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L'ODISSEA DEI VIAGGIATORI DOPO LA RAZIONALIZZAZIONE DELL'AZIENDA UNICA DI TRASPORTO ABRUZZESE DELLE CORSE , ''SERVE INTERVENTO URGENTE REGIONE''

L'AQUILA-ROMA: ''COSTRETTA A LICENZIARMI'',
I TAGLI DELLA TUA E IL DRAMMA DEI PENDOLARI

Pubblicazione: 14 febbraio 2020 alle ore 08:00

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L'AQUILA - "Non ci sono corse che coincidano con gli orari dei miei turni, pensare di viaggiare con l'auto per spendere buona parte di quello che guadagno è ridicolo, sarò costretta licenziarmi".

Il duro sfogo di una lavoratrice aquilana è solo l'apice delle numerose testimonianze raccolte da Abruzzoweb a seguito del taglio alle corse per la tratta L'Aquila-Roma approvato dalla Regione Abruzzo con due delibere di Giunta ed applicato dalla Tua, la società unica di trasporto abruzzese.

Il tema è particolarmente caldo nel capoluogo abruzzese in quanto per molti pendolari, che lavorano o studiano nella Capitale, la "razionalizzazione" dei costi con il passaggio delle corse da Tpl a commerciali, che prevede la soppressione di alcune e l’accorpamento di altre, si traduce in danni concreti e incalcolabili. 

E' il caso di una pendolare che qualche mese fa ha trovato impiego come oss a Roma. Un lavoro strutturato su più turni - diurno, pomeridiano e notturno - su giorni feriali e festivi. A causa dei tagli, però, le è impossibile organizzarsi sia nei nei giorni feriali quanto in quelli festivi.

"Per alcuni lavori ogni singola corsa è fondamentale", spiega ad Abruzzoweb l'avvocato Donatella Sarra, portavoce del Comitato pendolari.

Una compressione del servizio "assolutamente inaccettabile", così come l'ha definita l'assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune dell'Aquila Carla Mannetti che nei giorni scorsi ha convocato un incontro con i pendolari.

Il Comune si è impegnato a trovare soluzioni e alternative dialogando con la Regione che, secondo quanto emerso, starebbe valutando un eventuale rifinanziamento di alcune corse. E' stata avanzata anche l'ipotesi di introdurre un biglietto unico, di concerto con le società di trasporto privato, al fine di consentire a chi ha un abbonamento di poter usufruire del servizio per gli orari non coperti dal Piano della Tua.

"Stiamo preparando un documento in cui riportiamo tutte le problematiche che emergono ogni giorno con questa razionalizzazione - spiega Sarra - Siamo in attesa di un tavolo di confronto nel quale, ci auguriamo, la Regione possa rivalutare il finanziamento di alcune corse su nostra indicazione. Si tratta di un semplice confronto che si sarebbe dovuto svolgere prima di arrivare a questo punto, come abbiamo più volte richiesto".

"Quando si operano dei tagli è necessario avere il quadro della situazione, altrimenti si rischia di fare solo danni nei confronti degli utenti che hanno deciso di continuare a vivere all'Aquila e nei paesi limitrofi nonostante debbano lavorare, studiare o curarsi a Roma. Non si può stravolgere la vita delle persone in questo modo".

I pendolari, che nei giorni scorsi hanno organizzato una manifestazione in Piazza d'Armi all'Aquila, non si arrendono e continuano a chiedere che vengano finalmente prese in considerazione le loro proposte: "va bene la razionalizzazione ma che venga fatta con criterio e ascoltando le voci di chi quella tratta la percorre ogni giorno - sottolinea Sarra - E siamo stanchi di dover assistere inermi a questo rimpallo di responsabilità mentre i giorni passano e per noi è sempre più difficile arrivare a fine giornata. Non ci interessa di chi sia la colpa, ora è il momento di intervenire, qualche soluzione l'abbiamo proposta, se c'è la volonta, che ci ascoltino".

Intanto, il Partito Democratico, per mezzo del suo capogruppo in consiglio regionale Silvio Paolucci, ha presentato una risoluzione che ha lo scopo di sospendere l’applicazione del nuovo piano varato da Tua.

Nel documento si chiede la sospensione immediata delle misure fino alla sentenza del Tar di Pescara che nel prossimo mese di giugno dovrà esprimersi su quali linee ricomprendere all’interno del trasporto pubblico locale, ovvero quelle sovvenzionabili dalla Regione; avviare un tavolo di confronto tra Regione, rappresentanti delle istituzioni, parti sociali e comitati dei pendolari con l’obiettivo di svolgere una istruttoria tecnica per valutare in ogni caso l’inserimento all’interno dei servizi minimi di alcuni corse, soprattutto quelle a più bassa domanda che, dunque, non attirerebbero l’attenzione dei privati, ma garantirebbero il completamento del servizio; infine valutare la fattibilità dell’introduzione di un biglietto unico di viaggio, sulla base di quanto già accade sulla Pescara-Roma. 

Dal canto suo, il presidente della Tua, il leghista Gianfranco Giuliante, incalza: "Oggi la ragion del contendere per la nuova cagnara sembra essere la ristrutturazione di 10 corse su un centinaio erogate complessivamente dal trasporto regionale che, così come ad oggi svolto, è costato a Tua, e quindi a tutti gli abruzzesi, più di un milione e mezzo l’anno in deficit (125 mila euro/mese come Paolucci ha diligentemente sottolineato in Commissione Vigilanza). Ma di cosa stiamo parlando?”.

"Parliamo di un numero minimo di utenti che contestano corse censite nel 2018 e 2019 con presenze medie giornaliere di 4,9 utenti e di 2,9 utenti (corse che vengono anticipate o posticipate di 15 minuti, non si parte più alle 4:30 o alle 5:00 ma alle 4:45). Siamo alla farsa eletta a diritto se alle 7/8 persone medie, che viaggiano giornalmente nelle corse oggetto di contestazione (si ripete, anticipate o posticipate di 15 minuti) gli abruzzesi decidessero di regalare 7 macchine, una a persona, la comunità abruzzese risparmierebbe 1 milione e 300 mila euro".



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