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L'AQUILA: E' MORTA LA BALDONI,
NEL 1992 PRIMO SINDACO DONNA

Pubblicazione: 18 dicembre 2012 alle ore 15:36

Marisa Baldoni

L'AQUILA - È morta Marisa Baldoni, il primo sindaco donna della città dell'Aquila.

Democristiana di ferro legata alla corrente di Lorenzo Natali, venne eletta dal Consiglio comunale primo cittadino del capoluogo nel gennaio 1992, al posto di Enzo Lombardi, che si era dimesso per correre al Senato.

Governerà al città fino al 29 febbraio 1993 con una Giunta formata da esponenti dell'ex pentapartito: socialisti, socialdemocratici, liberali e un indipendente repubblicano.

L'attuale sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha espresso "profonda commozione".

CAMERA ARDENTE IN COMUNE

Dalla mattinata di domani, nella sala Giunta del Comune dell'Aquila, in via Filomusi Guelfi 2, sarà allestita la camera ardente perché la città possa rendere omaggio all'ex sindaco Maria Luisa Baldoni.

LE REAZIONI


IL CORDOGLIO DI CIALENTE

"Esprimo profonda commozione e dolore per la morte di Marisa Baldoni".

È il commento del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, dopo aver appreso la notizia.

"Marisa Baldoni, ha speso tutta la sua vita in delicatissimi incarichi, in particolare a fianco di un grande politico abruzzese, Lorenzo Natali, al servizio del Paese e in particolare, della sua regione e della sua città", ricorda Cialente.

"Impegno che la portò anche sui banchi del Consiglio comunale e alla grande responsabilità di essere la prima donna, nella nostra città, a ricoprire il difficile ruolo di sindaco dell’Aquila".

"Sono quelli gli anni, i più difficili nella storia della Repubblica e quindi anche nella vita politica aquilana, nei quali ebbi modo di apprezzarne la grande intelligenza, la lealtà, l’esemplare senso delle istituzioni".

"Se ne è andata in silenzio - conclude Cialente - ma la comunità aquilana la ricorderà conservandone un’affettuosa gratitudine".

RICCIUTI: "VERA PROTAGONISTA DELLA SCENA POLITICA CITTADINA"

"La scomparsa di Marisa Baldoni è una grande perdita per la città dell'Aquila. È stata un personaggio di grande importanza per la storia italiana dell'ultimo secolo, anche se lei non amava apparire, preferiva rimanere in seconda fila".

Questo il ricordo di Romeo Ricciuti, ex sottosegretario di Stato dopo aver appreso la notizia della morte della prima donna sindaco dell'Aquila.

"Lei è stata una vera protagonista della scena politica della città - prosegue - e per me è stata quasi una maestra. L'ho conosciuta quando sono entrato nell'associazione dei Coltivatori Diretti e lei era già segretaria del neo parlamentare europeo Lorenzo Natali. Eravamo molto affezionati e siamo rimasti vicini per tutta una vita, aveva un carattere forte e spesso ci scontravamo, ma i nostri batibecchi finivano sempre con grandi dimostrazioni d'affetto".

"È stata una vera e propria mecenate per la città dell'Aquila - ricorda Ricciuti - stando accanto alle associazioni culturali. Voglio ricordarla nella maniera migliore possibile e le sarò per sempre grato per quello che mi ha fatto imparare. Era una consigliera speciale per Natali, riusciva ad avere intuizioni politiche magistrali e riusciva a indovinare sempre tutto. Aveva una grande dedizione ed era capace di stare al chiodo dalla mattina alla sera affinchè si facessero bene le cose, come diceva lei".

"Le sono grato, lo sarò per sempre, e la ricorderò per sempre".

IL RICORDO DI ENZO LOMBARDI

“Il ruolo di Marisa Baldoni non è nato come politico, ma lei ha saputo attingere dalla politica e restituirle moltissimo, e con estrema capacità, esperienza e intelligenza ha potuto rivestire il ruolo di segretaria provinciale di Democrazia Cristiana e sindaco dell'Aquila”.

La vuole ricordare così Enzo Lombardi, sindaco dell'Aquila fino al 1992, anno in cui gli è succeduta la compianta Marisa Baldoni.

“Non era una segretaria ma un vero e proprio factotum, a volte sembrava la trasposizione stessa di Lorenzo Natali, quando lui era impegnato nella Comunità Europea come vice presidente unico - spiega Lombardi - Un'esperienza del genere evidenzia quanto grande fosse la stima che Natali nutriva per lei”.

Nel ricordare la Baldoni, Lombardi ricorda quello che era il clima della città dell'Aquila sin dagli anni '90, in cui lui è stato sindaco.

“Dopo il 1985 all'Aquila si respirava un'aria pesante - spiega - si doveva rinnovare il Consiglio comunale e c'era la terribile pretesa della sinistra di destabilizzare il partito più importante d'Italia, quello Democristiano. I comunisti aquilani erano Franco Cicerone, Alvaro Iovannitti, Federico Bini e hanno tentato di evitare la mia candidatura mandandomi un avviso di garanzia un mese prima della presentazione delle liste. In quegli anni, chi era rinviato a giudizio non si poteva candidare”.

“Il processo è durato tre giorni e sono stato subito assolto - continua - la sinistra si presentò con il partito Convenzione Democratica, con il simbolo della genziana che aveva a capo Marco Pannella”.

“Nonostante tutto ho guadagnato il 50 per cento dei voti e mi hanno eletto sindaco”, conclude Lombardi. (s.cia.)



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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