PRESENTATO ANCHE IL PROGETTO POLITICO ''CITTA' APERTA''

L'AQUILA: DE MATTEIS SI CANDIDA. L'ANNUNCIO, 'SONO EMOZIONATO'

Giorgio De Matteis
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di Alberto Orsini

L'AQUILA - "Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura né conveniente né popolare, ma bisogna prenderla perché la coscienza dice che è giusta".

Cominciando con questa citazione di Martin Luther King, il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ha annunciato: "Ho preso definitivamente la decisione di candidarmi al Comune dell'Aquila".

"È una delle poche volte in cui sono emozionato", ha ammesso in avvio della conferenza stampa nella sede comunale di Villa Gioia in cui ha ufficializzato la partecipazione alla corsa per la fascia tricolore.

Scopo di De Matteis sarà mettere assieme "uno schieramento più ampio possibile" tra associazioni civiche e di categoria, società civile e, ovvio, partiti, sotto la comune bandiera del progetto politico "L'Aquila città aperta", di cui è stato svelato il logo in un testo con alcune riflessioni dello stesso neocandidato.

Apertura almeno teorica ai partiti, al Pdl, ma con un 'no grazie' alle primarie ("non sono un mio problema") e all'Udc, che ieri a questo giornale con il segretario Lorenzo Cesa ha dichiarato di poter sostenere un'idea aggregativa di questo genere.

Si tratta di una candidatura di cui AbruzzoWeb aveva tracciato i contorni già nel luglio 2011, quando si parlò di una coalizione di “partitini” pronta a superare l’impasse del Pdl e sfidare il “partitone” con un uomo forte che facesse convergere una pluralità di consensi, anticipando poi la corsa solitaria a fine ottobre e svelando le trattative iniziali per le liste ai primi di gennaio.

Sempre l'estate scorsa è stata utilizzata per la prima volta l’etichetta di un “De Magistris aquilano”, ormai diventata di pubblico dominio, intesa come il candidato ufficioso che sfida il resto della coalizione e un candidato ufficiale allo scopo di superarlo, arrivare al ballottaggio e diventare sindaco.

Anche se De Matteis ha storto un po’ il naso a questa definizione, prima liquidandola con una battuta “De Magistris? Era il centro-boa dellla nazionale di pallanuoto!”.

Oggi invece si è proprio differenziato spiegando che “non mi sento il De Magistris aquilano, anche se rispetto quello che ha fatto a Napoli. La nostra - ha sottolineato - è una situazione di straordinaria particolarità. Lì invece c'è stata un'aggregazione fortemente politicizzata che credo nella nostra città possa essere superata”.

A questo punto i candidati sindaci sono già cinque, salvo cambi di scenario, e manca ancora quello del Pdl. Oltre De Matteis, e al vincitore delle primarie del centrosinistra (in lizza dovrebbero esserci il sindaco uscente, Massimo Cialente, il primario del San Salvatore Vittorio Festuccia e l'avvocato e difensore civico Vincenzo Calderoni), Vincenzo Vittorini per il movimento L'Aquila che vogliamo, Angelo Mancini per l'Italia dei valori ed Ettore Di Cesare per Appello per L'Aquila.

LA SCELTA


“Da qualche tempo - ha detto De Matteis all’inizio dell’incontro con i cronisti - mi sono interrogato per capire il da farsi e quello che poteva essere utile alla nostra, alla mia città. È stato un continuo di emozioni, sensazioni, per cercare di capire la cosa più giusta”.

Di qui la decisione che, ha svelato De Matteis “è arrivata solo questa notte, e comunque un’ora prima di questa conferenza stampa sono rimasto nella mia stanza, ancora a pensarci su, perché si tratta di una scelta che comporta problemi ed enormi difficoltà, anche di carattere personale”.

Il vice presidente ha spiegato anche i motivi del suo “silenzio”, durato molti mesi salvo qualche sibillina dichiarazione strappata ogni tanto dai cronisti.

“Credo fosse necessario - ha spiegato - perché la percezione che avevo era di esasperazione da parte della gente per i livelli di conflittualità. A volte il silenzio può essere anche più fragoroso delle urla”.

LA COALIZIONE e ''l'aquila citta' aperta''


Delle componenti dello schieramento che sarà rappresentato dalla sua candidatura incarnato dal logo “L’Aquila città aperta”, De Matteis non ha voluto fare alcun nome, “oggi la notizia mi sembra fosse si candida-non si candida, il dopo comincia oggi”, limitandosi a descrivere la sua idea di aggregazione in un “governissimo” che richiama molto quello rappresentato ad AbruzzoWeb dal segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa.

“Dopo il terremoto - ha premesso - ebbi modo di dire che non serviva più l'appartenenza politica a una fazione. La sensazione forte che ho è quella di dover superare ogni sistema che limiti la partecipazione e l'appartenenza”.

Il neo candidato ha aggiunto che “ho il massimo rispetto dei partiti e delle associazioni civiche. Se dovessi dirlo in un altro posto - ha sottolineato - direi qualcosa fuori dall'ordinario, qui la straordinarietà della situazione cittadina impone scelte diverse”.

“Mi sembrava giunto il momento di tagliare la testa al toro - ha proseguito - da oggi si toglie il dubbio su questo punto di vista. Nei giorni prossimi ulteriori elementi di contatto per far convergere quanto più possibile la città su questi comuni obiettivi. Contatti a ogni livello: società civile, associazioni civiche, di categoria e così via”.

Ma delle liste “non ne parlo, per rispetto di chi sta facendo una valutazione, certo mi auguro siano tante. Non voglio targhe né voglio darle a nessuno - ha promesso poi - Non me la sono fatta mettere neanche da Casini a suo tempo, la targa”.

IL PDL, L’UDC E LE PRIMARIE


Inevitabile parlare del rapporto con il Pdl con cui De Matteis ha trattato a lungo, rifiutando di sottoporsi al percorso minato delle elezioni primarie.

Alla conferenza stampa c'era tra l'altro come 'emissario' Alessandro Manetta di Giovine Italia.

Quanto alle primarie, “non è stato per me un problema fin dall'inizio - ha assicurato De Matteis sulle consultazioni popolari - Rispetto chi le ritiene uno strumento democratico, ma nel centrosinistra mi sembra più uno strumento per dare legittimità a una scelta, mentre il Pdl ne discuterà nei prossimi giorni”.

Primarie bocciate “proprio perché non credo si debba entrare in schemi precostituiti, ho una storia travagliata con ex partito d'appartenenza. È già una bella responsabilità - ha ribadito - nel momento in cui dico ‘sono candidato’. Il giorno delle elezioni arriva e io sono candidato, non si scappa. Più primarie di così!”.

Quanto al rapporto con i partiti, “non può limitarsi il problema a Udc o Pdl, rispetto le loro posizioni ma questo non mi esime dalla responsabilità di aggregare quanto più possibile. Il sogno - ha ipotizzato - sarebbe quello di averli tutti insieme ma non è possibile, valuteremo”.

“Oggi - ha esemplificato - apro quest'idea di partecipazione e coinvolgimento a tutti. Se Rifondazione comunista converge su questi obiettivi paradossalmente andrebbe bene anche Rifondazione! Quante più realtà ci saranno meglio è”.

CHI C'ERA


Una discesa in campo non faraonica, con il solo neo candidato seduto al tavolo davanti alla schiera dei cronisti, nessun cartellone con simboli o altro ma solo il logo stampigliato sulle "riflessioni", il manifesto del nuovo schieramento.

Tra i presenti Piero Carducci, economista aquilano; Giovanni Farello, pediatra, già coordinatore comunale di Futuro e libertà per un breve periodo; Pino Tiberio, assessore provinciale in quota Mpa; Cristian Villani, già segretario comunale dei Liberal democratici, partito personale di Lamberto Dini, poi confluito nel Pdl; Antonio Gentile, sindaco di Fossa anch’egli in quota Mpa; Leonardo Gattuso, sindaco di Barete.

Tra i curiosi anche Enrico Perilli, capogruppo di Rifondazione comunista, autore di un siparietto con De Matteis: "Se c'è convergenza di obiettivi, vieni con noi", l'invito del neo candidato, "Ho fatto di peggio!", la replica ironica di Perilli, da sempre critico sull'operato della Giunta Cialente. C'erano anche Angelo Mancini, capogruppo dell'Italia dei valori di cui sarà candidato sindaco, e Piero Di Piero, capogruppo di Alleanza per l'Italia.

Oltre a questi una pattuglia di fedelissimi di De Matteis, dai consiglieri comunali Emanuele Imprudente e Antonello Passacantando (quest’ultimo entrato di recente in Consiglio) oltre al segretario comunale Mpa ed ex assessore comunale Corrado Ruggeri.

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02 Febbraio 2012 - 11:20 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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