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POSITIVI I DATI CHE EMERGONO DALLA NOTA TRIMESTRALE CONGIUNTA SULLE TENDENZE DELL'OCCUPAZIONE DI ISTAT, INAIL, MINISTERO DEL LAVORO, INPS E ANPAL

LAVORO: IN AUMENTO I POSTI FISSI, CALANO I CONTRATTI A TERMINE NEI PRIMI MESI DEL 2019

Pubblicazione: 23 giugno 2019 alle ore 09:23

L'AQUILA - Aumenta di misura l’occupazione sia rispetto al quarto trimestre 2018 sia su base annua: crescono le trasformazioni in posti di lavoro stabili e si registra un conseguente calo dei contratti a termine. 

È quanto emerge, dalla "Nota trimestrale congiunta" sulle tendenze dell'occupazione, relativa al primo trimestre 2019, elaborata da Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal.

Queste dinamiche si sono sviluppate in un contesto di lieve aumento congiunturale del Pil (+0,1%) dopo due trimestri di leggero calo (-0,1%); l’input di lavoro misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) registra una dinamica significativamente più accelerata rispetto a quella del Pil (+0,4 sotto il profilo congiunturale e +1,1% in termini tendenziali). 

Dati positivi anche per l’Abruzzo che già nel 2018 aveva recuperato quasi 8 mila occupati rispetto al 2017 ma non riesce a riprendere i numeri degli anni precedenti la crisi economica. 

All’incremento degli occupati corrisponde un aumento del tasso di occupazione di 1,2 punti percentuali, che comunque rimane inferiore alla media nazionale.

Il tasso di occupazione destagionalizzato si porta al 58,7% (+0,1 punti in confronto al trimestre precedente) come sintesi dell’aumento di quello femminile e della stabilità di quello maschile. 

L’indicatore supera di oltre tre punti il valore minimo del terzo trimestre 2013 (55,4%) tornando ai livelli pre-crisi e sfiorando il livello massimo del secondo trimestre del 2008 (58,8%). In questo contesto, l’insieme dei dati provenienti dalle diverse fonti consente di evidenziare i seguenti aspetti: prosegue la crescita tendenziale dell’occupazione dipendente in termini sia di occupati (+0,5%, Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro) sia di posizioni lavorative riferite ai settori dell’industria e dei servizi (+1,7%, Istat, Rilevazione Oros).

Lo stesso andamento si riscontra nei dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali tratti dalle Comunicazioni obbligatorie (CO) rielaborate1 (+376 mila posizioni lavorative nel primo trimestre 2019 rispetto al primo del 2018, Tavola 1) e nei dati dell’Inps-Uniemens riferiti alle sole imprese private (+351 mila posizioni lavorative al 31 marzo 2019 rispetto al 31 marzo 2018). 

L’aumento tendenziale delle posizioni lavorative dipendenti interessa tutte le classi dimensionali d’impresa.

Il lavoro indipendente, secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, mostra una crescita sia congiunturale (+7 mila occupati, +0,1%), dopo un calo quasi ininterrotto dal primo trimestre 2017, sia su base annua (+52 mila occupati, +1,0%) per il quarto trimestre consecutivo. 

Le posizioni lavorative dipendenti, nei dati destagionalizzati, presentano un incremento congiunturale. Nel primo trimestre 2019, in base alle CO, le attivazioni sono state 2 milioni 580 mila e le cessazioni 2 milioni 443 mila, determinando un saldo positivo di 138 mila posizioni di lavoro dipendente.  

La crescita riguarda tutti i settori di attività economica: oltre l’industria in senso stretto (+24 mila) e i servizi (+79 mila), incrementi rilevanti tornano a manifestarsi anche in agricoltura (+17 mila) e nelle costruzioni (+18 mila). 

Andamenti analoghi si riscontrano nelle posizioni lavorative dei dipendenti del settore privato extra-agricolo (Istat, Rilevazione Oros), dove la variazione congiunturale di +0,6% (+74 mila posizioni) è dovuta ad aumenti di simile entità nell’industria in senso stretto (+0,5%, +20 mila posizioni) e nei servizi (+0,6%, +47 mila) e lievemente più ampi nelle costruzioni (+0,9%, +7 mila). 

La crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti sulla base delle CO riguarda le posizioni a tempo indeterminato (+207 mila) mentre quelle a tempo determinato subiscono una riduzione (-69 mila). Entrambe queste tendenze sono influenzate dal notevole aumento delle trasformazioni a tempo indeterminato (+223 mila, +55%) che raggiungono il livello massimo della serie storica contribuendo in modo complementare ad accrescere il numero di posizioni a tempo indeterminato e a diminuire quello delle posizioni a termine, in calo per la prima volta dal secondo trimestre 2016.

L’incidenza delle trasformazioni sul totale degli ingressi a tempo indeterminato (attivazioni e trasformazioni) raggiunge il 28,5% con un incremento di 6,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.Su  

base annua la dinamica delle posizioni a tempo determinato risulta negativa nei dati CO (-24 mila; Tavola 2), dopo undici trimestri di crescita, sebbene in progressivo rallentamento nei tre trimestri precedenti (+155 mila, +277 mila, +378 mila rispettivamente nel quarto, terzo e secondo trimestre 2018). 

Tale andamento si accentua nei dati Inps-Uniemens (-99 mila nel primo trimestre 2019 rispetto a +117 mila, +247 mila e +376 mila) che comprendono anche il lavoro in somministrazione e a chiamata. Le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano un aumento nei dati delle CO (+401 mila) in accelerazione rispetto ai tre trimestri precedenti (+230 mila, +124 mila e +74 mila); del tutto analogo l’andamento registrato dai dati Inps (+450 mila) in confronto ai tre trimestri precedenti (+297 mila, +158 mila e +67 mila). 

Secondo i dati Istat della Rilevazione sulle forze di lavoro prosegue l’aumento tendenziale dell’occupazione (+144 mila unità) a cui si associa una diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-138 mila) e degli inattivi (-130 mila). 

Tra i giovani di 15-34 anni tornano a crescere, in termini sia congiunturali sia tendenziali, l’occupazione e il relativo tasso. 

Rimane significativo l’impatto dell’invecchiamento della popolazione, che contribuisce a spiegare la crescita del numero degli occupati ultracinquantenni, indotta anche dall’allungamento dell’età pensionabile. 

Dopo quasi sei anni di continua crescita e aver raggiunto nel terzo trimestre 2018 la massima espansione (418 mila unità), il numero dei lavoratori in somministrazione nel primo trimestre 2019 subisce una significativa riduzione tendenziale (-20 mila unità corrispondenti a -5,1% nei dati Inps-Uniemens). 

Nel primo trimestre 2019 prosegue l’aumento tendenziale del numero dei lavoratori a chiamata o intermittenti sulla base dei dati Inps-Uniemens (+15 mila unità rispetto all’analogo trimestre del 2018), anche se rallenta ulteriormente il tasso di crescita (+7,3% nel primo trimestre 2019 rispetto al +8,3%, al +8,8% e il +15,9% rispettivamente nel quarto, terzo e secondo 2018). 



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