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POLEMICHE PER PROVVEDIMENTO, MA ASSESSORE ALLE ATTIVITA' PRODUTTIVE
CHIARISCE: ''NON C'E' DISCRIMINAZIONE, VANNO SOLO RISPETTATE LE REGOLE''

L'AQUILA: NO FRUTTA E VERDURA SUI MARCIAPIEDI, PARLA
IL COMMERCIANTE EGIZIANO, ''ORDINANZA CONTRO DI NOI''

Pubblicazione: 21 marzo 2018 alle ore 17:19

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L'AQUILA - Si infiammano le polemiche per l'ordinanza del Comune dell'Aquila che vieta esposizione di frutta, erbaggi, legumi, generi alimentari e simili, al di fuori dei locali di vendita, sia sul suolo pubblico che privato o di uso pubblico o aperto al pubblico passaggio.

Un'ordinanza che ha fatto esultare molti cittadini, felici i commercianti aquilani , per il rispetto delle regole e delle leggi, ma che ha fatto infuriare, tra gli altri, l'ex consigliere comunale Gamal Bouchaib, di Sinitra italiana, che l'ha definita senza mezzi termini un modo per cercare di far chiudere gli stranieri che vendono la frutta nel capoluogo d'Abruzzo.

Pressoché dello stesso avviso Mimmo Hegazy, egiziano e titolare all'Aquila con il fratello, dei negozi Stella della frutta su viale della Croce Rossa e via Strinella, che ad AbruzzoWeb ha dichiarato che "questa ordinanza con cui ci chiedono di non esporre la frutta o la verdura per strada sembra proprio che sia indirizzata a noi. Certo, non ci sono scritti i nomi, ma è sicuro un qualcosa per attaccarci ancora una volta".

"Quello che noi ci chiediamo - ha continuato - è se questa legge che hanno fatto vale solo per noi o se la faranno rispettare a tutti. È da quando abbiamo aperto che ci vengono messi i bastoni tra le ruote, ora con un pretesto, ora con un altro, tanto che abbiamo scelto di ampliare il negozio di viale della Croce Rossa proprio per evitare di mettere la frutta per strada".

"Perché gli ambulanti sono esclusi? Cosa cambia se la merce sta davanti la vetrina del negozio o per terra lì a piazza D'Armi? Faccio questo lavoro da una vita e anche in altre città, un accanimento così continuativo non lo avevamo visto mai", ha quindi polemizzato il commerciante egiziano. 

"Noi continuiamo per la nostra strada, Il negozio lavora bene e anche i clienti si stanno affezionando. È un'umiliazione, ma a noi alla fine interessa solo che ci lascino lavorare!", ha detto infine.

Sul tema è quindi intervenuto Alessandro Piccinini, assessore comunale alle Attività produttive, che in un post sulla sua bacheca Facebook ha prima di tutto dato una "bacchettata" a Michele Malafoglia, del suo stesso partito, che pure aveva esultato per il provvedimento insieme al compagno di partito Berardino Morelli.

"Va capita la genesi che ha portato alla adozione di questa ordinanza che, contrariamente a quanto scritto dal segretario del mio partito Michele Malafoglia, non mi sono limitato a 'illustrare' ma che ho studiato (nei minimi dettagli) e redatto di mio pugno (per poi condividerla e sottoscriverla con il sindaco e con il dirigente) e che rappresenta il frutto di mesi di lavoro che, faticosamente, senza demagogia e superficialità (a differenza di chi oggi vorrebbe attribuirsene i meriti), ho portato avanti, avendo cura di coinvolgere le Asl e le associazioni di categoria".

Piccinini ha poi risposto a Bouchaib, "che una volta di più ha dimostrato di essere un signore avendo avuto ieri la accortezza di anticiparmi telefonicamente il suo intervento sugli organi di informazione contro l'adozione del provvedimento): alla inziativa da me presa non sottende alcuna discriminazione. Chi lavora seguendo le regole (italiano e non) non ha di che preoccuparsi della applicazione della succitata ordinanza, deve invece farlo chi occupa il suolo pubblico in assenza delle prescritte autorizzazioni e senza corrisponderne i costi e chi espone i generi alimentari in assenza delle cautele igienico-sanitarie prescritte dalla legge. Grazie a tutti coloro che hanno effettivamente dato un contributo".



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