LA FOTOGRAFA AQUILANA SERENA VITTORINI RACCONTA LA SUA CITTA' NEGLI SCATTI DI ''SINE QUA NON''

Pubblicazione: 08 novembre 2018 alle ore 17:11

Serena Vittorini

L'AQUILA - Il bianco come simbolo di ricostruzione interiore e fisica, una tregua dall'affanno, così i cantieri dell'Aquila diventano un simbolo di equilibrio, di forza e resilienza, una rielaborazione del contesto cittadino quotidiano che esorcizzi, in qualche modo, il terremoto del 6 aprile 2009.

Questa "la realtà alternativa di bellezza essenziale" impressa nelle opere della giovane fotografa aquilana Serena Vittorini, in mostra in occasione del 25esimo anniversario dell’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) Giovani dell’Aquila.

L'esposizione, dal titolo "Sine qua non", verrà inaugurata domani, venerdì 9 novembre, alle ore 9,30, nella sede dell’Ance, in via De Gasperi.

L'artista aquilana, che oggi vive a Bruxelles, vive la fotografia come ricerca, strumento per raccontare in maniera personale i luoghi e i volti di chi incrocia il suo percorso.

Al centro della sua opera emerge sempre l’interesse per l’individuo che alle volte viene isolato ed estrapolato dal suo contesto sociale per indirizzare l’attenzione sulle sue caratteristiche tipiche, altre invece sommerso dall’ ambiente circostante. 

Negli ultimi anni si sta interessando all’analisi dei processi di modificazione dei luoghi e del rapporto tra presenza umana e rappresentazione dello spazio urbano. 

"La scelta estetica nasce dalla mia visione quotidiana e deriva dal discioglimento del mio rapporto con gli avvenimenti del 2009 nella città di L’Aquila - spiega la giovane artista - Il bianco mi concede una tregua dall'affanno, così è sempre stato sin da bambina. Il bianco ancora oggi mi pare una via possibile per esorcizzare la realtà della mia città natale. Ma non solo, diventa un segno di una ricostruzione anche mia oltre che sua". 

"Gli oggetti rappresentati sono oggetti presenti in maniera inevitabile e compulsiva nelle strade e nelle piazze della città cantiere e non svincolati da una forte componente simbolica (la livella per l'equilibrio, i mattoncini come componente di un corpus unico e solido, i tubi per lo scarico di materiale di scarto, la pittura per una nuova facciata) - aggiunge - Il mio istinto é stato quello di agire sul contesto, rielaborandolo. Intervenendo sulla realtà. Modificando manualmente (nello specifico ridipingendo con dello smalto da muratura) attrezzi di uso comune (usati per costruire, reperiti nei cantieri) e trasformandoli nel bianco che mi è tanto familiare, nel bianco che rende degli oggetti apparentemente poco affascinanti qualcosa di inaspettatamente bello". 

"Decontestualizzandoli dal marasma quotidiano e posizionandoli su un fondale neutro sotto le luci degli stessi lampioni, che ogni notte li illumina decido di dargli un’altra vita, una realtà alternativa di bellezza essenziale, 'conditio sine qua non' di un processo di resilienza simbolica", conclude Vittorini. (a.c.p.)



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui