tempo o comunque affrontata con tutte le accortezze e cautele che il caso richiedeva", sospettano Leandro Bracco, la sorella Helga e la loro madre Rosa Nilo.

La Procura della Repubblica di Biella ha aperto un fascicolo d’inchiesta ipotizzando, per ora a carico di ignoti, il reato di responsabilità colposa per lesioni personali (articolo 590 sexies del Codice Penale).

Da sottolineare che la stessa Procura di Biella ha aperto un’inchiesta dopo una segnalazione giunta al posto di polizia presente dentro il nosocomio biellese, che però non è arrivata da nessun familiare di Leandro Bracco.

E’ lo stesso Bracco a confermarlo ad Abruzzoweb: "Nè io nè alcun componente della mia famiglia si è rivolto al posto di polizia presente dentro l’ospedale di Biella. Questa circostanza è assai significativa e non può non indurre alla riflessione. E’ stato qualche infermiere o medico o parente di altri degenti a recarsi dai poliziotti e a riferire che qualcosa di anomalo, nel reparto di Nefrologia, stava presumibilmente accadendo ai danni di mio padre".

"Proprio per questo motivo – prosegue Bracco – ho deciso di rivolgermi alla trasmissione Chi l’ha visto. La mia famiglia è alla ricerca di testimoni che possano contribuire a far luce circa la morte terrificante che mio padre ha purtroppo vissuto”.

Alla vicenda grande rilievo stanno dando i quotidiani piemontesi,  come anche appunto la trasmissione Chi l'ha visto? che ha dedicato un lungo servizio a firma del giornalista Fabrizio Franceschelli.

Bracco, a seguito del lancinante lutto, ha deciso di rinunciare alla candidatura alle elezioni europee ed ora tutto il suo impegno è volto a fare chiarezza sulla tremenda morte del padre. 

Il padre dell'ex consigliere regionale è stato ricoverato all'ospedale di Ponderano alla vigilia di Natale a causa di un blocco renale. Poi le sue condizioni sono migliorate, tanto che l'uomo venne trasferito dal reparto di nefrologia a quello di geriatria.

Sul corpo di Giuseppe Bracco, non appena giunto proprio in geriatria, sono però cominciate a formarsi piaghe molto dolorose.

"In quel reparto - spiega Bracco - nessuno ci ha spiegato le cause di quelle piaghe e quale patologia potesse averlo colpito".

Quando oramai le piaghe ricoprivano la quasi totalità del corpo del pensionato, provocando terribili sofferenze, è stato deciso il trasferimento d'urgenza all'ospedale di Parma.

Dove subito è stata diagnosticata la rarissima sindrome di Lyell, una forma estesa di necrolisi epidermica tossica caratterizzata dalla distruzione e dal distaccamento dell'epitelio cutaneo e delle membrane mucose. Causata da un'allergia a un farmaco e, raramente, anche da infezioni. Importante in ogni caso intervenire con tempestività, con un ricovero in terapia intensiva. Ma oramai era troppo tardi.

Giovedì 7 febbraio, 48 ore dopo l'arrivo all'ospedale di Parma, Giuseppe Bracco e' morto.

La sua famiglia ha potuto far celebrare i funerali solamente il giorno 25 febbraio, e cioè due settimane e mezzo dopo il decesso del loro congiunto in quanto la magistratura aveva disposto l’autopsia i cui esiti, a detta di Leandro Bracco, devono ancora essere resi noti. Il caso, estremamente complesso e delicato, lo sta affrontando direttamente il Procuratore di Biella Teresa Angela Camelio, magistrato ligure che dal 2012 rappresenta l’Italia alla Corte di Giustizia dell’Aja, quattro anni fa ha coordinato le polizie di mezza Europa in un’operazione che ha portato all’arresto di 17 jihadisti e nella sua carriera si è inoltre occupata della strage di Ustica e di quella alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.



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