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L'AQUILA: LETTERA APERTA OPERATORI SPRAR DELL'ARCI,
'DA SEI MESI SENZA STIPENDIO, SITUAZIONE INSOSTENIBILE'

Pubblicazione: 20 novembre 2019 alle ore 11:58

L'AQUILA - "In questo momento non percepiamo stipendi da 6 mensilità, e non abbiamo alcuna certezza di come la situazione andrà ad evolversi. Nessuno si dovrebbe mai trovare in una condizione simile. Chiediamo al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio del Comune dell'Aquila, ente per conto del quale l’Arci L’Aquila APS gestisce il progetto, di impegnarsi a risolvere quanto prima questa situazione, dimostrandoci quella considerazione che fino ad ora è totalmente mancata". 

E' uno dei passaggi salienti di una lettera aperta, indirizzata al sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, di Fratelli d'Italia, degli operatori dell’Arci L’Aquila Aps, ente gestore del progetto del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) del Comune dell'Aquila, progetto nato nel 2011,  che in nove anni ha accolto 350 beneficiari accolti.

La lettera reca la firma di Andrea Salomone, Fabrizio Rea, Nando Di Ferdinando, Valentina Vizzani, Biancamaria Coletta, Stefania Sette, Claudio Del Tosto, Tommaso Ciotti, Fabio Centi, Irene Giuliani e Azemie Ameti.

"Sono tante le collaborazioni avviate con il territorio e le ricadute che il progetto ha avuto sullo stesso. Un progetto che abbiamo portato avanti con professionalità, passione e dedizione al fine di garantire agli oltre 350 beneficiari accolti, un’opportunità di integrazione e di autonomia, offrendo al tempo stesso alla città un servizio di qualità, cosa che ci è sempre stata riconosciuta da tutti gli enti con cui ci siamo trovati a collaborare (Servizio Centrale, Centro per l’Impiego, Centro per l’Istruzione degli Adulti, Università dell’Aquila, Scuole di ogni ordine e grado, Comune di Pizzoli e Comune di Castel del Monte ed altri comuni limitrofi a L’Aquila, lo stesso Comune dell’Aquila). Negli anni ci siamo abituati a gestire il progetto nella precarietà e nelle difficoltà ma il 2019 è stato particolarmente difficoltoso nonostante tutti gli sforzi e le tutele messe in campo dall’Arci L’Aquila APS". 

"I continui ritardi nei pagamenti - entrano nel merito gli addetti -, in alcun modo imputabili a responsabilità dell’Associazione per cui lavoriamo che ci ha sempre sostenuto in ogni momento, hanno compromesso il nostro lavoro costringendoci a condizioni lavorative non più tollerabili. Le proroghe tecniche e la mancata pubblicazione del bando di affidamento del progetto, ci hanno impedito di fare una programmazione adeguata. I ritardi sui pagamenti ci hanno obbligato a scelte difficili e sofferte. Sempre in attesa di una firma (del Comune) su una nuova determina per sbloccare i fondi destinati al progetto, oltretutto già stanziati e disponibili. Questa inaccetabile situazione ci ha costretto a non percepire regolarmente i nostri stipendi per poter avere le risorse necessarie per erogare servizi, condizione fondamentale per la sopravvivenza del progetto. Abbiamo continuato a lavorare con professionalità ed impegno per mesi senza ricevere il giusto compenso per il lavoro svolto, mettendo in campo anche le risorse personali.

"Abbiamo deciso una riduzione di ore lavorative al fine di poter consentire a tutti di continuare a lavorare. Abbiamo dovuto interrompere alcune collaborazioni che erano un valore aggiunto per il progetto - prosegue la lettera. Abbiamo accumulato debiti verso realtà locali che nel nostro progetto hanno sempre trovato una collaborazione proficua. Una nostra collega, che lavorava con noi dal 2015, è stata costretta a malincuore a dimettersi. Ormai la situazione non è più sostenibile!"

"È avvilente che tutto ciò accada in una città che dovrebbe ricostruirsi e rilanciarsi attraverso le energie e le competenze di chi sceglie di restare per progettare qui il proprio futuro. Noi lo abbiamo fatto, lo avevamo fatto almeno. La nostra équipe multidisciplinare conta 11 operatori tra cui: un insegnante di italiano, un operatore legale, due assistenti sociali, due operatori all’integrazione lavorativa, due operatori all'accoglienza, un operatore sanitario, un coordinatore. Un’ équipe giovane, ma competente ed efficace che in questi anni non ha mai interrotto la propria formazione. Siamo convinti di aver rappresentato in questi anni per la nostra città una risorsa, che in questo modo rischia di disperdersi". 

"Siamo cittadini aquilani, lavoratori, con il diritto di poter percepire regolarmente uno stipendio e di avere una condizione lavorativa adeguata e dignitosa così da poter contribuire al sostentamento nostro e delle nostre famiglie, supportando al tempo stesso la ricostruzione della nostra città. In questo momento non percepiamo stipendi da 6 mensilità, e non abbiamo alcuna certezza di come la situazione andrà ad evolversi. Nessuno si dovrebbe mai trovare in una condizione simile. Chiediamo al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio del Comune dell'Aquila, ente per conto del quale l’Arci L’Aquila APS gestisce il progetto, di impegnarsi a risolvere quanto prima questa situazione, dimostrandoci quella considerazione che fino ad ora è totalmente mancata", conclude la lettera. 



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