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L'AQUILA: SABATO PRESIDIO PER IL POPOLO CURDO ALLA FONTANA LUMINOSA

Pubblicazione: 18 ottobre 2019 alle ore 12:28

L'AQUILA - Anche L'Aquila aderisce alla mobilitazione internazionale in difesa delle popolazioni curde attaccate nel Rojava siriano. Sabato 19 ottobre, alle ore 18.30 alla Fontana Luminosa verrà organizzato, a cura del coordinamento L'Aquila Libera, un sit in di sensibilizzazione e protesta contro l'invasione turca nella Siria settentrionale. 

Saranno presenti anche alcuni membri della comunità curda locale e della Rete Kurdistan Italia, tra cui Erol Aydemir ed altri da Roma.

LA NOTA DI L'AQUILA LIBERA

Sette anni fa nella regione del Rojava a avuto inizio una rivoluzione: le curde e i curdi, liberandosi dell'oppressione siriana, iniziarono a organizzarsi autonomamente in consigli, comuni e cooperative, con l'organizzazione autonoma delle donne a fare da forza motrice della rivoluzione sociale.

Anche attraverso la lotta all'ISIS, negli anni è cresciuto un progetto multietnico e multireligioso dai tratti unici, che fino ad oggi ha garantito un'inedita convivenza pacifica di milioni di persone curde, arabe, cristiane. La Federazione Democratica Siria del Nord e dell’Est è un modello per la visione di un Medio Oriente pacifico e democratico, e per questo è sempre stata una spina nel fianco sia per le potenze regionali sia per l'Occidente.

Negli ultimi giorni il tentativo di distruggere la Federazione Democratica Siria del Nord e dell’Est minaccia questa esperienza e le popolazioni che ne sono protagoniste. Il regime turco di Erdogan ha invaso il Rojava, con l'obiettivo della sostituzione etnica, delle violenze, degli omicidi e della guerra. E con il fine ultimo della riabilitazione dei miliziani dell'Isis, isolati ed emarginati dagli stessi curdi anche per conto dell'Occidente, oggi inerme e silente di fronte alle violenze della Turchia.

Per questo ovunque, e anche all'Aquila, è un dovere per tutte e tutti sollevarsi e mobilitarsi in difesa del Rojava, contro l'Isis e il regime turco, chiedendo che il governo italiano prenda una posizione decisa su questa drammatica situazione, con un sostegno esplicito alla Federazione Democratica della Siria del nord. È necessario che la comunità internazionale attui  alcune misure fondamentali quali l'istituzione di una "no fly zone" (una chiusura dello spazio aereo sull'area), la creazione di corridoi umanitari a sostegno della popolazione per mettere fine agli accordi che consentono a Erdogan di usare i profughi come armi, l'immediato riconoscimento come corpo diplomatico degli esuli curdi in Europa, oltre alla cessazione della vendita di armamenti alla Turchia anche per i contratti in essere.

Senza queste misure, qualsiasi annuncio di possibili sanzioni o condanne ipocrite e tardive - peraltro solo sulla carta, diventano facile e inutile propaganda, mentre inermi civili continuano a morire sotto le bombe.

In queste ore l'accordo raggiunto tra Stati uniti e Turchia per una tregua di cinque giorni legittima di fatto l'invasione turca, imponendo alle forze curde il ritiro immediato e realizzando così il disegno criminale di Erdogan. Non possiamo più restare a guardare!

Mobilitiamoci insieme anche all'Aquila per chiedere il rispetto dei diritti umani, una pace duratura e l'autodeterminazione delle popolazioni curde in Siria, Iraq e Turchia. 



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