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L'AQUILA: L'ALLARME DELLA CGIL, 'POCHI ISCRITTI, A RISCHIO CHIUSURA CONVITTO NAZIONALE'

Pubblicazione: 17 giugno 2019 alle ore 15:29

L'AQUILA - Per il mancato raggiungimento delle iscrizioni previste, il Convitto Nazionale dell'Aquila rischia la chiusura.

L'allarme vine lanciato dalla Cgil- Federazione lavoratori della Conoscenza (Flc).

Il convitto dopo i gravissimi danni riportati alla sede storica di Via Roma, nella notte del terremoto del 6 aprile 2009, con tre vittime sotto le macerie del tetto collasato, è stato trasferito in un Musp via Leonardo da Vinci.

"Nella piena consapevolezza dell’importanza per la nostra città di ospitare un Convitto nazionale, la cui storia risale agli inizi del ‘800 da quando, con alterne vicende, accompagna intere generazioni di convittori, - afferma Miriam Del Biondo segretaria generale Cgil Flc dell'Aquila - ci indigna che siano ancora una volta numeri non più adeguati alla storia recente del nostro territorio, a decidere le sorti di un’istituzione della conoscenza. Ci indigna che questo avvenga nel più assoluto silenzio dei nostri amministratori che non comprendono la portata di quanto si sta perdendo tra mancata ricostruzione dell’edilizia scolastica, parametri numerici inadeguati e spopolamento".

Il sindacato osserva pi che il Confitto sconta il fatto di essere stato dislocato in un Musp, "posto in una zona periferica distante e poco attrattiva della città", mentre non si hanno notizie di un’eventuale ricostruzione della sua centralissima e pregiata sede storica.

"La perdita di iscritti verosimilmente risente anche di questa dislocazione non ottimale - afferma dunque Del Biondo - , in una periferia non ben servita dai trasporti pubblici e, in generale, assimilabile ad un dormitorio. Ma la perdita di iscritti risente anche della crisi profonda che investe il nostro territorio in termini di programmazione e di progettualità sociale e culturale. Un’istituzione scolastica come il Convitto Nazionale, mai come in questo momento, potrebbe svolgere un ruolo fondamentale e rappresentare una risposta significativa e qualitativamente alta alla necessità di benessere sociale, culturale e professionale del territorio".

Il problema è anche occupazionale: il Convitto nazionale Cotugno lavorano educatori, collaboratori scolastici, cuochi, infermieri e guardarobieri.

"La Flc guarda con preoccupazione alla perdita di posti in organico che un’eventuale chiusura del Convitto Nazionale inevitabilmente significherebbe. Si tratterebbe di un ulteriore impoverimento dell’organico, soprattutto quello del personale Ata ampiamente coinvolto, che avverrebbe in assoluta controtendenza con la piattaforma nazionale della Flc Cgil, che chiede l’attribuzione di più organico al fine di recuperare i posti di lavoro persi negli ultimi anni e di valorizzare il lavoro di figure professionali strategiche, investite sempre più da nuove complessità per le quali i parametri non sono più adeguati. Ricordiamo, inoltre, che il personale educativo è già da tempo in esubero provinciale e se si perdessero anche i posti del Convitto Nazionale, aumenterebbe il numero di figure professionali a cui non si riesce a trovare una opportuna collocazione dal momento che in provincia dell’Aquila, oltre al Convitto Nazionale, l’unica altra istituzione scolastica in cui questa figura professionale agisce è l’istituto omnicomprensivo Panfilis-Di Rocco di Roccaraso che è stato appena sottodimensionato".

Invitiamo nuovamente ad un impegno concreto e fattivo affinché i parametri numerici che tanto incidono sulla stabilità delle istituzioni scolastiche siano rapportati alle reali esigenze culturali, sociali e lavorative del territorio e, in questo caso particolare, invitiamo a rivalutare la presenza del Convitto Nazionale Cotugno e della grande risorsa in termini di storia, di cultura, di lavoro, di memoria e di futuro che rappresenta", conclude la nota. 



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