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L'AQUILA - "Proseguo nel mio lavoro, dal commissario e dal governo sono arrivate risposte più che soddisfacenti".
Gaetano Fontana si è lasciato già alle spalle la vicenda delle dimissioni, o meglio: della "remissione dell'incarico", come lui stesso le definisce, consegnate al commissario della ricostruzione, Gianni Chiodi, con una lettera datata 23 gennaio scorso.
"La situazione è stata ricalibrata, Chiodi ha confermato la fiducia in ciò che stiamo facendo, l'incontro con il ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca ha dato riscontri importati e possiamo affermare che tutte le pratiche delle 'E' della periferia saranno smaltite dalla filiera, anche quelle presentate dopo il 31 agosto 2011, quindi andiamo avanti con rinnovato spirito professionale" spiega ad AbruzzoWeb il direttore della Struttura tecnica di missione, l'organismo che sovrintende alla ricostruzione dell'Aquila e dei centri del "cratere" al centro di velenose polemiche da parte del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e di gran parte delle forze politiche rappresentate in Consiglio comunale.
Il primo cittadino del capoluogo, nel corso di una seduta dell'assemblea civica, era arrivato a paragonare la struttura commissariale, in tutte le sue declinazioni, alle "truppe di occupazione" a cui L'Aquila doveva ribellarsi.
"Non è possibile né decoroso essere presenti in luoghi che privilegiano la rissa e la verbosità finalizzata alle sole occasioni mediatiche", aveva scritto Fontana al culmine dello scontro con il Comune dell'Aquila nato a seguito dell'ordinanza sulla ricostruzione dei centri storici firmata a inizio anno dal presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti.
A quella lettera Chiodi aveva risposto con lunghe argomentazioni, sottolineando che l'attività istituzionale della Stm "è stata troppo spesso fatta oggetto di attacchi non tollerabili per un lavoro che dovrebbe svolgersi, è vero fra mille difficoltà, ma in un contesto sereno e con spirito fattivo", e chiedendo a Fontana "di continuare nel suo lavoro".
Gli aspetti fondamentali del "nuovo corso" che Fontana legge positivamente, anche alla luce dell'incontro di ieri con l'"inviato speciale" Barca, sono "il riposizionamento della Stm e della mia figura in un ambito strettamente tecnico, che è quello che ci compete, la riorganizzazione della struttura commissariale secondo le nostre richieste, il pieno sostegno del governo all'operato del presidente Chiodi".
Su uno dei nodi della ricostruzione, quello dell'esame delle pratiche delle "E" da parte della filiera, Fontana ammette "che c'è un problema L'Aquila, stiamo facendo attente riflessioni su come affrontare la gestione dei progetti riferiti al centro storico, per adesso abbiamo la certezza che la filiera Fintecna-Cineas-Reluis esaminerà e licenzierà tutte le pratiche per le case inagibili collocate in periferia, anche quelle presentate oltre la data del 31 agosto dello scorso anno". (pi.bi.)
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02 Febbraio 2012 - 08:06 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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