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LAURENTO, INFORMATICO ABRUZZESE IN BELGIO
''A BRUXELLES PER LA DIFESA DAI CYBER ATTACCHI''

Pubblicazione: 31 dicembre 2014 alle ore 08:32

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L’AQUILA - Un'esperienza di quelle notevoli.

Laurento Frittella è un giovane funzionario informatico sulmonese che vive e lavora a Bruxelles, in Belgio, dove ricopre la carica di Esperto nazionale Distaccato (End) abruzzese negli uffici della Commissione Europea. In pratica, si occupa di sicurezza informatica di alto livello. 

Un ruolo di tutto rispetto, il suo, che è riuscito a guadagnarsi circa un anno fa quando, già collaboratore negli uffici del Consiglio regionale d’Abruzzo, è venuto a conoscenza di un bando organizzato dal ministero degli Esteri e dalla Regione Abruzzo, a cui ha subito deciso di rispondere inviando il proprio curriculum. E ce l’ha fatta. 

Laurento è quindi partito alla volta di Bruxelles dove, da unico abruzzese, ha preso parte ad un progetto di respiro internazionale sugli open data, assieme ad un team composto da diversi professional provenienti da varie nazioni dell’Unione.

"Eccezion fatta per le isole da un lato e gli enologi dall'altro - dichiara ad AbruzzoWeb raccontando di come l’Italia, e l’Abruzzo in particolare, siano effettivamente così poco conosciute nel mondo - capita molto più spesso di far riferimento all'Italia nella sua interezza o, al più, alle singole città e alla loro approssimativa collocazione geografica tra nord, centro e sud".

Un’affermazione chiara la sua, e decisamente in controtendenza rispetto a quello che invece trapela dalle notizie dei media stranieri, soprattutto in un momento di forte crisi economica e politica che, molto spesso e soprattutto negli ultimi tempi, pone il nostro Paese al centro dell’attenzione internazionale. Un’affermazione però che, allo stesso tempo, non fa altro che confermare come l'Italia e tutte le sue declinazioni regionali siano ancora così fortemente penalizzate in ambito europeo.

Eppure Laurento ne parla con tranquillità, con quella tranquillità e con quella modestia proprie di un giovane che, nonostante tutti i suoi traguardi professionali, approccia al suo lavoro e in generale al confronto con un paese nuovo e diverso senza mai montarsi la testa o avere particolari pretese, anche a dispetto del fatto che, sì, si tratta davvero a tutti gli effetti di una di quelle persone che, un po’ per amor di patria, un po’ perché i fatti effettivamente lo confermano, i più tenderebbero a definire vero e proprio "orgoglio abruzzese".

Nato a Sulmona (L’Aquila) 34 anni fa, il giovane esperto di cyber security ha anche studiato nel capoluogo abruzzese e, dopo aver concluso il suo percorso accademico, ha inoltre ricoperto il ruolo di dipendente nel Consiglio regionale dove è probabile che, una volta terminato il periodo di in Belgio, possa un giorno anche tornare.

Un vero abruzzese, quindi, che soprattutto per necessità professionale si è ritrovato a lavorare all’estero dove, ogni giorno, si trova a fare i conti con realtà nuove e nel complesso molto diverse rispetto alla sua e, perché no, magari riuscire anche a portare alto il nome della sua regione e, in generale, di tutto il Paese.

Laurento, spiegaci qualcosa del progetto per cui stai lavorando. di che si tratta?

Ricopro la carica di Esperto Nazionale Distaccato (End) presso la Commissione Europea a Bruxelles. Nello specifico, mi occupo di sicurezza informatica nel Computer emergency response team (Cert-Eu) e lo scopo principale di questa task force è di supportare istituzioni, enti ed agenzie europee nella protezione contro attacchi informatici che puntano a minare l'integrità delle loro infrastrutture informatiche e che potrebbero minacciare gli interessi dell'Unione.

Di che si tratta più precisamente? Quali sono le tue mansioni?

I funzionari della pubblica amministrazione dei Paesi membri hanno praticamente la possibilità di effettuare un periodo in qualità di Esperto nazionale Distaccato presso le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’Unione Europa. L’istituto dell’End consente ai funzionari di realizzare un’esperienza lavorativa e professionale, permettendo al tempo stesso a quest’ultima di beneficiare di conoscenze ed esperienze professionali qualificate.

Come hai saputo di questo progetto? 
Grazie ad un evento informativo, pubblicizzato da una email del direttore amministrativo del Consiglio regionale Paolo Costanzi, organizzato dal ministero degli Esteri e dalla Regione Abruzzo. La selezione è avvenuta rispondendo ad un bando europeo, aperto a tutti i funzionari pubblici degli Stati membri, attraverso l'invio del mio curriculum formativo e professionale. Successivamente sono stato convocato per una conference call per discutere delle mie esperienze, conoscenze, passioni e interessi. Pur essendo l'unico italiano nella mia unità, non sono l'unico End italiano nelle Istituzioni europee: nel 2013, gli End operanti in ambito europeo, erano 138 in tutto. Penso però di essere l’unico abruzzese qui, almeno dai dati di cui sono in possesso.

Come ti trovi in Belgio? La vita è diversa rispetto all’Italia? 

Vivo in Belgio da meno di un anno, credo sia presto per avere un quadro abbastanza chiaro e completo che mi permetta di elaborare una risposta più o meno significativa a questa domanda. Quello che posso dire, però, è che le prime impressioni sono certamente positive. Posso dirti che la mobilità urbana è garantita da mezzi pubblici più che decenti e non si fatica certo ad avere connettività internet ad alta velocità. Ma forse, più di tutto, è la forte multiculturalità a fare la differenza, quello di Bruxelles è un ambiente ricco e stimolante da questo punto di vista. 

Cosa dicono in Belgio dell’Abruzzo?

Non posso certo definirmi un giramondo, a questa domanda rispondo che in generale, raramente mi è capitato all'estero di incontrare qualcuno che fosse interessato alle regioni del nostro Paese. 

Cosa dicono in Belgio dell’Abruzzo?    

Quello che posso dirti è che, eccezion fatta per le isole da un lato e gli enologi dall'altro, capita molto più spesso di far riferimento all'Italia nella sua interezza, o al più alle singole città e alla loro approssimativa collocazione geografica tra nord, centro e sud.

Torniamo al progetto per cui stai lavorando: ha una scadenza? 

La durata iniziale del distacco è di minimo due anni. Questi due anni, però, possono essere rinnovati ancora e per un massimo di altri due anni.

Cosa conti di fare una volta che sarà scaduto il mandato?

Per il futuro spero di poter continuare a contribuire, nel mio piccolo, alla crescita e al rinnovamento della pubblica amministrazione mettendo a frutto anche le nuove conoscenze che sto maturando nel corso di questa esperienza presso le Istituzioni europee. Soprattutto in un campo, come quello della cyber security, sempre più importante nell’ambito di una pubblica amministrazione sempre più e digitalizzata.



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