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L'AQUILA: RESPINTO RICORSO GESTIONE COMPLESSO, ''VERDEAQUA SOCCOMBE ALLE ROCCAFORTI DEL POTERE''

Pubblicazione: 12 ottobre 2018 alle ore 18:48

L'AQUILA - "Verdeaqua soccombe alle roccaforti del potere e logiche di appartenenza alle quali non importa l’interruzione di una continuità lavorativa di dipendenti, collaboratori sportivi, giovani diversamente abili e di tante altre persone per le quali Verdeaqua rappresentava la loro seconda casa".

È un passo della lettera struggente, che a tratti mostra tutta la rabbia e la tristezza per una vicenda intricata, che va avanti ormai da diversi anni, della presidente di Verdeaqua, Alessandra Giordani, che gestisce all'Aquila il complesso sportivo di Santa Barbara, conosciuto da tutti come "Verdeacqua", di proprietà comunale dal 1995.

Il Consiglio di Stato, infatti, ha respinto il ricorso della società, la "Verdeaqua Smile", per il riconoscimento della titolarità del centro sportivo di Santa Barbara all'Aquila, definendo così illegittima la proroga della gestione per 25 anni. 

Così, a un giorno giorno dall'allarme per la fuorisucita di cloro dalla piscina della struttura, costata l'intossicazione di tre persone, Verdeaqua si è dovuta preparare a lasciare il centro sportivo e proprio in queste ore, sta provvedendo a liberare i locali. 

LA LETTERA COMPLETA

Trentatre anni fa ho creduto in un progetto d’inclusione socio lavorativa e sportiva attraverso la gestione di strutture di utilità collettiva, quale è stato il Centro Sportivo Verdeaqua in Santa Barbara. Ho lavorato tanto sia insieme agli originari fondatori della Cooperativa ed a seguire negli anni  con i vari lavoratori e professionisti susseguitisi per il raggiungimento della mission: cercando opportunità, curando relazioni sociali e commerciali, portando il nome di Verdeaqua non solo in tutta la regione ma anche a livello  nazionale attraverso le attività sportive dei nostri atleti del nuoto e dello special Olimpycs.

Subito dopo il sisma, in collaborazione con il Team Abruzzo Special Olimpycs, si è cercato di diffondere nel nostro territorio la buona prassi dell’inclusione sociale, cogliendo ogni opportunità offertaci, organizzando e partecipando a piccoli e grandi eventi. 

Ci siamo esposti finanziariamente per realizzare il progetto di ristrutturazione, ampliamento ed ammodernamento del Complesso Sportivo Verdeaqua che negli anni dal 2000 a tutto il 2004 era rimasto chiuso per inagibilità, restituendo alla fruizione della collettività un Centro Sportivo più bello e completo, ammirato ed invidiato da tutti. 

Tanti successi, tante preoccupazioni e tanti errori ma sempre per permettere una continuità alla nostra mission e rispondere alle esigenze della collettività. Dopo il sisma del 6 aprile il Centro Sportivo, pur con una popolazione civile e studentesca ridotta a 20 mila abitanti, l’8 novembre 2009 ha ripreso regolarmente l’attività, sostenendone tutti i costi a fronte di entrate irrisorie, permettendo, però, ai nostri concittadini di godere di un sereno e sano luogo aggregativo e sportivo.

Ad un certo punto di questo percorso, quando tutto andava nella giusta direzione per poter fare quel salto di qualità e competitività, alcuni soggetti e rappresentanti locali della società politica si sono messi di traverso. Non hanno tenuto conto del ruolo di un’impresa sociale, l’anima che ha mosso la nostra mission, il desiderio di fare non solo per denaro (oltre alla sottoscritta che può vantare 33 anni di puro volontariato hanno operato anche altri volontari). 

Tutto è stato fatto in modo subdolo per stroncare un progetto che ha rappresentato per la sottoscritta l’impegno di una vita, fino a portare allo sfinimento, culminato ieri con la sentenza del Consiglio di Stato che pone fine a questa lunga e significativa storia.

Verdeaqua soccombe alle roccaforti del potere e logiche di appartenenza alle quali non importa l’interruzione di una continuità lavorativa di dipendenti, collaboratori sportivi, giovani diversamente abili e di tante altre persone per le quali Verdeaqua rappresentava la loro seconda casa.

Ora che tutto è compiuto mi viene da pensare che una nuova gestione può subentrare anche con maggiore efficienza ma ciò che non potrà riprodursi è il cuore delle persone che l’hanno creata, in questo caso il patrimonio distintivo di questa Cooperativa che è stata linfa vitale per questa Comunità.

Peccato che non tutti sono stati capaci di comprenderlo, che non si è riusciti ad espellere le persone che questo processo non lo hanno condiviso ma ostacolato, massacrandolo sino a farlo morire.



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