L'AQUILA: MINACCE ALL'AVVOCATO GIANNANGELI,
''DA OGGI STAI ATTENTA'', C'ENTRA IL CASO TUCCIA?

Pubblicazione: 04 febbraio 2013 alle ore 09:59

Simona Giannangeli

L'AQUILA - Minacce all'avvocato aquilana Simona Giannangeli, conosciutissima nel capoluogo, legale rappresentante del Centro Antiviolenza dell'Aquila, parte civile nel processo al militare Francesco Tuccia accusato di violenza sessuale e condannato a otto anni di reclusione nei giorni scorsi.

Le minacce alla Giannangeli, in passato anche candidata sindaco dell'Aquila, erano contenute in un biglietto lasciato sull'auto parcheggiata sotto la sua abitazione.

"Ti passerà la voglia di difendere le donne... Stai attenta e guardati sempre le spalle, da questo momento questo posto non è più sicuro per te" il contenuto del biglietto, seguito da una serie di insulti.

Circostanze che hanno inevitabilmente fatto pensare al collegamento con l'esito finale del processo Tuccia, in cui il Centro antiviolenza del capoluogo è stato ammesso come parte civile dal giudice Giuseppe Grieco, che ha disposto il pagamento delle spese processuali per 2 mila euro e un risarcimento danni da stabilirsi in un separato giudizio.

Da quanto si apprende, l'avvocato per il momento non ha presentato alcuna denuncia contro ignoti per l'accaduto, pronta ovviamente a farlo se ci saranno nuovi episodi.

LE REAZIONI


ARCIGAY "CONSOLI": "PRESSIONE SU DONNE COME LEI E LA BRACCANI"

"L'Arcigay Massimo Consoli di L'Aquila esprime totale solidarietà nei confronti di Simona Giannangeli, avvocato del centro Antiviolenza, per il grave atto intimidatorio di minacce da lei subito".

Lo scrivono in una nota la presidente Carla Liberatore e il segretario Leonardo Dongiovanni.

"Simona Giannangeli è il legale che cura gli interessi del centro Antiviolenza da quando questa realtà cittadina è nata e, uno degli obiettivi che il centro ha realizzato è stato quello di porsi come parte civile nel processo a carico del violentatore Tuccia, riconosciuto colpevole e condannato a 14 anni di reclusione - scrive - Le minacce rivolte a Simona Giannangeli seguono di poco tempo l'atto intimidatorio di cui fu vittima la giornalista di TvUno, Daniela Braccani, è come dire che le donne più attive e più combattive della nostra città vengono messe puntualmente sotto pressione da oscuri poteri verosimilmente maschilisti e misogini i quali hanno tutto l'interesse a mantenere il nostro capoluogo in un regime di arretratezza e di ignoranza".

"Le donne alzano la voce, dunque vanno punite; questo appare come teorema sociale allorquando si verificano atti odiosi di questo tipo - concludono - È dovere di tutta la città, di tutti i cittadini e di tutte le forza sociali in campo, restare vicini a queste donne coraggiose che meritano ogni rispetto e ogni stima per il loro infaticabile lavoro di civiltà".

ASSOCIAZIONI AQUILANE: "ATTACCHI VILI E MAFIOSI" 

"Esprimiamo massimo sdegno per le minacce che sono state rivolte all'avvocata Simona Giannangeli e, di conseguenza, al Centro antiviolenza dell'Aquila e soprattutto alle donne, continuamente costrette a difendersi dagli attacchi vili e mafiosi di una cultura maschilista e patriarcale".

Lo scrivono in una nota congiunta le seguenti associazioni: Comitato Territoriale Arci L’Aquila, Circolo Querencia, Associazione Bibliobus L'Aquila, Genitori si diventa, Arci Servizio Civile L’Aquila, Comunità XXIV Luglio, Associazione 180 Amici, I Solisti Aquilani, Coordinamento Ricostruire Insieme, Centro Internazionale Crocevia Abruzzo, Centro Sportivo Italiano L’Aquila, Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani L’Aquila, Museo Sperimentale di Arte Contemporanea, Artisti Aquilani Onlus e Associazione Teatrabile.

"La grande professionalità, la sentita sorellanza e il continuo lavoro che l'avvocata Giannangeli profonde per le donne sono un bene prezioso per tutta la comunità, e tutta la comunità deve essere coesa nella denuncia della gravità di questo atto intimidatorio e nella difesa della libertà di Simona".

"Siamo profondamente addolorate e addolorati per questo avvenimento, che sottolinea una volta di più quanto la violenza contro le donne sia radicata e pervasiva, e quanto sia difficile e importante la battaglia che viene condotta contro la sopraffazione di genere".

"Abbracciamo con affetto Simona Giannangeli e siamo al suo fianco, sperando che né lei né nessuna donna debba vivere la paura di denunciare discriminazioni e violenze in qualunque contesto, familiare, collettivo e sociale".

D'ERAMO (LA DESTRA): "MINACCE DEPLOREVOLI"

"Quanto accaduto a Simona Giannangeli mi ha molto colpito - ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali della Provincia dell'Aquila Luigi D’Eramo - Le minacce subìte nel nome dell’impegno sociale attivo sono ovviamente deplorevoli e sono anche la dimostrazione che chi lavora in un certo modo, dedicando anima e professione alle cause in cui crede, è continuamente esposto".

"Mi auguro che si faccia luce al più presto sul fatto e che il Centro antiviolenza continui a perseverare nel suo impegno per le donne aquilane", conclude D'Eramo.

APPELLO PER L'AQUILA: "ANDARE IN FONDO ALLA VICENDA"

Tutti gli esponenti di Appello per L’Aquila, "profondamente colpiti nell’apprendere dell’orribile vicenda che ha colpito l’avvocatessa del centro antiviolenza Simona Giannangeli, si uniscono alle voci già sollevate di solidarietà e vicinanza".

"Quanto accaduto oggi è di una gravità inedita per il nostro territorio, gravità che richiede massima considerazione da parte di tutti. È giunto il momento di alzare la testa e affrontare seriamente il tema della solitudine delle donne che combattono per se stesse o per altre donne, vittime di violenza".

"È giunto il momento di mostrare tutti insieme: forze politiche, movimenti, associazioni, singoli cittadini, la vera e massima vicinanza a Simona, che tutti conosciamo e stimiamo per le sue irreprensibili qualità umane e professionali e alle tante donne che fino ad oggi ha difeso e rappresentato".

"Bisogna andare fino in fondo a questa tristissima vicenda, non solo scoprendo l’origine delle minacce, ma garantendo al centro antiviolenza e a chi lavora da anni sulla materia, un terreno fertile di dialogo e confronto. Sempre contro ogni violenza, sempre dalla parte di chi si distingue per migliorare la nostra società".

ASSOCIAZIONE "LE NOSTRE ORIGINI": ''CONDIVIDIAMO SPIRITO GIANNANGELI"

"Personalmente, e a nome dell’associazione che mi onoro di presiedere, esprimo la mia viva solidarietà alla collega così barbaramente apostrofata e insultata".

Lo afferma Stefano Flajani, presidente dell'associazione "Le nostre origini".

"L’avvocato Giannangeli non si è fatta intimorire e, pur non sporgendo formale denuncia, ha reso noto l’accaduto 'per far comprendere alle donne che, qualunque cosa accada, noi saremo sempre al loro fianco'. Brava, bravissima, condividiamo il suo spirito e le sue intenzioni".

"Tempo fa già scrissi a favore del Centro antiviolenza di Teramo per il quale 'non vi erano i soldi'. Non vi saranno mai i soldi fino a che l’amministrazione della cosa pubblica, ovvero quella di noi cittadini, sarà amministrata nell’interesse di pochi, fino a che non si porteranno i mega stipendi pubblici al livello di noi 'comuni mortali', fino a che vi saranno sperperi per il beneficio di pochi, fino a che i costi della politica non si ridurranno a normali oneri amministrativi, fino a che non si troveranno mai i soldi per le realtà e le necessità quotidiane del popolo italiano".

LA SOLIDARIETÀ DELLE DONNE DEMOCRATICHE

"Esprimiamo solidarietà e vicinanza a Simona Giannangeli, legale del Centro antiviolenza dell'Aquila, vittima di un gesto vile e allarmante".

Lo scrivono Francesca Ciafardini (coordinatrice democratiche Abruzzo), Gilda Panella (coordinatrice democratiche provincia dell'Aquila), Rossella Saltarella (coordinatrice democratiche provincia di Chieti), Anna Marcozzi (coordinatrice democratiche provincia di Teramo).

"Le minacce e gli insulti indirizzati alla professionista aquilana rappresentano un segnale gravissimo: Simona Giannangeli, donna che difende altre donne, è, nelle intenzioni di chi ha messo in pratica il gesto di minaccia, il simbolo dell'odio della rabbia e del disprezzo nei confronti di tutte le donne".

"'Ti passerà la voglia di difendere le donne.... Stai attenta e guardati sempre le spalle, da questo momento questo posto non è più sicuro per te': questo il testo della missiva a cui seguono insulti, parole feroci e pesantissime".

"Forse il gesto di uno squilibrato, ma di certo un ennesimo segnale di violenza, una violenza che ha il chiaro obiettivo di terrorizzare e indurre al silenzio una donna, tutte le donne".

"Noi non ci stiamo. Abbracciamo Simona e tutte insieme, tutti insieme continuiamo la battaglia di civiltà contro le violenze che investono e travolgono la vita delle donne", concludono.

SCLOCCO (PD): "ABERRANTE ACCADIMENTO"

"Aberrante accadimento quello del biglietto di minacce all'avvocato Simona Giannangeli alle quale esprimo la mia solidarietà".

Lo afferma in una nota Marinella Sclocco, consigliere regionale del Pd.

"Chiaramente scomodo il lavoro che l'avvocato porta avanti per il centro antivilenza - ha aggiunto - e sicuramente attento al punto da innervosire gli animi di chi finora ha agito indisturbato. Lo sconforto e la paura sono certa non fermeranno Simona Giannangeli di cui apprezzo la lucidità con la quale sta gestendo una situazione tanto delicata. A lei ribadisco tutta la mia stima, la vicinanza e l'incoraggiamento a proseguire il suo importantissimo lavoro di donna per le donne".

DE SANTIS E DI NICOLA (IDV): ''TUTTA LA CITTA' RISPONDA"

L’assessore Lelio De Santis ed il capogruppo dell’Italia dei valori Giuliano Di Nicola esprimono solidarietà umana e politica all’avvocato Simona Giannangeli "per l’assurdo e provocatorio gesto di intimidazione ricevuto".

"Un gesto deprecabile e intollerabile - scrivono i due dipietristi - a maggior ragione in una città già alle prese con tante difficoltà e violenze".

"A questo gesto sono invitati a rispondere tutti, uomini e donne, con determinazione, fermezza e coraggio, consapevoli che ogni forma di violenza di genere non deve più appartenere ad una società civile e moderna", concludono.

D'ERAMO: ''FARE CHIAREZZA AL PIU' PRESTO''

“Quanto accaduto a Simona Giannangeli mi ha molto colpito - ha dichiarato l’assessore provinciale alle Politiche sociali, Luigi D’Eramo - Le minacce subìte nel nome dell’ impegno sociale attivo sono ovviamente deplorevoli e sono anche la dimostrazione che chi lavora in un certo modo, dedicando anima e professione alle cause in cui crede, è continuamente esposto".

"Mi auguro che si faccia luce al più presto sul fatto e che il Centro antiviolenza continui a perseverare nel suo impegno per le donne aquilane”, ha concluso.

PEZZOPANE: ''PIENA SOLIDARIETA' E VICINANZA''

"Esprimo piena solidarietà all’avvocatessa delle donne Simona Giannangeli per l’atto intimidatorio di cui è stata vittima. L’ennesimo atto ignobile perpetrato nei confronti di una donna che si batte per le donne, una professionista rispettata e stimata in città, non solo come avvocato, ma come donna impegnata attivamente nel sociale e nelle problematiche di violenza sulle donne".

Lo afferma in una nota l'assessore comunale Stefania Pezzopane.

"Un gesto intimidatorio grave e un segno di allarme per tutta la comunità, l’ulteriore dimostrazione dell’esistenza di un’intolleranza nei confronti delle donne del tutto inaccettabile - prosegue - Proprio per questo è necessario non lasciarsi sopraffare da queste azioni che anzi devono rappresentare l’occasione per moltiplicare le nostre forze. All’avvocatessa del Centro antiviolenza va tutta la mia stima e la mia ammirazione da 'donna' prima ancora che da 'rappresentante politico'".

"Sono ovviamente a disposizione non solo per dichiarare la mia solidarietà all’avvocatessa ma anche e soprattutto per fare tutto quanto si riterrà opportuno per salvare la sua preziosa attività in difesa delle donne - conclude - A lei, come a tutte le operatrici del Centro antiviolenza che da anni offrono una spalla a quelle donne che hanno deciso con forza e con coraggio di ribellarsi agli abusi e alle violenze perpetrate nei loro confronti, va tutta la mia ammirazione e vicinanza".

RIFONDAZIONE: ''DISPREZZO IDEOLOGICO DI GENERE''

"Rifondazione Comunista esprime solidarietà e vicinanza all'avvocato Simona Giannangeli, da anni in prima fila nella lotta contro la violenza sulle donne".

Lo affermano i segretari aquilani provinciale e comunale di Rifondazione comunista, Francesco Marola e Goffredo Juchic.

"Queste minacce - scrivono in una nota - purtroppo dimostrano la persistenza di un disprezzo ideologico di genere, che si è espresso ora nella forma della minaccia anonima ma è lo stesso che nei casi più estremi porta alla violenza fisica".

"Da questo episodio siamo certi che Simona e tutte le donne che si battono a testa alta contro la violenza di genere usciranno ancora più determinate nel portare avanti le loro istanze", concludono.

Solidarietà anche da Rifondazione Abruzzo "per le vergognose minacce alla sua persona. Purtroppo questi gesti esprimono, oltre a stupidità, un enorme problema culturale e sociale dell'Italia", scrivono Marco Fars e Amanda De Menna, segretario e componente della segreteria.

"Il rispetto e l'attuazione dell'art. 3 della Costituzione dovrebbero essere il comune sentire nel nostro Paese. In troppi, però, anche nel mondo politico fanno finta di nulla o peggio danno il cattivo esempio", conclude.



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