L'AQUILA, IL GIORNO DEI TRE MINISTRI, UTOPIA 'SMART CITY' VS. 'COME E DOV'ERA'

Fabrizio Barca
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L'AQUILA - Per L'Aquila è il giorno dei tre ministri, con il governo Monti schierato in forze nel capoluogo d'Abruzzo devastato dal sisma del 2009 e a caccia di un faticoso rilancio.

Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale nonché "inviato speciale" per la ricostruzione e Annamaria Cancellieri, ministro dell'Interno, partecipano al forum organizzato dall'Ocse “Abruzzo verso il 2030, sulle ali dell'Aquila”, mentre Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione, incontrerà gli studenti dell'Ipsiasar aquilano.

Nel forum sotto al Gran Sasso va di scena l'utopia: il Forum Ocse, in corso di svolgimento presso i laboratori nazionali di fisica nucleare del Gran Sasso, organizzato con la collaborazione di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, presenta infatti un progetto ecosostenibile di ricostruzione che punta su energie pulite, Internet, nuovi materiali, in parole povere l'Aquila come smart city.

E a benedire la giornata campale è arrivato un messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, indirizzato a Barca: "L'Aquila è cara agli italiani, merita il rilancio".

Un progetto, quello della smart city, che piace al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che però ammette il suo scetticismo: "Bella ma difficile, gli aquilani preferiscono 'dov'era e com'era'". Metolodogia, quest'ultima, che però, è emerso nel forum, per l'Ocse rappresenta una "strada sbagliata".

Intanto ci sono state polemiche e anche un certo imbarazzo perché il forum si è colorato di politica, nel capoluogo infiamma la campagna elettorale per le amministrative di maggio, quando un relatore si è presentato come esponente di una lista civica.

NAPOLITANO: ''L'AQUILA CARA AGLI ITALIANI, MERITA IL RILANCIO''


"È di vitale importanza per la cittadinanza così duramente provata dal terremoto del 2009, poter ricevere indicazioni sulla possibile strategia di sviluppo e dell'area circostante, che meritano di essere rilanciate attraverso una conseguente valorizzazione del patrimonio storico e delle risorse che fanno dell'Aquila e degli altri Comuni colpiti dal sisma un luogo caro a tutti gli italiani".

Lo scrive, in un messaggio al ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del forum, in corso ad Assergi, Ocse università di Groningen.

Il messaggio è stato letto nel corso dell'incontro dallo stesso Barca.

"Caro ministro - scrive il Capo dello Stato - desidero esprimerle il mio vivo apprezzamento, pregandola al tempo stesso di porgere il mio saluto agli altri rappresentanti del governo nazionale e alle istituzioni locali, per l'iniziativa che oggi si tiene ad Assergi, con l'apporto qualificato di esperti internazionali".

L'UTOPIA DELLA ''SMART CITY''


Ricostruire l'Aquila con nuove tecnologie per ricostruire una città migliore: dai rifiuti ai trasporti, dalla sanità alla sicurezza, più legno meno cemento, case che non solo risparmino energia ma che siano inserite in una rete virtuosa e che addirittura producano energia per il territorio.

Lo studio Ocse, finanziato con i soldi raccolti dagli appartenenti ai sindacati e la Confindustria ha riempito il salone dei convegni con scienziati e aquilani qualunque, ma soprattutto rappresenta il sogno neanche tanto lontano di “una città diversa, non per gli altri ma per voi stessi aquilani”, come ha detto a margine del forum Barca, “perché sappiamo che da voi arriva tanta richiesta di attenzione per i vostri problemi”.

Il Forum Ocse e l'idea di una smart city propone quindi agli aquilani, ma proprio perché l'idea iniziale è venuta da un gruppo di giovani architetti della città di non ricostruire, in sostanza, male il vecchio, ma bene il nuovo.

L'AVVERTIMENTO: ''RICOSTRUZIONE 'DOV'ERA E COM'ERA' È UNA STRADA SBAGLIATA''

“L'attuale situazione dell'Aquila in materia di ricostruzione sembra riflettere in gran parte un approccio ampiamente frammentato, scoordinato e individualistico, con prospettive di breve termine”.

L'analisi degli studiosi dell'Ocse sul post-terremoto in Abruzzo è precisa e spietata.

L'idea di una smart city proposta dall'Ocse è l'esatto opposto da quella linea direttrice caratterizzata “dalla volontà di veder ricostruiti il più gran numero possibile di edifici così come erano prima del terremoto del 2009, il più rapidamente possibile”.

Più che un avvertimento, è un allarme su un'idea di ricostruzione evidentemente “fuori dal futuro” perché l'impostazione alternativa dovrebbe essere quella caratterizzata dalla volontà di decidere prima “quello che vogliamo diventare e di ricostruire in un secondo tempo in funzione di queste decisioni”.

Secondo la relazione, sponsorizzata anche da Confindustria e sindacati, bisognerebbe “adottare una nuova visione”, e cioè “spostare il centro dell'attenzione dalla ricostruzione fisica allo sviluppo economico e sociale; passare dal breve e medio termine al medio e lungo termine; da un approccio piuttosto frammentato a uno socialmente integrato; da una prospettiva locale e soprattutto nazionale a una più vasta nazionale e internazionale”.

L'idea dell'Ocse è quella di una città intelligente legata al territorio con “luoghi di lavoro moderni, creativi e flessibili, che siano adatti a nuovi modelli di business”.

L'Ocse quindi sposta l'attenzione dal più grande cantiere d'Europa a quello che potrebbe diventare il più grande laboratorio sperimentale e sociale d'Europa.

CIALENTE SCETTICO: ''SMART CITY BEL PROGETTO MA DIFFICILE''

In mezzo a tanto entusiasmo, speranza e fiducia, anche per il nuovo feeling tra L'Aquila e il Governo, arriva una doccia gelata, condita da sano scetticismo, da chi poi il progetto della smart city dovrebbe effettivamente realizzarlo, cioè il sindaco uscente dell'Aquila, Massimo Cialente.

"Il progetto dell'Ocse mi piace da morire, ma c'è un problema con i cittadini, a me piacerebbe cambiare le cose ma trovo tutto di difficile attuazione", così alza bandiera bianca.

Per Cialente, infatti, un'ipotesi di rivoluzione urbanistica e tecnologica può prendere vita solo per ciò che riguarda la ricostruzione pubblica, "lì puoi sognare", afferma.

"Sarebbe opportuno anche poter riqualificare in quel modo le brutte periferie urbane anni '50 - spiega - ma già adesso abbiamo i ricorsi al Tar quando chiediamo di abbassare un tetto o spostare di 10 metri una casa perché ci siamo sentiti dire 'non mi sposto da qui, rivoglio la casa esattamente dove sta perché da questa finestra riesco a vedere la finestra dell'ospedale dove è morta mamma'".

"Non scherzo, c'è stato detto proprio così da un cittadino aquilano - ammette Cialente - anche se sono il primo a capire che si tratta di cambiare le cose".

CIALENTE/2: ''CITTÀ ABBANDONATA''

"Che clima c'è all'Aquila? Io lo vedo il pessimismo, l'ho visto crescere giorno dopo giorno. Perché, finita l'emergenza con il suo aspetto mediatico noi siamo stati abbandonati a noi stessi".

È la denuncia lanciata da Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila, dal palco del Forum Ocse sulla ricostruzione post sisma.
"Da due anni è tutto fermo, quindi non c'è fiducia nelle istituzioni e non poteva essere il contrario", accusa di nuovo Cialente.

"La colpa - ha proseguito Cialente - è tutta di chi ha potuto pensare che L'Aquila potesse essere ricostruita con un commissario, e così sono saltati i ponti della linearità dei rapporti istituzionali. Non esiste democrazia senza chiarezza dei ruoli e delle responsabilità".

In sala non è presente Gianni Chiodi, presidente della regione, nonché commissario straordinario alla ricostruzione, che è in comagnia del premier, Mario Monti. Ma il bersaglio non è soltanto il presidente della Regione: "I cittadini non hanno capito quali sono i livelli di gestione, ecco perché oggi siamo in queste condizioni - attacca di nuovo Cialente - si fatica a ricostruire fiducia".

Poi, rivolto al ministro Barca, presente, ha aggiunto: "Qui non si tratta tanto, come ha detto Barca, di ricostruire una ordinarietà della ricostruzione, quanto di ristabilire l'architettura democratica istituzionale di questo Paese: altrimenti non c'è nessuna aspettativa da parte della gente".

PRIMO ESPERIMENTO ''SMART CITY'' BLOCCATO DA SANITOPOLI

Un primo tentativo di attuazione del progetto "Smart City", modello di città intelligente interconnessa e sostenibile proposto dalla Ue, presentato stamani all'Aquila nel Forum Ocse "Abruzzo verso il 2030" era già stato tentato nel capoluogo tra il 2006 e il 2008 ma era miseramente fallito dopo gli arresti per l'inchiesta "Sanitopoli".

Coinvolti tra gli altri l'allora presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, e il suo braccio destro, il segretario generale della Presidenza della Giunta, Lamberto Quarta. L'inchiesta decapitò la Giunta regionale di centrosinistra spianando la strada alla vittoria dell'attuale presidente, Gianni Chiodi, alla guida di una coalizione di centrodestra.

Nel 2006 Del Turco, fidando sull'importante rapporto di amicizia con l'allora presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, fonda Abruzzo Engineering, società pubblica con lo scopo di ridurre il digital divide nel territorio abruzzese, in particolare nelle zone montane.

Ma quella spa (60 per cento azioni sotto controllo Regione Abruzzo, 30 per cento Finmeccanica, che ha la funzione di partner industriale, attraverso Selex Service Management, e 10 per cento Provincia dell'Aquila) cade in disgrazia con gli arresti eccellenti, tra cui quello di Quarta, presidente e Ad di Ae.

In quel periodo, il sodalizio aveva già speso diverse decine di milioni di euro di fondi comunitari per attività legate alla realizzazione di un anello per la banda larga che avrebbe dovuto velocizzare e migliorare la navigazione su internet: ma quell'anello non è stato mai realizzato e difficilmente si potrà fare visto che il successore di Del Turco, il presidente Chiodi, come socio di maggioranza circa due anni fa ha esso in liquidazione la società, nel frattempo interessata da inchieste giudiziarie, con più della metà dei dipendenti in cassa integrazione.

Chi ancora lavora è impegnato in commesse per il terremoto. Tutto ciò nonostante l'ex presidente, l'avvocato Francesco Carli, diventato poi presidente del collegio dei liquidatori, abbia più volte sostenuto che la società deve continuare a vivere perché un ricorso al Tar ha stabilito che il sodalizio è in house e quindi può avere commesse dirette dalla Regione Abruzzo, cioè l'ente di riferimento.

Nel frattempo, però, Ae si trova a fronteggiare anche una richiesta milionaria di danni da parte di Finmeccanica che rivendica il pagamento di lavori effettuati per la banda larga mai attivata.

IL CASO: LE ELEZIONI ''IRROMPONO'' NEL FORUM


Le elezioni comunali dell'Aquila piombano sul forum Ocse “Abruzzo verso il 2030”, in corso di svolgimento presso i laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso ad Assergi.

Il docente universitario dell'Aquila Sandro Francavilla, nel presentarsi prima del suo intervento, ha sottolineato il fatto che oltre ad essere docente dell'ateneo aquilano “in questo contesto sono esponente della lista ‘Appello per L'Aquila’”, il riferimento è alla lista civica che rappresenta la stragrande maggioranza dei comitati cittadini sorti dopo il terremoto per rivendicare la partecipazione della popolazione alle scelte sia sull'emergenza sia sulla ricostruzione post-terremoto.

L'uscita ha creato polemiche e anche imbarazzi tra i presenti per l'utilizzo politico di un evento importante per L'Aquila e il suo rilancio, che vede la presenza del ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, inviato di Mario Monti per la gestione della ricostruzione e poi, nel pomeriggio, del ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, del ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo e del premier.

All'evento sono intervenuti anche altri candidati sindaci per le elezioni amministrative del prossimo mese di maggio all'Aquila, fra cui il sindaco uscente Massimo Cialente, ricandidato per il centrosinistra, il docente universitario Pierluigi Properzi, candidato del centrodestra, ed Ettore Di Cesare, appunto della lista Appello per L’Aquila.

LE REAZIONI


CHIODI: ''IL GOVERNO PUNTA ALLA RINASCITA DELL'AQUILA''

"Il lavoro che sta svolgendo il governo Monti, con in prima linea il ministro Fabrizio Barca, evidenzia in modo chiaro la necessità che in questa fase della ricostruzione si tirino le conclusioni di un proficuo e celere dibattito su cosa e come si vuole ricostruire e quali possano essere gli strumenti per il rilancio economico e sociale".

Queste le parole del presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, a margine del convegno "Abruzzo verso il 2030".

"Dopo le straordinarie azioni riconducibili alla prima fase della emergenza - ha aggiunto Chiodi - il Governo, insieme con il commissario, può fornire spunti e indirizzi sulla ricostruzione dei centri storici che si sta per avviare".

"Pertanto - ha proseguito - coloro i quali hanno la responsabilità politica di disegnare il futuro dei propri borghi e della propria città, ossia i sindaci e le parti sociali e produttive, ora devono accelerare per definire concretamente nei piani di ricostruzione i contenuti delle loro idee".

"È arrivato il momento di lasciarsi alle spalle inutili diatribe sul senso dei piani e prendere atto della loro utilità e necessità per rendere ai cittadini il senso di come si vorranno le città tra dieci, quindici anni", ha concluso.

PEZZOPANE: ''CON MONTI TIRA UN'ALTRA ARIA''

"L'ultimo governo veniva a dirci che era tutto a posto, questo in carica adesso viene invece a spiegarci che c'è da fare ancora tutto".

Così commenta Stefania Pezzopane, assessore al comune dell'Aquila ed ex presidente della Provincia, l'aria che si respira nella città martoriata dal sisma del 6 aprile 2009 dopo gli ormai frequenti contatti con Mario Monti e i suoi esponenti di governo a margine del forum Ocse in corso di svolgimento ai Laboratori di Fisica Nucleare.

La Pezzopane rincara la dose ammettendo che gli esponenti dell'esecutivo Monti "capiscono la valenza Europea delle idee e sanno metterle in ordine, sono in grado di dire agli stessi politici aquilani di ascoltare i cittadini e di scendere in mezzo alla gente".

"Non so se è un governo di destra, ma è semplicemente un 'governo' - prosegue - non fa passerelle, noi ci ricordiamo quelle del governo Berlusconi, c'è un ministro come Barca che ascolta, con modestia ed è questo di cui L'Aquila aveva bisogno".

"Perché quando ci parlano di coesione sociale noi sappiamo che non dobbiamo solo mettere le pezze al sisma del 6 aprile 2009, ma anche a quanto accaduto dopo", conclude.

DI CESARE: ''ALLE PAROLE SEGUANO I FATTI''

"Siamo contenti del fatto che il ministro Barca abbia recepito molte delle sollecitazioni presenti nel progetto che gli avevamo inviato. Ma ora le parole e i principi devono essere trasformati in fatti".

Lo ha detto Ettore Di Cesare, candidato sindaco della lista civica "Appello per L'Aquila" che racchiude gran parte dei comitati cittadini nati dopo il terremoto del 6 aprile 2009, intervenendo nell'ambito del Forum Ocse "Abruzzo verso il 2030" in corso di svolgimento presso i laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso ad Assergi.

Di Cesare ha rilevato che "da mesi si stava esaminando il comportamento del ministro Barca e le situazioni compatibili e possibili da mettere in campo in riferimento alle istanze" dei comitati cittadini.

"Abbiamo avuto contatti con l'entourage del ministro - ha aggiunto - e dopo aver capito ad esempio che il tema della trasparenza è un valore comune, gli abbiamo inviato un progetto che oltre a contenere il principio della trasparenza prevede la pubblicazione on line di ogni finanziamento e di ogni spesa, la tracciabilità finanziaria delle imprese che lavorano nel cantiere del terremoto, l'istituzione della white list per avere più garanzie sulle imprese che operano nella ricostruzione, insomma sono stati presi in considerazione tutti gli elementi per garantire una ricostruzione trasparente ed efficace".



17 marzo 2012 - 17:59 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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