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MANCATA PROROGA DELLA RESTITUZIONE DELLE TASSE, ESPLODE LA PROTESTA
AL MINISTERO DELL'ECONOMIA CHIODI VEDE SOLO I TECNICI E LASCIA IL TAVOLO

L'AQUILA, LA BEFFA DEL ''999 PROROGHE''
SALTA LA TRATTATIVA CON TREMONTI
BERLUSCONI:'SPERO DI SPOSTARE A LUGLIO'

Pubblicazione: 23 dicembre 2010 alle ore 09:36

La delegazione fuori palazzo Chigi. Da sinistra si riconoscono Gianni Chiodi, Giorgio De Matteis, Mauro Di Dalmazio, Massimo Verrecchia, Antonio Del Corvo e Antonella Di Nino

L'AQUILA - Gianni Chiodi che lascia il tavolo al ministero per l'Economia a Roma e fa saltare la trattativa per individuare la copertura per un'ulteriore sospensione di sei mesi delle imposte da pagare per l'Aquila e i territori abruzzesi colpiti dal sisma.

Questa l'ultima immagine della giornata campale a Roma prima che fosse annunciata l'avvenuta proroga della restituzione delle tasse.

Una mattinata cominciata con la beffa della mancata proroga della restituzione. "Spero di poter spostare dal 1° gennaio al 1° luglio il termine di pagamento delle imposte per poter dare la possibilità alle imprese e all'economia di quel territorio".

Così ha parlato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all'inizio della tradizionale conferenza stampa di fine anno.

Una dichiarazione che fa il paio con quella del presidente della Regione, uscito da palazzo Chigi dopo il super vertice di questa mattina: "Nessuna soluzione per il momento è scontata, ma c'è l'assicurazione e l'impegno del governo a ricercarne una".

Così ha detto Gianni Chiodi al termine della riunione a palazzo Chigi dove il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta ha ricevuto il presidente della Regione e il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, corsi a Roma per cercare di scongiurare l'amara beffa della mancata proroga della restituzione delle tasse sospese durante il terremoto.

Il tema è stato trattato anche in tv. “E adesso parliamo dell’Aquila”. Ha introdotto così, durante la puntata di Porta a Porta dedicata al cinepanettone natalizio, Bruno Vespa l’argomento tasse e ricostruzione nel capoluogo.

La mancata proroga della restituzione, amara sorpresa del decreto che ormai tutti chiamano "999 proroghe", visto che ne manca una, ha causato feroci proteste, e il giornalista aquilano non si è tirato indietro, parlando di "sfregio" a Berlusconi, che l'aveva assicurata, e alludendo al ministro Tremonti affinché rimedi.

Emergono gli scenari e i mezzi con cui si potrebbe riparare allo sgarro verso il capoluogo terremotato: un emendamento al 'milleproroghe', stratagemma però rischioso, perché il provvedimento andrebbe discusso solo a gennaio, con i pagamenti già ripresi.

L'emergenza tasse ha arroventato la città: sindacati e categorie gridano allo scandalo, mentre il deputato del Partito democratico, Giovanni Lolli, ha annunciato di voler proporre al primo cittadino di incatenarsi sotto palazzo Chigi durante la notte di Natale.

DE MATTEIS: ''PARLIAMO SOLO CON CHI PUO' DECIDERE''

"Fin quando non ci sarà un atteggiamento adeguato alla portata drammatica della problematica, non ci siederemo più sul tavolo - ha denunciato il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis (Mpa) - e in sostanza rientreremo soltanto dopo che avremo di fronte persone deputate a decidere in maniera vincolante sull'importantissimo oggetto della discussione per portare a casa i risultati che sono solo l'assicurazione dei diritti sacrosanti per gli abruzzesi colpiti dal tragico terremoto del 6 aprile 2009".

Oltre che da Chiodi e De Matteis la delegazione è formata dal presidente della provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, e dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.

In questo momento i tecnici del ministero stanno discutendo con la parte dirigenziale della ricostruzione tra cui il coordinatore della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana.

PRC CHIEDE LE DIMISSIONI DI CHIODI

L'AQUILA - "Tanto tuonò che piovve, si potrebbe dire. Il mancato inserimento nel decreto milleproroghe delle modalità per equiparare i terremotati aquilani ai casi analoghi del passato è solo l’ultimo capitolo di una vergogna nazionale senza fine".

A scriverlo sono il segretario provinciale dell'Aquila di Prc, Fabio Pelini, e il capogruppo del partito in Consiglio comunale, Enrico Perilli che chiedono le dimissioni del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

"Siamo tuttavia convinti che di fronte ai giochi di prestigio del governo, che trova i soldi per gli alluvionati del Veneto ma non per L’Aquila in ginocchio, le responsabilità della classe politica locale siano evidenti. Chi oggi piange lacrime di coccodrillo dopo aver avallato e dato credibilità ad un’insulsa politica degli annunci (peraltro mai rispettati) dei Berlusconi e dei Bertolaso, dovrebbe farsi un esame di coscienza e abbandonare la fallimentare strada della mediazione al ribasso; d’altro canto, il commissario Chiodi e l’aquilano De Matteis, che hanno in questi mesi tentato di mitigare la rabbia degli aquilani rassicurando ogni volta sulla correttezza del Governo, sono considerati dal premier e dai suoi accoliti alla stregua di domestici senza alcuna voce in capitolo".

"Ora, se si vuole davvero raddrizzare una situazione ormai compromessa, ci aspettiamo nelle prossime ore le dimissioni di Chiodi da commissario e a seguire le dimissioni in blocco di tutte le cariche elettive in Regione, Provincia e Comune, quantomeno per porsi in sintonia con i cittadini aquilani. Da parte nostra, se le cose dovessero rimanere così e costringere le provate genti aquilane a questa ulteriore umiliazione, siamo pronti ad azioni eclatanti, perché le parole non bastano più".

LA DESTRA: ''MANCATA PROROGA E' SECONDO TERREMOTO''

“La mancata proroga del pagamento delle tasse sarà un secondo terremoto per la città dell’Aquila”.

Lo affermano in una nota il capogruppo della Destra in Consiglio comunale dell’Aquila, Luigi D’Eramo, e il segretario provinciale del partito di Storace, Pierluigi Cosenza.

“Migliaia - scrivono - saranno i cittadini che andranno incontro a fortissimi disagi economici a cui non potranno fare fronte. Oggi gli aquilani vanno aiutati senza indugio per risollevare l’economia locale ed evitare tensioni e scontri”.

“La Destra - concludono D’Eramo e Consenza - conferma oggi, così come ieri, che gli schieramenti politici devono essere abbattuti se in gioco ci sono i destini e gli interessi del popolo aquilano”.

SINISTRA E LIBERTA': "CHIODI SI DIMETTA"

L'AQUILA - Invoca le dimissioni del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il coordinamento regionale di Sel che ha diffuso una nota sulla mancata proroga.

"La Giunta regionale ha dimostrato la sua assoluta inconsistenza, ancora una volta sulla pelle della popolazione aquilana per la quale non è stato previsto quanto ripetutamente assicurato dal commissario-presidente Chiodi in materia fiscale".

La Regione Abruzzo conta meno del '2 di coppe' per il governo Berlusconi soprattutto quando si è lontani da scadenze elettorali. Dopo essersi fatti belli sulla emergenza e sulla ricostruzione (tutta di là da venire) ora la popolazione aquilana non viene trattata come è successo per altri terremoti come l'Umbria o le Marche. E' un fatto gravissimo che offende una intera Regione. Evidentemente ciò che è normale altrove, in Abruzzo necessita di mobilitazioni e sacrifici.

Bel modo di festeggiare il Natale per gli aquilani! Chiediamo al commissario-presidente Chiodi di dimettersi  chiedendo al  Governo di riparare  immediatamente a tale ingiustizia. Questa forma di protesta deve rappresentare tutta l'indignazione del popolo abruzzese contro la scelta di Tremonti e Berlusconi di umiliarci ancora una volta.

OGGI IL CONSIGLIO COMUNALE DELL'AQUILA LANCIA MOBILITAZIONE CITTADINA

Mobilitazione cittadina, per protesta contro la mancata proroga della restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009, non inserita al momento nel decreto “milleproroghe”.

La proclamerà oggi la conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale dell’Aquila, come reso noto dal presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, che l’ha convocata alle 17 nella tensostruttura di piazza Duomo, in occasione dell’assemblea cittadina.

“In accordo con il sindaco Massimo Cialente e il presidente della Regione e commissario, Gianni Chiodi - ha spiegato Benedetti in una nota - sarà il Consiglio comunale a chiamare a raccolta tutte le categorie degli aquilani, per avviare la mobilitazione contro questo atroce torto fatto nei confronti dell’Aquila”.

Il presidente dell’assemblea comunale ha annunciato che “avremo accanto i comitati cittadini che si sono costituiti dopo il sisma e che combattono legittimamente per il rispetto dei diritti degli aquilani e dei cittadini dei comuni del 'cratere'. Insieme - ha aggiunto - pianificheremo tutte le forme di protesta per una presa in giro vergognosa e contro le promesse ‘da marinaio’ che abbiamo ricevute e che ieri, in Consiglio dei ministri, sono state sconfessate”.

“Il comportamento assunto dal Governo - ha concluso Benedetti - ridurrà sul lastrico aziende e famiglie. I terremotati aquilani, persone che hanno perso affetti, case e lavoro, saranno i cittadini italiani che pagheranno più tasse in assoluto. Faremo di tutto, con il sostegno di tutto il capoluogo e dell’intero cratere, per far valere le nostre ragioni, legittime oltre che umane”.

DE MATTEIS: ''OGGI SAPREMO CHI SARA' IL VERO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO''

"Dopo l'incontro di stamattina a palazzo Chigi con il sottosegretario Gianni Letta, emerge un fatto sostanziale: oggi avremo finalmente contezza di chi, in Italia, è realmente il presidente del Consiglio dei  Ministri. Se Silvio Berlusconi, che aveva anticipato una soluzione al  problema tasse per L'Aquila o il ministro Giulio Tremonti, che invece questo problema non vuole affrontarlo".

Lo ha detto il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, al termine dell'incontro con Letta. Nel corso del pomeriggio si dovrebbero conoscere le decisioni del Governo centrale.

CIALENTE: ''CI SARA' INCONTRO TRA BERLUSCONI, TREMONTI E LETTA''

"Gianni Letta ha preso atto della situazione e ci sarà un incontro tra Berlusconi, Tremonti e Letta per parlare della mancata proroga".

Così il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, contattato telefonicamente, al termine dell'incontro, a palazzo Chigi a Roma, tra lui, i presidenti di Regione, Gianni Chiodi, di Provincia, Antonio Del Corvo, e lo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Letta, sulla mancata proroga dei provvedimenti fiscali a favore delle imprese e dei cittadini residenti nel cratere.

CHIODI: ''LA GIORNATA E' ANCORA LUNGA, IL PROBLEMA E' LA COPERTURA''

"Non è ancora detto nulla, ma la giornata è lunga e continua" ha detto Chiodi dopo il super vertice, annunciando che la delegazione abruzzese è attesa alle 15 al ministero dell'Economia dove, tuttavia, l'appuntamento ufficialmente riguarda altre questioni relative a una proroga di un ordinanza della Protezione civile.

"Siamo qui a Roma e quindi avremo sicuramente occasione di fare altri incontri per dare altre sollecitazioni", ha assicurato Chiodi.

Sul rischio che Giulio Tremonti non possa o non voglia ricevere il gruppo, Chiodi ha risposto che "il ministro aveva un impegno ora e non è escluso che ci possa anche ricevere. Con lui, tuttavia - ha svelato - ho anche parlato ieri telefonicamente: si sta impegnando a trovare una soluzione, anche se è difficile".

Il nodo è infatti quello di fare simulazioni per capire quale può essere la copertura per un'ulteriore sospensione di sei mesi delle imposta da pagare.

"Non sappiamo quanto costi - ha concluso Chiodi - ma sicuramente la copertura avrà un ammontare non trascurabile. Allo stesso modo, però, non sono nemmeno trascurabili le esigenze e le difficoltà che sta vivendo la popolazione aquilana".

LOLLI (PD): ''SE NON CAMBIA IL MILLEPROROGHE M'INCATENO A NATALE''

“Siamo pronti a incatenarci davanti a Palazzo Chigi perchè il Governo cambi il decreto milleproroghe”. A dichiararlo è il parlamentare Pd Giovanni Lolli dopo le indiscrezioni che vedrebbero esclusa la proroga dei benefici fiscali per le popolazioni terremotate in Abruzzo.

“In via teorica il milleproroghe può essere cambiato con un emendamento che, però, rischia di essere tardivo. La discussione del provvedimento, infatti, riprenderà a gennaio, quando gli aquilani avranno già ripreso a pagare le tasse sospese dopo il terremoto”. 

“Solo il Governo può modificare il milleproroghe prima della sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale, necessariamente prima dell’anno e in tempi rapidi. Altrimenti tutto sarà inutile”.

Nell’Esecutivo, comunque, sembra che il più intransigente sia il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che di prorogare i benefici per i terremotati abruzzesi, concedendoli al contempo agli alluvionati veneti, proprio sembra non volerne sapere.

“Se le cose non cambieranno proporrò anche al sindaco Cialente di venirsi ad incatenare con me la notte di Natale davanti Palazzo Chigi. Qui siamo di fronte ad una scelta politica ben precisa, visto che la proroga di sei mesi costerebbe una cinquantina di milioni per le Casse dello stato, a fronte di una manovra di circa tre miliardi contenuta nel milleproroghe”.

DI STEFANO (PDL): ''SI PUO' RISOLVERE CON GLI EMENDAMENTI''

C’è ancora tempo per poter rimediare al mancato inserimento nel decreto ‘’milleproroghe” del provvedimento relativo al rinvio del pagamento delle tasse sospese per i terremotati abruzzesi.

È possibile, infatti, presentare un emendamento in commissione prima dell’approvazione definitiva che dovrà inevitabilmente avvenire attraverso i passaggi alla Camera e al Senato.

Lo spiega il senatore Pdl Fabrizio Di Stefano, che sottolinea come "il milleproroghe andrà in discussione all’inizio del 2010. C’è tutto il tempo per poter presentare un emendamento che ripristini il rinvio della restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto del 2009. Noi siamo pronti a fare la nostra parte e a proporlo senza nessun dubbio”.

CHIODI: ''QUI PER VERIFICARE''; CIALENTE: ''PAGHEREMO PIU' DI TUTTI''

"Rischiamo di essere quelli che pagheranno di più". Lo dice il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente che, con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, è arrivato a palazzo Chigi per chiedere lumi al governo sulla restituzione dell'ammontare delle tasse sospese per 14 mesi a causa del terremoto dell'Abruzzo.

"Siamo qui per verificare", ha detto Chiodi, riferendosi al rischio che pare concreto che nel decreto Milleproroghe sia saltata la norma che regola e differisce la restituzione al fisco delle imposte sospese, dice arrivando il governatore Chiodi.

La questione, spiega Cialente, è che "a differenza di altri casi noi rischiamo di dover pagare il 100 per cento delle imposte sospese mentre in altre occasioni sarebbe stata pattuita una percentuale minore e per di più spalmata negli anni".

"La restituzione - precisa ancora Cialente - rischia di essere pretesa dal 1° gennaio".

VESPA: ''E' UNO SFREGIO A BERLUSCONI, SI RIMEDI SUBITO''

“È molto grave - ha detto Vespa nella sua trasmissione, parlando dell'amara sorpresa - sia perchè è vero che i conti dello Stato sono gravi, ma non sono i quattro soldi degli aquilani che possono risollevare il bilancio, sia perchè questa misura, chiunque l’abbia presa o suggerita, rappresenta uno sfregio enorme e gratuito alla credibilità del presidente Berlusconi".

"Siccome credo che si voglia evitare che il presidente del Consiglio non possa mettere più piede all’Aquila - ha aggiunto - io prego chi ha la responsabilità di queste cose, che sono convinto siano molto più complicate di come noi stessi possiamo immaginare, ci faccia un pensiero. Perchè il danno che si fa è molto più grosso dei pochi spiccioli che si risparmiano”.

Una stoccata-suggerimento interpretata da alcuni come indirizzata al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

Il fuori programma su Rai 1 si è reso necessario per le voci giunte nel pomeriggio da Roma. Vespa, nei giorni scorsi si era detto pronto alla rivoluzione in caso di una simile evenienza e ieri pomeriggio era stato tirato per la giacchetta  persino dall’onorevole Pd Giovanni Lolli che ha dichiarato di aver telefonato al giornalista Rai dicendo “Hai visto cosa ha fatto il tuo amico?” riferendosi al premier, Silvio Berlusconi.

Versione smentita dallo stesso Vespa che però ha promesso: “il mio impegno per L’Aquila non verrà meno, ne  parlerò a Porta a porta”. Ed è stato di parola, per circa un quarto d’ora nelle case degli italiani, poco dopo la mezzanotte, è tornato il dramma del terremoto, di una ripresa difficile, che rischia di essere ulteriormente compromessa dal ritorno al pagamento di tasse sospese dopo una calamità che ha provocato 309 vittime.

Il conduttore di Porta a Porta ha, per far comprendere la situazione, effettuato una premessa: “quando una popolazione è colpita da una calamità, come il terremoto dell’Aquila o in altri luoghi, lo Stato sospende le tasse per poi richiederle successivamente. All’Aquila il terremoto c’è stato il 6 aprile 2009 e la sospensione c’è stata fino a giugno di quest’anno. A questo punto devono restituire le tasse non versate. In Umbria e Marche le tasse sono state versate dopo dieci anni con un abbattimento al 40 per cento. Era stato promesso che anche per l’Abruzzo sarebbe stato utilizzato lo stesso trattamento”.

“Siccome c’erano voci strane, martedì scorso in un’occasione pubblica (la presentazione del libro del giornalista aquilano, ndr) ho chiesto al presidente del Consiglio: ‘Lei può assicurare che gli aquilani non avranno un trattamento peggiore di quello riservato ad altri terremotati?’. Berlusconi mi ha detto e confermato: ‘Ma certo, assolutamente’”.

INTERVISTA A CIALENTE E CHIODI

"Grazie alla generosità dei telespettatori di Porta a porta contribuiremo a ricostruire anche il teatro comunale", ha detto Vespa introducendo l'intervista realizzata dall'inviata in piazza del teatro al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.

Sotto una pioggia battente Cialente ha parlato proprio della ricostruzione del teatro "cui contribuirà la trasmissione Porta a POrta con 2,8 milioni di euro. È partita la progettazione per il restauro. Stiamo lavorando per recuperare uno dei punti di forza della città della cultura".

Sul rientro degli aquilani nelle case: "Siamo in dirittura d'arrivo per chi aveva danni B e C, ovvero con danni  lievi. È partito il finanziamento per le E dove è più 'facile'. Mentre per il centro storico stiamo iniziando i lavori lì dove sarà possibile".

La giornalista si è rivolta poi a Chiodi con la domanda da un milione di dollari: "A che punto è la ricostruzione? Che cosa è stato fatto e che cosa c'è ancora da fare?".

Pronta la replica del commissario per la ricostruzione: "Credo sia stato fatto lavoro straordinario del Governo e dei Comuni". Chiodi ha ricordato poi che spetta ai sindaci il dovere di predisporre "i piani di ricostruzione per i centri storici. Il governo ha finanziato la ristrutturazione degli edifici pubblici, gli impianti e i servizi. Ci sono cose che partiranno prima".

Sui terremotati che alloggiano ancora negli alberghi il commissario ha ricordato che sono ancora "circa 1.700. Sono dimiuiti dal primo febbraio. Nei prossimi mesi diminuiranno ulteriormente".

UGL: "DECISIONE GOVERNO SCONCERTANTE"

"È semplicemente sconcertante quanto accaduto nel corso del Consiglio dei Ministri. La componente ostile alla città dell'Aquila ha deciso di mortificare i terremotati che, se così resteranno le cose, da gennaio saranno gli italiani a pagare piu' tasse".

Lo dice il segretario generale della Ugl Abruzzo, Piero Peretti.

"Un eventuale gesto in extremis - aggiunge - non potrà, in ogni caso, cancellare lo schiaffo che ci e' stato inflitto da chi ritiene che i danni del terremoto siano ormai ampiamente superati. In questo scenario siamo fortemente preoccupati anche per l'ottenimento futuro di quelle agevolazioni, con in primis la zona franca , contenute nel documento unitario presentato al Governo dal Comitato per le Attivita' Produttive". 

ASSOCIAZIONI COMMERCIO E ARTIGIANATO: "PRONTI A OBIEZIONE FISCALE"

L'AQUILA - “La più grande ingiustizia della storia della Repubblica italiana”.

È unanime la condanna delle associazioni categoria che fanno parte di Rete Imprese Italia per dei provvedimenti fiscali a favore delle imprese e dei cittadini residenti nel cratere.

“Se non verranno presi provvedimenti, L'Aquila diventerà la Pompei del terzo millennio” ha detto Luigi Lombardo, presidente di Confartigianato Imprese provinciale, che insieme agli altri rappresentanti delle associazioni ha prospettato l'ipotesi di invitare le aziende aderenti all' “obiezione fiscale”, che “non è una protesta – ha spiegato Filippo Ciancone di Confesercenti – ma l'applicazione artigianale del federalismo fiscale. Insomma, le tasse restano dove vengono prodotte”.

La restituzione delle imposte arretrate, secondo le associazioni, è un peso che le aziende aquilane già in difficoltà a causa del sisma non riusciranno a sopportare.

“Ci sono 450 imprese del centro storico che hanno ripreso a fatica l'attività, basandosi sulle proprie forze e senza nessun aiuto dallo Stato – ha detto Lorenzo Santilli, vice presidente di Confcommercio – hanno investito soldi, riassunto personale. Tremonti e Berlusconi dovrebbero essere grati al territorio aquilano, che da solo si è risollevato”.

Secondo i dati riportati dalle associazioni, ad oggi ci sono 750 partite Iva ancora inattive e 2.400 tra operai dell'artigianato e del commercio in cassa integrazione.

“Mi sembra – ha detto provocatoriamente Lombardo riferendosi al diverso trattamento ricevuto dai terremotati di Umbria e Marche, che hanno restituito il 40 per cento delle imposte dopo 10 anni – che siamo tornati ai tempi degli imperialismi,quando c'erano cittadini di serie A e cittadini di serie B. Questi ultimi non avevano il diritto di voto. Ebbene, se noi siamo cittadini di serie B allora non voteremo e riconsegneremo le nostre tessere elettorali”.

“Il nostro non deve essere un segnale localizzato” ha aggiunto Agostino Del Re, direttore del Cna L'Aquila”, mentre il direttore provinciale della Confcommercio Celso Cioni ha annunciato a nome di tutte le associazioni la mobilitazione generale. “Non possiamo – ha ribadito - essere spettatori di questa situazione.(e.m.)

LOY (UIL): "PER GLI AQUILANI PROROGA DELLE TASSE DI 10 ANNI"

 L'AQUIL A - "È importante l'attenzione del Presidente Berlusconi sulla proroga per il pagamento delle tasse ai cittadini dell'Aquila, che sembrava essere stata messo da parte nel Decreto Milleproroghe. Ora, però, la parola passa al Parlamento, da cui ci aspettiamo che ai cittadini aquilani, già doppiamente provati dagli effetti del cataclisma e dalla crisi, sia riservato lo stesso trattamento riservato in altre analoghe circostanze, che prevede un proroga di 10 anni per il pagamento delle tasse".

Ad affermarlo è il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy.

"È questo un atto di civiltà - prosegue - perché non c'è lavoro senza la ricostruzione e non c'è ricostruzione senza sviluppo e ciò passa anche e soprattutto da una legittima proroga dei tempi per il pagamento delle tasse da parte dei lavoratori, pensionati e imprese, come richiesto tra l'altro congiuntamente dalle forze economiche e sociali dell'Abruzzo".

"Per la politica - conclude Loy - questa è l'ultima chiamata per dimostrare, con fatti concreti e non solo a parole e con promesse vaghe, come rimettere in piedi ciò che il terremoto ha distrutto".

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