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TUTTI I NUMERI DELL'EVENTO, LE MAPPE DELLA VIABILITA' E IL PROGRAMMA

L'AQUILA: IL GRANDE SORRISO DEGLI ALPINI
VIA ALL'ADUNATA, ATTESI IN 400 MILA

Pubblicazione: 15 maggio 2015 alle ore 08:08

L'alzabandiera dell'Adunata degli alpini

L'AQUILA - “Da 6 anni a questa parte tanti aquilani hanno vissuto attimi di gioia, ma in modo individuale.  Questo è il primo grande momento di gioia e serenità collettivo, di cui avevamo davvero bisogno".

Con queste parole il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha dato il via ufficiale all’88ª Adunata degli alpini, iniziata con l’alzabandiera a Piazza d’Armi. Un luogo dalla forte valenza simbolica: nello stesso luogo dove oggi sorgono gli impianti sportivi, sei anni fa c’era il campo numero 1, una delle tendopoli più grandi che ospitava gli sfollati aquilani.

All’alzabandiera, salutato da un lungo applauso, hanno partecipato un centinaio di spettatori. È stato preceduto dal corteo con i gonfaloni di Regione, Provincia e Comune dell’Aquila, seguiti dal labaro dell'Associazione nazionale alpini, decorato con oltre 200 medaglie d'oro.

La cerimonia è proseguita con gli onori al comandante delle Truppe Alpine, il generale Federico Bonato, che ha dichiarato: “"per me è la prima adunata come comandante. Un’occasione anche per un ritorno all’Aquila, dove sono stato nel post terremoto. C’è ancora molto da fare per la ricostruzione ma sono stato contento nel constatare che molto è stato già fatto”.

“Decidere di fare l’adunata qui è stata la scelta migliore che si poteva fare - ha aggiunto - Speriamo che l’evento possa dare un concreto aiuto in termini di vicinanza, solidarietà ed anche economia”.

“L’Aquila aspettava questa adunata da decenni - ha concluso il sindaco Cialente - la nostra è una città di montagna, alpina, tanto che c'è un alpino in tante famiglie. Sceglierla come sede per la manifestazione è stato anche un gesto di coraggio”.

Il programma prevede gli onori ai caduti presso il monumento alla Villa comunale e l’inaugurazione della Cittadella alpina al Parco del Castello. Filippo Tronca

ONORI AI CADUTI: FAVERO, ''LA VITA DEGLI ALPINI PER RENDERE PIU' BELLA LA NOSTRA"

Centinaia di cittadini e alpini si sono mossi a piedi lungo via xx Settembre, all'Aquila, per recarsi verso il luogo del secondo momento solenne di questo inizio Adunata: gli onori ai caduti al monumento che si trova alla Villa comunale.

A deporre la corona sono stati il comandante delle Truppe Alpine, il generale Federico Bonato, e il presidente dell'associazione nazionale alpini Sebastiano Favero.

"Ogni nostra adunata - ha detto Favero - comincia onorando la patria con l'alzabandiera e i caduti con la deposizione della corona. Gli alpini, nella prima guerra mondiale e anche prima, nella seconda guerra momndiale e anche dopo, hanno dato la loro giovane vita. Lo hanno fatto, come scritto nel piccolo monumento del mio paese, 'per rendere più bello il nostro vivere'".

"Gli alpini - ha aggiunto - hanno dato anche il loro contributo fondamentale per la costruzione della nostra democrazia, con tanti di loro tra le fila dei partigiani. Determinante, inoltre, è stato il ruolo nella ricostituzione dell'esercito italiano: tra i primi tre battaglioni, uno era degli alpini ed era chiamato proprio 'L'Aquila'".

Favero ha raccontato di essere stato a Fossa (L'Aquila), ieri, nel villaggio Map progettato e realizzato proprio dall'Ana.

"È stato emozionante incontrare le tante persone che oggi vivono lì e con cui si era creato un forte legame dopo il sisma. Questo è anche il senso dell'adunata, per noi: rincontrarsi ogni anno per scambiarsi un saluto, un'opinione e anche per bere un bicchiere di vino insieme", ha concluso.

LA CITTADELLA DEGLI ALPINI APRE I CANCELLI ALLA CITTA'

Dopo l’alzabandiera a Piazza d’Armi, l’onore ai caduti di tutte le guerre  alla villo Comunale, terzo momento solenne che ha dato l’avvio all’Adunata nazionale dell’Aquila è stata l'inaugurazione della Cittadella degli alpini, grande spazi espositivo nel Parco del Castello, da questa mattina aperto al pubblico.

A tagliare il nastro dopo l’alzabandiera, il generale Federico Bonato, comandate del corpo degli alpini, Sebastiano Favero, presidente dell'Associazione nazionale alpini, e il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.

Nel suo intervento Bonato ha definito la cittadella, "una delle principali attrazioni di ogni adunata, sintesi di tutte le potenzialità professionali e tecnologiche del corpo degli alpini, che, lo ricordo, anche in queste ore sono in prima linea nelle missioni di pace nel mondo.

E a tal proposito Bonato ha  salutato con particolare calore la medaglia d’oro al valor militare caporal maggiore Andrea Adorno, distintosi per le proprie azioni in Afghanistan ed in particolare nell’ambito dell’operazione “Maashin”, durante la quale, pur gravemente ferito, ha messo in salvo la vita di decine di commilitoni mettendo a repentaglio la propria.

A seguire l’ingresso della popolazione per visitare la cittadella.

Tra le principali attrazioni  un accampamento militare identico a quelli che vengono allestiti in Afghanistan, e sui fronti caldi delle missioni militari, con tende per il pernottamento con spartane brandine, infermeria, e la palestra 

E poi gli equipaggiamenti militari. Come il Lince, veicolo tattico leggero militare (Vtlm), che può operare con piena efficienza tra i meno 32° e 49° gradi di temperatura, trasportano fino a 4,2 tonnellate. Il mortaio Thompson Brandt, con gittata di 12 chilometri, il  missile anticarro Spike, dotato di telecamera in grado di riconoscere e centrare da solo l’obiettivo che gli è stato indicato. E ancora gli ultimi modelli di fucili Beretta in dotazione al corpo degli alpini, le tecniche e le attrezzature per bonificare i campi minati.

Da non perdere l’esposizione del Museo nazionale degli Alpini sulle battaglie alpine nella Grande Guerra, che cade nel centenario dell'inutile carneficina del 1915-1918.

E poi un’isola tematica  dedicata al servizio Meteomont, gestito dal Corpo forestale dello Stato e   dagli Alpini, con la collaborazione del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Nato nel 1978 per incrementare le condizioni di sicurezza della montagna innevata attraverso la previsione del pericolo valanghe, oggi copre tutto il territorio montano ed è finalizzato al monitoraggio e alla previsione dei pericoli e dei rischi naturali peculiari della montagna.

Altre attrazioni un muro di arrampicata, un ponte tibetano e una pista da sci di fondo artificiale. Infine la tenda radio della Cittadella che collegherà via etere l’Adunata dell’Aquila con tutto il mondo. Filippo Tronca

ALPINI CHE RITORNANO, AQUILANI CHE SI SENTONO A CASA

“Un’adunata al mese forse no, sarebbe troppo, ma ce ne vorrebbero di più di queste situazioni di festa, per far vivere questo centro!”.

È contento il signor Bruno Ciabbini, aquilano che vive alla villa Comunale, che le strade della sua vecchia L’Aquila le vede per buona parte dell'anno deserte e frequentate più che altro da operai impegnati nella ricostruzione post-sisma.

Ma non si sente spaesato in mezzo a una gioiosa bolgia dell’adunata degli alpini, tra migliaia di persone che passeggiano, con cappello con penna nera o senza, improvvisano cori, mangiano e bevono nei locali, chioschi, friggitorie, che già di prima mattina lavorano a ritmi forsennati.

Non può che dargli ragione Pietro Palumbo, titolare dell’unica macelleria che ha riaperto in centro storico dopo il terremoto, in via Leosini. "Ieri - racconta ad AbruzzoWeb - ho regalato un rotolo di pancetta a un gruppo di alpini con cui avevo fatto amicizia, anche se ho dovuto insistere molto perché accettassero".

"Questa mattina ho trovato tre bottiglie di vino davanti alla saracinesca, me le avevano portate gli alpini per contraccambiare. Sono episodi che fanno bene. Pensando anche a quante giornate qui in centro non passa nessuno, e ti sembra di vivere in un deserto”, sottolinea.

Tanti anche gli aquilani in bicicletta, cosa non consueta, obbligati a farlo perché buona parte della viabilità cittadina è interdetta al traffico.

Tra loro Antonio Marchesani, che ferma la sua due ruote e spiega che “questa adunata è stata anche l’occasione per lasciare la macchina in garage, e girare in bicicletta, che fa bene alla salute e al portafoglio”.

Passeggia a piedi invece Gianni Camilli. “L’arrivo degli alpini - osserva - sta invogliando anche tanti aquilani a uscire di casa, a frequentare il centro, solo che ora si rischia di non entrarci tutti”.

“Qui a L'Aquila forse non siamo più abituati a vedere tanta allegria in giro. E fa un gran bell’effetto”, afferma poi Tiziana Umbrico. Suo marito, Roberto Petronio, aquilano, è un alpino che gioca in casa. “Sì, sono alpino e ne sono orgoglioso, ma è la prima volta che partecipo a un’adunata, e non immaginavo che fosse una festa così coinvolgente”.

Per molti alpini arrivati all’Aquila, poi, si tratta poi di un ritorno.

Giovanni Ferrari, dell’Ana Brescia, ha l’impressione che “qualcosa si stia muovendo a livello di ricostruzione, sono stati fati molti passi in avanti. Qui ero venuto a giugno 2009 - ricorda - e come geometra ho collaborato alla sistemazione del campo di Monticchio 1, poi sono tornato a Natale 2014 per vedere come era la situazione. E ora eccomi ancora qui. È bello vedere rinascere una città e dare anche il tuo piccolo contributo”.

"Io tanti anni fa ho fatto la Naja proprio qui all'Aquila - tiene a sottolineare Beniamino De Martin dell’Ana di Conegliano Veneto - Ero istruttore al Car, alla caserma Rossi, era una favola di caserma e spero davvero di rivederla interamente ricostruita quando un giorno tornerò in città”.

Tanti anche i familiari al seguito delle Penne nere, Onelia Pesce arriva da Sanremo, assieme al marito e i figli.

“Stiamo girando per una città dove non ero mai stata, la distruzione del terremoto mi ha fatto impressione, ma la gente è buona, accogliente. Ora vogliamo vistare i paesi qui intorno, ci hanno detto che ci sono località bellissime, speriamo però che torni il bel tempo”. Filippo Tronca

''L'ALZABANDIERA DOVE CI FU LA TENDOPOLI''

“Finora la macchina organizzativa ha funzionato molto bene, del resto è un anno che ci lavoriamo”.

Così il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, a margine della cerimonia dell’alzabandiera a piazza d'Armi che ha dato inizio all’adunata nazionale Alpini dell’Aquila, che tiene sottolineare anche che "L'Aquila ospita l'adunata, la vera organizzazione con la loro macchina rodatissima è stata dell'Associazione nazionale alpini, noi abbiamo offerto il supporto".

Tra le autorità presenti, in rappresentanza della Regione Abruzzo anche l’assessore regionale Mario Mazzocca.

“La Regione - spiega - ha fatto la sua parte per la buona riuscita della manifestazione. Mi attendo tre giorni splendidi, la storia degli alpini è una bella storia italiana".

Un alzabandiera significativo, sottolinea infine Carlo Frutti, presidente dell’associazione Aspettando L’Aquila 2015.

“Ricordo che qui, 6 anni fa - spiega Frutti - nell’immediato post-terremoto c’era la tendopoli più grande della città. Un luogo molto significativo dal punto di vista simbolico per dare il via a un'adunata che rappresenta un momento di rinascita e speranza”. Filippo Tronca

LA SFILATA DEI GONFALONI E DELLA BANDIERA DI GUERRA

Migliaia di persone hanno partecipato all’Aquila alla cerimonia dell’arrivo, presso il piazzale della basilica di Santa Maria di Collemaggio, dei gonfaloni della Regione Abruzzo, della Provincia e del Comune dell’Aquila, della labaro dell’Associazione nazionale alpini (Ana) e della bandiera di guerra del 9° reggimento alpini, attualmente inquadrato nella brigata Taurinense.

Il corteo con questi simboli dell’adunata ha poi raggiunto piazza Duomo attraverso viale di Collemaggio e corso Federico II, passando davanti alla nuova prefettura.

Un clima festoso e forte partecipazione della gente, a dispetto delle minacce di pioggia con qualche goccia.

La città si riempie sempre più di alpini, ma ci sono anche moltissimi aquilani che affollano il cuore della città.

“Registro una gioia tra i miei concittadini, gli alpini sono stati i primi ad arrivare subito dopo il terremoto e gli ultimi ad andare via, quindi l’adunata per noi ha un sapore particolare”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, parlando in piazza Duomo davanti a migliaia di persone al termine del corteo.

“Fare l’adunata all’Aquila - ha proseguito il primo cittadino - è stato un atto di solidarietà affetto e fiducia, grazie all’adunata la città si è risentita insieme per la prima volta”.

Con questa cerimonia, culminata con la bandiera di guerra e il labaro portati via dopo gli onori delle armi, si è conclusa la prima delle tre giornate dell’adunata nazionale.

In serata ci sarà spazio per la festa animata da un numero sempre crescente di persone visto che, con il passare delle ore, gli arrivi si intensificano in maniera rilevante.

In particolare, il centro storico è stato letteralmente invaso da penne nere e aquilane.

La storia della città dell’Aquila si intreccia da sempre con quella del Reggimento, costituito nel luglio 1921, oggi al comando del generale Massimo Iacobucci.

Dimostrazione di questa simbiosi è stata la tanta gente, commossa e silenziosa, disposta lungo viale Crispi e corso Federico II fino in piazza Duomo, dove la Bandiera ha ricevuto gli onori finali.

Il 9º reggimento alpini venne costituito il 1º luglio 1921. Nel 1935, inquadrato nella Divisione Julia, viene formato a Gorizia il battaglione L’Aquila.

Partecipò alla campagna di Grecia e a quella di Russia, dove viene ricordato per essersi distinto in duri combattimenti, ma soprattutto per essere sfuggito a un accerchiamento russo. Rientrato in Italia viene sciolto dopo l’8 settembre nella zona di Udine.

Impegnato anche nelle ultime missioni, nel 1993 in Mozambico, nel 1998 in Bosnia, nel 1999 in Albania e ancora nel 2000, nel 2001 e nel 2007 in Kosovo, dal 2003 fino al 2013 ad anni alterni in Afghanistan e nel 2009 proprio in Abruzzo dopo il terribile terremoto che ha colpito L’Aquila e le zone limitrofe ilo 6 aprile 2009.

FAVERO (ANA), ''L'AQUILA SCELTA VINCENTE''

"Quando ci è stata proposta L’Aquila, nel Consiglio direttivo dell’associazione ci abbiamo pensato un po’, valutando pro e contro. E abbiamo scelto di portare l’Adunata nazionale degli alpini in questa città con cui avevamo stretto un legame fortissimo dopo il terremoto del 2009. Il risultato è eccezionale”, le parole di Sebastiano Favero, presidente dell’Ana, l’Associazione nazionale Alpini.

“Ogni Adunata per noi ha un sapore diverso - ammette Favero ad AbruzzoWeb, nel piazzale di Collemaggio - questa dell’Aquila ha un sapore particolare. Siamo venuti all’Aquila in un momento drammatico e ci siamo dati da fare, ma ci siamo anche detti che dovevamo continuare ad aiutare gli aquilani e gli abruzzesi in difficoltà. Qui, d’altra parte, c’è il cuore, perché l’Abruzzo è alpino. E qui all’Aquila c’è uno dei nostri Reggimenti, il Nono”.

“Gli alpini hanno successo ovunque perché guardano sempre ai loro valori ovunque si trovano. E sanno dare tutto per una causa comune", dice ancora il presidente dell'Ana, che non promette né smentisce un possibile bis dell'Adunata in città tra undici anni, quando toccherà organizzare l'Adunata numero 99, il numero "simbolo" dell'Aquila: "Intanto godiamoci questa splendida Adunata, poi ragioneremo a medio termine e valuteremo passo passo il da farsi".

DI NICOLA, ''LA CITTA'M PUO' GIOIRE, ORA RECUPERARE LA PERDONANZA''

Per Giuliano Di Nicola, consigliere comunale aquilano dell’Italia dei valori e delegato del sindaco per l’Adunata nazionale degli Alpini 2015, tra i promotori dell'evento, "quella dell’Adunata è un’occasione unica che chissà quando rivivremo. Gli aquilani possono finalmente smettere di chiudersi in se stessi e gioire per una bellissima festa. Credo, però, che sia arrivata l’ora di  far risorgere la Perdonanza Celestiniana, il nostro grande evento, quello che abbiamo già in casa”

"Se all’Aquila potessimo far decollare finalmente la Perdonanza e darle il ruolo di portatrice della pace universale nel mondo, avremmo senza dubbio un grande evento annuale da poter vantare sia in Italia che al di fuori dei confini nazionali”, prosegue.

“Mi sono reso conto di cosa fosse l’Adunata degli Alpini quando l’anno scorso sono stato a Pordenone per il passaggio di consegne con la nostra città, devo dire che se non viene vissuto, questo evento incredibile non può essere compreso in tutta la sua bellezza”, conclude Di Nicola.

GUIDA ALL'ADUNATA

La città ha iniziato ad assaporare l’aria di festa già nei giorni scorsi: tantissimi gli alpini arrivati, con i loro camper e con quel sorriso rassicurante, familiare a molti aquilani; lo stesso giunto in soccorso nei giorni successivi al terremoto del 6 aprile 2009 e stampato sui visi di chi si è rimboccato le maniche e ha tirato su le tendopoli e il morale di molti cittadini disperati.

Adesso quei visi gentili torneranno, ma in un numero spropositatamente maggiore. E stavolta, solo per fare festa.

“Quando parte, l’adunata è come un fiume che si allinea nel suo alveo. Sarà un bellissimo evento e gli aquilani ricorderanno per sempre questi giorni”, dice ad AbruzzoWeb Giovanni Natale, presidente dell’Associazione nazionale alpini, sezione Abruzzi.

“Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto come Comitato organizzatore - aggiunge - ce l’abbiamo messa davvero tutta. È ovvio che l’imponderabile c’è sempre quando si parla di eventi così grandi”.

“Finalmente la nostra città sarà posta all’attenzione di tutta la nazione in termini positivi”, con questi tre giorni di allegria e spensieratezza, afferma Giuliano Di Nicola, consigliere comunale delegato dal sindaco per l’organizzazione dell’Adunata.

“All’Aquila c’è bisogno di queste manifestazioni, in modo che la gente non sia ripiegata sempre e solo su se stessa a pensare a ciò che ci assilla in termini di ricostruzione - aggiunge - Dobbiamo essere grati agli alpini per aver scelgo la nostra città, che sicuramente avrà di una ricaduta economica estremamente positiva. L’amministrazione comunale ha fornito un notevole supporto economico per offrire ai cittadini un servizio di mobilità interna gratuito. Le polemiche? Le rimandiamo a lunedì, adesso godiamoci la festa e ringraziamo in maniera tangibile gli alpini che si sono prodigati nel post terremoto”.

Soddisfatto anche Carlo Frutti, dell’associazione “Aspettando il 2015”, nonostante le polemiche seguite alle sue dimissioni dal Coa per presunti scontri interni.

“Sono orgoglioso del progetto sul quale ho lavorato per 4 anni, spesso in solitaria. Il risultato sarà il frutto di un buon lavoro di squadra e della mia follia. In pochi ci credevano, adesso invece sono in tanti a dare una mano.  per me è stato un impegno morale portare l’evento nella mia città. E a oggi posso dire di aver portato due adunate in Abruzzo, con quella di Pescara nel 1989, quando ero presidente del’Ana Abruzzi”.

IL PROGRAMMA COMPLETO

IL PROGRAMMA DI OGGI

VIABILITA’

Il Comune ha predisposto tre livelli di chiusura della città a partire già da ieri, con un anello più ristretto (viale della Croce Rossa, via XX Settembre, viale Collemaggio e via Strinella).

Oggi e domani l’area di interdizione sarà ampliata a Est fino alla rotatoria di Gignano, a Ovest fino alla nuova rotatoria di viale Corrado IV/via Piccinini, a Nord fino a via Aldo Moro e a Sud da via Rocco Carabba/via Tancredi da Pentima (zona stazione). (vedi mappa 15 e 16 maggio)

Domenica, infine, l’area vietata sarà estesa a tutto il centro urbano. Sarà chiuso al traffico l’anello formato da via Savini, via Silone, via Federici, via Volta, via Colagrande, via Marconi, via Confalonieri, via Antica Arischia, via Madonna di Pettino, via dei Medici, via Mulino di Pile, via Stella, via Pile, via Tancredi da Pentima, via XX Settembre, viale Crispi, Porta Napoli, Statale 17 Est, via della Polveriera. I residenti potranno accedere attraverso appositi varchi. (vedi mappa 17 maggio)

La prefettura ha emesso un'ordinanza per la chiusura di una serie di strade, per domenica 17, e tutte quelle alternative: vedi l'elenco

Per spostarsi si dovranno utilizzare gli autobus, gratuiti per i tre giorni dell’Adunata: sei le linee dedicate, che serviranno il territorio da Paganica a Cese di Preturo collegando i principali punti di ammassamento dei partecipanti alla manifestazione. Inoltre, potenziati i servizi ordinari di trasporto pubblico locale. Trenitalia ha predisposto 43 convogli straordinari (41 sulla linea Sulmona-San Demetrio ne’ Vestini-L’Aquila-Sassa e viceversa e 2 per la linea Terni-Rieti-L’Aquila per domenica) che si aggiungono a quelli previsti normalmente in orario. Domani i treni speciali saranno 10; 16 quelli di sabato e 17 domenica. (consulta le linee Ama attive)

MAPPA NAVIGABILE: qui possono essere reperite ulteriori informazioni relative alla viabilità e ai punti di interesse nei giorni della manifestazione.

ANAS: LE STRADE CHIUSE DOMENICA 17

AUTOSTRADA DEI PARCHI: I CONSIGLI PER GLI AUTOMOBILISTI

SCUOLE E CANTIERI CHIUSI

Il Comune, in considerazione del grande afflusso previsto nei giorni dell'Adunata degli alpini, al fine di evitare il caos nelle vie cittadine, ha deciso di chiudere al pubblico i propri uffici oggi e domani.

Quello del Comune è un atteggiamento che probabilmente verrà adottato anche da altri enti visto il prevedibile congestionamento della viabilità.

Il sindaco Massimo Cialente, inoltre, ha disposto la chiusura delle scuole dell'infanzia e dell'obbligo, statali e paritarie, di ogni ordine e grado, per le giornate di oggi e del 16 maggio, proprio per limitare al minimo il traffico veicolare.

Totale sospensione delle attività anche nei cantieri, pubblici e privati, operanti nel centro storico cittadino, nella periferia e nelle frazioni, fino al 18 maggio.
Sul fronte medico, sarà una vera e propria task force di uomini e mezzi, quella messa in campo dall'Azienda sanitaria locale Avezzano L'Aquila Sulmona per fronteggiare la tre giorni dell'Adunata.

Il piano intraospedaliero prevederà invece il raddoppio di tutti i servizi di emergenza e la sospensione di ricoveri e operazioni programmate per lasciare liberi i posti letto e sale operatorie.

Anche l'Enel è pronta a "dare energia" all'evento con un team tecnico dedicato, presidio rafforzato e trentatre' forniture straordinarie per una richiesta di potenza totale di 1.690 kW.

Il presidio del centro operativo Enel dell'Aquila garantirà come sempre il monitoraggio continuo del servizio elettrico e la possibilita' di gestire a distanza la rete, mentre per gli interventi manuali le squadre di reperibili saranno pronte ad entrare in azione.

Infine, la struttura di Protezione civile della Regione Abruzzo ospiterà da domani al 17 maggio la sala di coordinamento dell'Adunata nazionale alpini nella quale saranno attivate le postazioni di tutti gli enti pubblici e privati coinvolti (prefettura, Ana, polizia, carabinieri, forestale, Vigili del fuoco, Protezione civile regionale, Comune dell'Aquila, Guardia di Finanza, questura, Anas, Autostrade dei Parchi, Rfi, etc.).

La sala avrà il compito fondamentale di coordinare tutte le operazioni necessarie al regolare svolgimento della manifestazione, in particolar modo il controllo della viabilità, oltre che garantirne la sicurezza. Elisa Marulli



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