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L'AQUILA: AL D'AOSTA I RAGAZZI INCONTRANO L'EX ALUNNO MIRKO ROCCI

Pubblicazione: 07 maggio 2019 alle ore 13:29

L'AQUILA - Tra i banchi di scuola e il mondo del lavoro c'è una vita fatta di passione e sacrifici, raccontati in un incontro che ha rappresentato il luogo di riflessione ideale per pensare al futuro e mettersi in gioco.

Ieri mattina, gli studenti dell'Istituto d'istruzione superiore Amedeo D'Aosta dell'Aquila hanno incontrato il fisico Mirko Rocci, ex studente dell'istituto, ricercatore nell'università più importante del mondo, il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Cambridge, negli Stati Uniti.

"Ho raccontato la mia esperienza cercando di non tralasciare nessun aspetto, neanche quelli più personali, ed è successo qualcosa che non mi sarei mai aspettato. Ho visto i ragazzi coinvolti e partecipi, in loro c'era tanta voglia di capire, di sapere cosa c'è 'fuori'. E io sono stato felice di averli conosciuti e di aver parlato loro in totale onestà. E' stato davvero emozionante per me e, credo, anche per loro".

Ad organizzare l'evento la preside Maria Chiara Marola in collaborazione con la professoressa di Scienze giuridiche ed economiche Anna Rita Cioni. 

"Nel campo dell'orientamento siamo soliti coinvolgere gli ex alunni che hanno raggiunto traguardi importanti - spiega la professoressa Cioni - Mirko è stato un mio ex alunno, di cui vado particolarmente orgogliosa, e l'idea di coinvolgerlo in questa iniziativa è nata qualche tempo fa, quando ci siamo rincontrati". 

Durante l'incontro, che si è tenuto nell'aula Beolchini, sono stati tanti i punti e i temi affrontati. Rocci ha iniziato ripercorrendo il proprio percorso di studi, che dall'Itis lo ha portato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, fino al Mit.

"E poi ho voluto dimostrare che 'tutto è possibile'. Ho descritto gli ingredienti del mio successo personale (determinazione, resilienza e proattività) che nonostante il mio percorso di vita così ricco di difficoltà, tra lutti e disagi, mi hanno permesso di raggiungere mete importanti in pochi ma significativi step".

Si è poi soffermato sull'importanza della proattvità. "Attraverso il gioco dei 9 punti ho affrontato il tema della proattività come chiave di volta per il conseguimento degli obiettivi personali e professionali".

E ancora: "Ho descritto le attività svolte nella Scuola Normale Superiore e al MIT e il progetto Marie Curie Global Felloship. Ho illustrato le due prestigiose istituzioni e le mie attività di ricerca. In particolare ho descritto in dettaglio il mio attuale progetto Marie Curie, interamente finanziato dalla Comunità Europea (164 mila euro per due anni), per la realizzazione del primo prototipo di memoria criogenica basata su materiali superconduttori e ferromagnetici".

"Ho voluto poi sottolineare l'importanza del 'cogliere l'attimo'. Attraverso la proiezione dei dialoghi salienti tratti dal film "l'attimo fuggente", con lo scopo di rendere consapevoli le persone del fatto che la vita 'è un soffio' e che le opportunità sono eventi puntuali e vanno colte al momento giusto".

L'obiettivo principale era quello di motivare ed ispirare gli alunni, affinché riescano ad aprire le proprie menti verso un atteggiamento positivo e propositivo nei confronti di loro stessi e dell'ambiente che li circonda, nonostante le difficoltà del mondo esterno", conclude Rocci. 

Particolarmente commossa la professoressa Cioni, che spiega: "La sua esperienza è stata illuminante per i ragazzi che, spesso, sono molto fragili e vanno motivati e orientati. Mirko con un diploma da perito meccanico è diventato un fisico e oggi è ricercatore nell'università più importante del mondo. Il messaggio che abbiamo voluto lanciar loro è che si possono anche rompere gli schemi e loro hanno partecipato con grande attenzione, con un trasporto emotivo che ci ha toccati tutti, grazie alla testimonianza di uno dei nostri migliori ex alunni che ha saputo intrecciare al racconto della sua carriera, quello della sua vita, della sua città terremotata, dei suoi affetti e dei sacrifici". 

"Come insegnante - conclude Cioni - non posso che essere orgogliosa, queste sono le nostre soddisfazioni, ragazzi così ci ripagano di tutto e danno un senso al nostro lavoro".



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