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IL 20 OTTOBRE RINNOVO CONSIGLIO DEL PRESIDENTE CARUSO; AVEZZANO COMMISSARIATA FUORI DAI GIOCHI, CAPOLUOGO AUMENTA 'PESO', PRONTI A CANDIDARSI BERARDINETTI E CICIOTTI

L'AQUILA: PARTE CORSA ELEZIONI PROVINCIALI
1.245 AMMINISTRATORI ALLE URNE

Pubblicazione: 15 settembre 2019 alle ore 09:06

L'AQUILA - Si serrano i ranghi e si intensificano le manovre in vista delle elezioni provinciali dell'Aquila del 20 ottobre prossimo, che dovranno rinnovare, a due anni dal voto del luglio 2017, i dieci amministratori che siedono in Consiglio,  mentre il presidente del centro destra, il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, resterà in carica altri due anni.

Ad essere chiamati al voto, come prevede la legge Delrio che ha declassato le Province ad enti di secondo livello, non i cittadini, ma solo sindaci e consiglieri, in questo caso 1.245, con quelli dei comuni più popolosi, con una preferenza più "pesante", in base al sistema del voto ponderato. 

Ancora presto per fare previsioni e totocandidature, in vista della composzione delle liste che andranno presentate il 29 settembre.

Quello che e' certo e' che Avezzano, la   seconda   città piu' popolosa della provincia, dove il comune è commissariato da giugno, a seguito della caduta del sindaco di centrodestra Gabriele De Angelis, non potrà ne' eleggere, né votare.

A tutto vantaggio del capoluogo L'Aquila, i cui amministratori elettori, per il meccanismo del voto ponderato, potranno esprimere una preferenza ancora più "pesante".

Secondo punto dato per scontato, sulla base dell'appartenenza politica degli amministratori chiamati al voto, è che Caruso, anche per la seconda parte del suo mandato, potrà contare su una maggioranza di centrodestra, costituita oggi dai 3 consiglieri di Forza Popolare, espressione di Fratelli d’Italia e Forza Italia, e dai quattro di "Provincia insieme", che fa riferimento all'ex assessore del centrosinistra Andrea Gerosolimo, che in questa partita si è schierato, di fatto, con il centrodestra.

Infine, per quanto quanto riguarda il totocandidati, si vocifera dell'intenzione di correre da parte dell'ex assessore regionale Lorenzo Berardinetti, sindaco del comune marsicano di Sante Marie, e del consigliere comunale di Celano, Ezio Ciciotti, per il centrodestra.

Per quanto riguarda gli uscenti, potrebbero ricandidarsi Vincenzo Calvisi, vicepresidente della Provincia, consigliere del Comune di Fossa, di Fratelli d'Italia, e Gianluca Alfonsi, consigliere del Comune di Gioia dei Marsi, di Forza Italia, vicino all’ex consigliere regionale Emilio Iampieri.

Hanno intenzione di riproporsi, per Provincia Insieme, Alfonsino Scamolla, consigliere del Comune di  Pescina, e Roberto Giovagnorio, consigliere del Comune di Tagliacozzo.

Come detto, chi sarà fuori dalla partita è il Comune di Avezzano, che nella tornata precedente aveva eletto il consigliere Alberto Lamorgese, della Lega, che poi a giugno, dopo il commissariamento, e la perdita della carica, ha dovuto cedere il posto in consiglio provinciale a Domenico Ciccone, consigliere del Comune di Campo di Giove, area Partito democratico.

E perché dunque L'Aquila gongola? Per il meccanismo del "voto ponderato":  la preferenza di un elettore del comune di Avezzano valeva infatti nelle ultime elezioni 623 voti, quanto quelli dell'Aquila, che ora però  "erediterà'' parte del peso perso da Avezzano, per attestarsi a 800 voti ponderati.

Una preferenza di un elettore di Sulmona, avrà invece peso 400, al pari di Celano. Poi via via a scendere, fino al peso 30 voti, per i Comuni sotto i 3 mila abitanti.

Questo significa che il territorio aquilano, potrà aumentare il numero di seggi occupati in consiglio provinciale, che oggi sono quattro: uno per il citato Calvisi, un altro per Pierluigi Del Signore, consigliere del Comune di Tornimparte, per la maggioranza di centrodestra. Altri due per Fabio Camilli, sindaco di Acciano, e collaboratore politico di Giovanni Legnini in consiglio regionale, e per Lelio De Santis, consigliere comunale dell'Italia dei valori al Comune dell'Aquila, nell'opposizione di centrosinistra.

Aspetto centrale della partita, sarà dunque vedere come intederanno muoversi nella composizione delle liste e nelle alleanze da stringere, i territori marsicani, peligni e dell'Alto Sangro.

Le elezioni provinciali restano infatti una partita guardata con molto interesse dalla politica regionale, nonostante i nefasti effetti della legge Delrio che ha declassato l'ente, portando al dimezzamento dei dipendenti, - in Provincia dell'Aquila sono passati da 500 a poco più di 200 -, lasciandogli solo le competenze, comunque cruciali, dell'edilizia scolastica, della viabilità e dell'urbanistica.

I consiglieri poi, non guadagnano un becco di un quattrino, come pure il presidente. Ma far parte del consiglio provinciale per un amministratore locale rappresenta, oltre che un motivo di soddisfazione personale, e un possibile trampolino di lancio per la carriera politica, anche un modo per avere voce in capitolo, quando si tratta di destinare i fondi per riparare strade e scuole, e per smuovere pratiche relative ai piani regolatori. 



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