• Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento

LO SPECIALE DI ABRUZZOWEB: NUMERI, STORIE E PROSPETTIVE; ALLA FIACCOLATA
E' POLEMICA TRA DE MICHELI E VITTORINI, ''ALMENO IL 6/4 POLITICI STIANO ZITTI''

L'AQUILA RESTA SVEGLIA PER RICORDARE I 309
MARTIRI DEL SISMA, NOVE ANNI FA IL DRAMMA

Pubblicazione: 05 aprile 2018 alle ore 21:27

foto Filippo Tronca
di

L'AQUILA - I 309 rintocchi, uno per ogni vittima, della campana della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, meglio conosciuto come Anime Sante, alle 3 e 32, ora del terremoto del 6 aprile 2009, hanno concluso la notte dedicata alla memoria.

A nove anni dalla tragedia dell'Aquila non si sono attenuati dolore e commozione, sentimenti che hanno segnato i cuori fin dalla fiaccolata che, secondo alcune stime, ha richiamato circa 5mila persone. Si guarda già al decimo anniversario per il quale sono annunciate novità tese a rinnovare il ricordo di una tragedia che ha segnato un intero territorio. Il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, ha parlato della formazione di un comitato "di personalità di alto profilo".

"L'ho comunicato ai familiari delle vittime. Nei prossimi giorni ci attiveremo", ha spiegato Biondi.

Il presidente del consiglio comunale, Roberto Tinari, ha reso noto che a breve nominerà una commissione, nella quale inserire anche ex sindaci, per ricostruire storicamente il terremoto. 

Tinari ha inoltre spiegato che si impegnerà per sbloccare il progetto del parco della memoria in piazzale Paoli, finanziato con due milioni di euro ma fermo alla progettazione anche per la raccolta di firme contrarie.

"Non si può dopo nove anni non avere un luogo della memoria", ha detto Antonietta Centofanti, presidente del comitato vittime Casa dello studente. Dopo la mezzanotte, nel piazzale è stata deposta una corona di fiori, cerimonia seguita dalla lettura dei nomi delle vittime alla Villa Comunale dove, novità di quest'anno, è arrivato il corteo partito da via XX settembre. 

Durante l'omelia nel corso della Santa Messa celebrata nella chiesa San Giuseppe Artigiano nella notte, l'arcivescovo Giuseppe Petrocchi ha auspicato la ricostruzione delle coscienze e delle anime con amore e solidarietà. Presenti al corteo anche i familiari delle vittime di Viareggio e Rigopiano. Oggi all'Aquila lutto cittadino e bandiere a mezz'asta sugli edifici pubblici.Molto sentiti i commenti delle personalità intervenute.

"Provo un sentimento di vicinanza, di dolore, perché quell'evento, così come gli eventi successivi, ha segnato i cuori degli italiani e soprattutto i nostri", ha detto il capo della Protezione Civile nazionale, Angelo Borrelli, prima della partenza della fiaccolata.

"Essere qua stasera è anche un modo per dimostrare che il nostro impegno, anche se io non sono aquilana, non smette e non smetterà mai", ha commentato Paola De Micheli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e commissario per i terremoti del Centro Italia 2016 e 2017, la quale in riferimento alla ricostruzione ha sottolineato che "volevamo dimostrare che le maniche sono state rimboccate. Noi abbiamo aperto 14 mila cantieri, chiusi 12 mila, abbiamo investito 2 miliardi sulle opere pubbliche, quasi tutti i cantieri sono ormai avviati, abbiamo finalmente chiuso la partita delle scuole che, alla sottoscritta, stava particolarmente a cuore".

Dichiarazione questa, che ha provocato la reazione di un familiare delle vittime, il dottor Vincenzo Vittorini, che nove anni fa ha perso la moglie e una figlia: "Sono nove anni che cerchiamo di far affermare messaggi su sicurezza e legalità, oggi è il giorno del silenzio e del ricordo, non è il momento di parlare di ricostruzione e di passerelle".

Ad aprire la fiaccolata della notte lo striscione dei familiari delle vittime con la scritta: "Per loro, per tutti". Eventi commemorativi sono previsti per tutta la giornata di venerdì. Il sindaco Biondi ha inoltre invitato i dirigenti scolastici a disporre il rispetto di un minuto di silenzio durante le lezioni e a sospendere l'attività lavorativa fino alle 11 per gli esercizi commerciali, le imprese, le attività artigianali e le altre organizzazioni pubbliche e private, con esclusione dei servizi indispensabili e obbligatori.

Una piccola polemica a distanza è stata registrata tra la De Micheli e Vittorini.

"Volevamo dimostrare che che le maniche sono state rimboccate. Noi abbiamo aperto 14 mila cantieri, chiusi 12 mila, abbiamo investito 2 miliardi sulle opere pubbliche, quasi tutti i cantieri sono ormai avviati, abbiamo finalmente chiuso la partita delle scuole, che alla sottoscritta stava particolarmente a cuore. Sul tema delle attività produttive abbiamo tanti esempi virtuosi e grazie anche ad un atteggiamento attivo e non passivo delle istituzioni e della politica territoriale, nessuno ha subito il terremoto, ma chi si è impegnato nelle istituzioni ha deciso di aggredire i problemi e di provare a risolverli, almeno tutti quelli risolvibili", le parole della De Micheli. "Ce ne sono alcuni ancora aperti, non ci sotttraiamo, qualunque sia la nostra responsabilità nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Essere qua stasera è anche un modo per dimostrare che il nostro impegno, anche se io non sono aquilana, non smette e non smetterà mai", ha aggiunto.

"Sono nove anni che vogliamo far partire i messaggi di giustizia e prevenzione. Invito i politici presenti a far silenzio - ha replicato Vittorini - in questo giorno non si deve fare il resoconto della ricostruzione", la sua risposta.

Presenti, tra gli altri, l'ex sindaco, Massimo Cialente, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, il vice, Giovanni Lolli, la senatrice del Partito democratico, Stefania Pezzopane, il deputato di Forza Italia, Antonio Martino, l'ex sottosegretario di Palazzo Chigi, Gianni Letta e il manager della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L'Aquila, Rinaldo Tordera

Alla fiaccolata hanno preso parte anche alcuni familiari delle vittime della strage di Viareggio e della tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara).

Tra i primi ad arrivare, i parenti di Enza Terzini che portano le foto della loro cara, una delle vittime del terremoto che colpì non soltanto L'Aquila alle 3.32, nella notte tra il 5 e il 6 aprile.

Breve e commossa la sosta alla casa dello studente dove sono stati rimosse le macerie ma dove resta il vuoto del dolore e della rabbia per quello che poteva essere fatto e non e stato fatto.

I familiari delle vittime non sono riusciti dopo nove anni a trattenere le lacrime.

Il corteo si è fermato quindi alla Villa Comunale, dove a mezzanotte e venti è cominciato l'elenco delle 309 vittime, elenco concluso a mezzanotte e trentasette minuti, a poche ore dalle tristemente famose 3,32.

"Essere sopravvissuta in senso se non si dimentica chi non c'è più, quei corpi sotto quelle lenzuola", ha detto al microfono Ilaria Carosi, sorella di Claudia, una delle 309 vittime.

A seguire commossi racconti per le stesse vittime: attrici aquilane hanno recitato, in un silenzio colmo di dolore, tre racconti dedicati ad altrettante persone per gli ultimi tragici momenti delle loro vite.

Poi, il corteo è ripartito per andare a piazzale Paoli, luogo in cui dovrebbe nascere un parco della memoria.

DE MICHELI, ''ABBIAMO FATTO TANTO, MA L'IMPEGNO NON FINIRA' MAI''

"Volevamo dimostrare che che le maniche sono state rimboccate. Noi abbiamo aperto 14 mila cantieri, chiusi 12 mila, abbiamo investito 2 miliardi sulle opere pubbliche, quasi tutti i cantieri sono ormai avviati, abbiamo finalmente chiuso la partita delle scuole, che alla sottoscritta stava particolarmente a cuore. Sul tema delle attività produttive abbiamo tanti esempi virtuosi e grazie anche ad un atteggiamento attivo e non passivo delle istituzioni e della politica territoriale, nessuno ha subito il terremoto, ma chi si è impegnato nelle istituzioni ha deciso di aggredire i problemi e di provare a risolverli, almeno tutti quelli risolvibili. Ce ne sono alcuni ancora aperti, non ci sotttraiamo, qualunque sia la nostra responsabilità nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Essere qua stasera è anche un modo per dimostrare che il nostro impegno, anche se io non sono aquilana, non smette e non smetterà mai", ha dIchiarato il Commissario alla Ricostruzione, Paola De Micheli

BORRELLI, ''INVESTIRE IN PREVENZIONE, LA TERRA TREMA ANCORA ADESSO''

Per Borrelli, “bisogna investire in prevenzione, prevenzione naturalmente strutturale. Adesso si sta facendo una ricostruzione di questi territori secondo quelle che sono le moderne tecniche di costruzione, ma anche in quella che è la pianificazione dell'azione di Protezione civile per ridurre al massimo gli effetti del sisma e di questi eventi calamitosi che ogni tanto interessano il nostro territorio".

"Cosa provo questa sera? Un sentimento di vicinanza, di dolore, perché quell'evento, così come gli eventi successivi, ha segnato i cuori degli italiani e soprattutto i nostri - ha aggiunto - Noi siamo arrivati qui immediatamente dopo il sisma, io personalmente ho vissuto qui per otto mesi insieme a questa gente per alleviare le sofferenze di questo territorio. I terremoti del Centro Italia? Un altro evento devastante, anche in termini numerici più o meno simili alle vittime che ha provocato il terremoto del 6 aprile 2009, che ha portato a oltre 80 mila scosse e ancora adesso, in queste notti, abbiamo registrato le scosse di intensità intorno alla magniduto 4. Un evento cui abbiamo dato il massimo impegno come Protezione civile".

"Ci auguriamo sempre di poter corrispondere a quelle che sono le esigenze dei nostri concittadini", ha concluso Borrelli. 

PETROCCHI, ''RICOMPORRE LE FRATTURE DELL'ANIMA''

"Occorre non solo riedificare le devastazioni esterne (ancora visibili), ma ricomporre le fratture interiori, provocate dal sisma. Infatti, c'è un terremoto che scuote la terra, ma c'è anche il terremoto dell'anima, che ferisce la mente, gli affetti e i rapporti interpersonali". 

Così in una nota l'Arcivescovo metropolita dell'Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi-

"Per questo, i primi verbi da coniugare per la ricostruzione non sono "progettare" e 'fare', ma 'ascoltare' e 'incontrare': cioè, accogliere i bisogni profondi della gente, per disporli secondo il giusto ordine di priorità, e intensificare la tessitura delle "relazioni convergenti", che potenziano la coscienza fattiva di essere un'unica famiglia - spiega ancora il prelato -. L'Aquila non va ridisegnata al passato, ma pensata al futuro. 

Inoltre, L'Aquila che deve 'risorgere', non è solo quella raccolta dentro le mura, ma anche quella esterna: cioè, allargata ai centri limitrofi che l'hanno costruita". 

Petrocchi sottolinea che "alcuni dolori sono così acuti e profondi, che non possono essere espressi 'parlando': forse la loro manifestazione più immediata e intensa è il grido. Quando è impossibile urlare, queste sofferenze restano 'mute': tuttavia il grido non si azzittisce ma diventa 'silenzioso'. Va detto, allora, che questa 'voce' inespressa si sente lo stesso e fa stringere l'anima. Tali messaggi 'non-detti', ma comunicati attraverso il linguaggio empatico ed intuitivo, hanno valore universale: sono trasmessi, infatti, attraverso un codice dialogico immediatamente comprensibile, perché passa attraverso la via del cuore e segue la grammatica dei sentimenti più veri e radicati". 

"A mio avviso, due dinamiche dimostrano l'immortalità dell'anima umana: l'amore che rimane in eterno, e il dolore, che resta impresso per sempre nella memoria: infatti, se la sofferenza passa, resta però l'aver sofferto", continua il prelato secondo il quale "per la Comunità Aquilana questo è il tempo della laboriosità, della ripresa, della saggezza e della prossimità: dimensioni che debbono essere declinate al presente, ma ancora meglio in prospettiva dell'avvenire".

SINDACO BIONDI, "NON SOLO LUTTO ANCHE SPERANZA FUTURO, NONO ANNIVERSARIO CON CICATRICE ANCORA LÌ"

"L'anniversario del terremoto non può e non deve essere una giornata di solo lutto e commemorazione, ma deve rappresentare il momento della forza e della speranza nel futuro di una comunità ferita, ma orgogliosa, tenace e costruttiva", le parole del sindaco Pierluigi Biondi.

Per lui si tratta della prima commemorazione come primo cittadino. 

"La cicatrice di quella drammatica notte è ancora lì a ricordarci la tragedia che ha tramortito un territorio e sconvolto il Paese: dopo nove anni, il primo da sindaco dell'Aquila, vivo questi momenti con dolore, ma anche con rinnovato senso di responsabilità - spiega ancora Biondi che guida una giunta di centrodestra - sento, in maniera ancora più vigorosa e profonda, la necessità di impegnarmi per questa terra, per la memoria e per la strada che abbiamo davanti". 

TRASATTI (CGIL), ''IL TERREMOTO HA FATTO FARE SOLDI A QUALCUNO, GLI ALTRI VANNO INDIETRO''

"Oggi è il giorno del silenzio, del ricordo, della memoria, questo deve rafforzare in tutti noi la convinzione che questo territorio deve rinascere e deve rinascere molto meglio di come era prima del terremoto. E soprattutto per fare in modo che le catastrofi che abbiamo avuto, i lutti, i drammi per migliaia e migliaia di famiglie non si ripetano più. Dopo il terremoto, però, la forbice della ricchezza si è allargata enormemente anche all'Aquila", ha detto il segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti.

"Dunque, anche nel caso di catastrofi, quando si spendono tante risorse, ci sono fasce di popolazione che fanno tanti soldi e ci sono tanti cittadini, tanti pezzi della società che invece vanno indietro. Abbiamo un grande problema legato al lavoro, all'occupazione, al precariato, alle crisi aziendali che viviamo ogni giorno. E quindi, questo deve farci riflettere perché dobbiamo costruire una società che pensi davvero ai più deboli", ha concluso.

LO SPECIALE DI ABRUZZOWEB

LE STORIE

LE FIAMME DI VIAREGGIO DOPO LE MACERIE DELL'AQUILA, "9 ANNI DI DOLORE CONDIVISO" di Francesco Di Giandomenico

6 APRILE: RICOMINCIARE ALTROVE, LE STORIE DI CHI HA DECISO DI NON TORNARE A VIVERE ALL'AQUILA di Eleonora Marchini

6 APRILE: I FAMILIARI DI VASSILIS DIMENTICATI DALLO STATO, NESSUN RISARCIMENTO E INDAGATI DECEDUTI di Roberto Santilli

6 APRILE: NOVE ANNI IN UN PROGETTO C.A.S.E, "STIAMO BENE, MA VOGLIAMO TORNARE A CASA" di Loredana Lombardo

L'AQUILA

L'AQUILA, RICOSTRUZIONE A DOPPIA VELOCITA' CON GLI EDIFICI PUBBLICI TALLONE D'ACHILLE di Marco Signori

6 APRILE: BIONDI, "PIU' FORTI MA VITA DURA"; "LA SFIDA E' LA RICOSTRUZIONE PUBBLICA" di Marco Signori

6 APRILE: LA PRIMA VOLTA DI CIALENTE SENZA FASCIA TRICOLORE, "LA CITTA' SI E' FERMATA" di Roberto Santilli

IL CRATERE

RICOSTRUZIONE: NEL CRATERE STESSI VIZI E VIRTU' DELL'AQUILA, "OBIETTIVO 2023" di Alessia Centi Pizzutilli



© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI:

6 APRILE: NOVE ANNI IN UN PROGETTO C.A.S.E, ''STIAMO BENE, MA VOGLIAMO TORNARE A CASA''

di Loredana Lombardo
L’AQUILA - A nove anni dal terremoto del 6 aprile 2009 sono tanti gli aquilani rientrati nelle loro case, ma per alcuni ci vorrà ancora un po' di tempo per tornare alla quotidianità e alle abitudini... (continua)

ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui