L'AQUILA: LABORATORIO RICERCA SISMICA ''MAI NATO'', TRA LAVORI FERMI E BOCCHE CUCITE

Pubblicazione: 03 dicembre 2018 alle ore 06:30

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L’AQUILA - Un’area collinare “spianata”, delimitata e chiusa da un cancello, con al centro un grosso masso.

Si presenta così, oggi, il Laboratorio “mai nato” di Ricerca per l’Ingegneria Sismica (Lis) del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile, Architettura e Ambientale dell’Università degli Studi dell’Aquila, che sarebbe dovuto sorgere all'interno di un capannone dell'area della facoltà di Ingegneria di Roio, nel capoluogo abruzzese.

Un’opera di grande importanza per il territorio, presentata nel 2013 come “il fiore all’occhiello dell’Ateneo aquilano, ma i cui lavori sono al palo ormai da anni e sulla Tavola Vibrante, sofisticata attrezzatura sperimentale per lo studio degli effetti del sisma sulle strutture edilizie, di cui tanto si è discusso negli anni post-sisma, tutto tace. 

Secondo quanto emerge da ambienti universitari, poi, l'argomento è top secret e nessuno ne vuole parlare.

I lavori, consegnati a gennaio 2018, per un importo di 1.268.349,29, di cui 59.471,68 per costi della sicurezza, come si legge sul cartello di cantiere apposto sul cancello di ingresso, si sarebbero dovuti concludere nell’ottobre scorso, ma ad oggi tutto è fermo e tanti sono gli interrogativi senza una risposta, come segnala ad AbruzzoWeb il presidente del Centro Universitario Sportivo (Cus) dell’Aquila e docente di Scienze motorie all'Università, Francesco Bizzarri.

“Si tratta dell'ennesima incompiuta sulle spalle della città. È uno scempio quello che è stato fatto, o meglio quello che non è stato fatto - dice - La famosa struttura oscillante che sarebbe dovuta nascere all'Aquila, oggi si presenta come un sasso al centro di un’area livellata, accanto al parcheggio della facoltà di Roio”.

Bizzarri spiega di aver cercato di capire cosa stesse succedendo, chiedendo informazioni negli ambienti universitari e non solo: “Molte bocche cucite, nessuna risposta, solo tanti dubbi. Parliamo di milioni di euro e nessuno dice se è stata pagata una penale, se è stata pagata la posa in opera, di sicuro c’è che sono stati spesi dei soldi”, sottolinea il docente aquilano. 

La tavola vibrante, infatti, è stata già realizzata dalla multinazionale tedesca Bosch Rexroth, leader per i simulatori sismici e per le tecnologie di precisione, partner del progetto, ed è custodita a Milano in attesa di essere collocata nel laboratorio aquilano.

“È possibile che nessuno se ne sia interessato in questi anni? È stata spianata una collinetta: Wwf, Italia Nostra, la Soprintendenza, l'ex guardia forestale non ne sanno nulla? Nessuno dice niente, nessuno informa la città e il comprensorio, non so se gli Usi civici sono a conoscenza di questa situazione”, aggiunge Bizzarri, che infine chiede “le dimissioni immediate di chiunque sia il responsabile di questa situazione di stallo”.

Si tratta di un intervento annunciato come imminente già nel novembre di cinque anni fa, finanziato grazie alla donazione, arrivata nel lontano 2010, di 2 milioni di euro da parte dell’Associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio Spa, a cui si sono aggiunti a stretto giro 1,7 milioni di euro della Commissione paritetica nazionale per le casse edili (Cnce), ai tempi in cui era presidente il costruttore aquilano Armido Frezza.

Le imprese appaltatrici, che si sono costituite in Ati (Associazione temporanea di imprese) sono la Cosap Consorzio stabile appalti pubblici e la Slia Sas, entrambe di Napoli, come anche le imprese esecutrici: la Principe Spa e la Cp Sas di Crescenzo Ciccarelli.

Il responsabile del procedimento è Gennaro Di Maio, il progettista Gabriele Novembri, il direttore dei lavori Federico Isola; mentre il direttore operativo è Mauro Rancitelli, l’ispettore di cantiere Antonio Venti e il direttore Tommaso Ferrillo.



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