L'AQUILA: CALL CENTER INPS A RISCHIO, ''INTERVENGA IL MINISTRO DEL LAVORO''

Pubblicazione: 27 luglio 2017 alle ore 17:31

L'AQUILA – “È dispensabile quindi chiedere urgentemente al Ministro del Lavoro un intervento nei confronti dell’Inps, Ente controllato dallo stesso Ministero, finalizzato al chiarimento della corretta applicazione della volontà del Parlamento Italiano”.

È quanto si legge in una nota dell'associazione [email protected] per L'Aquila del presidente Venanzio Cretarola, associazione nata all'interno del contact center Inps-Inail-Equitalia dell'Aquila, quest'ultimo in attesa di conoscere il futuro occupazionale di 560 lavoratori, di cui il 25 per cento disabili.

“La vertenza relativa al rinnovo della commessa si trova nel punto più cruciale e i problemi prioritari restano tuttora irrisolti – prosegue la nota – Grazie alla mobilitazione degli ultimi mesi, portata avanti dai 560 attuali occupati e di questa associazione che lo rappresenta tutti, alcuni elementi fra quelli richiesti sono stati inseriti nel Bando di Gara in corso, ma i punti prioritari hanno registrato la ferma opposizione dell'Inps (garanzia occupazionale per tutti gli attuali addetti, salvaguardia del trattamento normativo ed economico, mantenimento dell'attuale sede di lavoro).

Noi abbiamo da sempre sostenuto la necessità (e l’obbligo normativo) che l’Inps dovesse inserire nel testo del Bando di gara in corso la corretta interpretazione della legge sulla clausola sociale prevedendo esplicitamente che, in caso di subentro di nuova impresa nel medesimo appalto, il rapporto di lavoro degli addetti al medesimo servizio 'continua' senza interruzione, con il mantenimento degli stessi trattamenti normativi ed economici procedendo al solo cambiamento del datore di lavoro”. 

IL RESTO DELLA NOTA

Recentemente è giunta l’ennesima conferma alle nostre interpretazioni delle norme vigenti.

Nel mese di giugno il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha sottoscritto un accordo con tutti i sindacati di settore sulla corretta applicazione della clausola sociale introdotta dal recente Codice Appalti. 

L’accordo stabilisce che in caso di subentro di diversa azienda nello stesso servizio tutti i bandi di gara dovranno rispettare il seguente principio:

Pagina 2, comma 3 dell’accordo: 

“Le parti concordano sulla circostanza che il trasferimento (dei lavoratori) previsto dalla suddetta norma avviene, inoltre, senza soluzione di continuità, non essendovi dubbi in ordine al fatto che non si tratta di una nuova assunzione, ma di prosecuzione dell’originario rapporto di lavoro con conservazione di tutti i diritti e doveri derivanti dal codice civile e dalle leggi speciali in materia”.

L’accordo quindi non si limita a concordare la procedura ma chiarisce la corretta applicazione alle norme relative alla clausola sociale.

Proprio come noi abbiamo sempre sostenuto.

L’Inps ha rifiutato di inserire nel Bando di gara per il Contact Center nazionale (e nei chiarimenti successivi) questa corretta interpretazione. 

Questa incomprensibile e deplorevole decisione - insieme alla previsione di 60 punti su 100 per l’offerta economica (pubblicata 3 giorni prima del’entrata in vigore della nuova normativa che prevede un massimo di 30 punti) - favorisce oggettivamente e scorrettamente il rischio di propagare ulteriormente la strategia finalizzata alla riduzione del trattamento normativo ed economico dei lavoratori, come già avvenuto in diversi casi di cambio di gestore.

Richiediamo un urgente incontro per ogni approfondimento si ritenga opportuno e per concordare un’azione comune per il rispetto della legalità e dei legittimi interessi dei lavoratori.

 



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