L'AQUILA: ACCORD PHOENIX, STOP ALLE ASSUNZIONI
''SVANITO L'OTTIMISMO PER GLI EX POLO ELETTRONICO''

Pubblicazione: 11 gennaio 2017 alle ore 07:00

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L'AQUILA - Futuro nero per gli ex lavoratori del polo elettronico aquilano, che sarebbero dovuti essere riassorbiti dall'Accord Phoenix, la società di triturazione di rottami metallici ai quali la Guardia di Finanza ha sequestrato i capannoni.

Da quanto appreso, gli stessi vertici aziendali, che tramite gli avvocati Giulio Agnelli e Roberto Madama hanno presentato istanza di revoca della misura, avrebbero ammesso di aver compiuto degli errori procedurali, attribuiti tuttavia alla complessità della legislazione in materia di smaltimento dei rifiuti.

Errori che, comunque, sarebbero stati fatti per raggiungere il più rapidamente possibile l'obiettivo occupazionale che ci si era prefissati, e che oggi sembra inesorabilmente sfumato, visto che il Consiglio d'amministrazione presieduto dall'anglo-indiano Ravi Shankar ha deciso di sospendere il piano delle assunzioni.

E sono infatti preoccupati i sindacati, visto che la quasi totalità dei circa 130 lavoratori dell'ex polo elettronico, di età media 42-43 anni, sono da ormai un anno senza ammortizzatori sociali, come spiega Clara Ciuca della Uilm.

"Sono svaniti gli entusiasmi di un anno fa", dice ad AbruzzoWeb, spiegando che "non abbiamo notizie di sorta neanche da parte della Regione, dopo che è saltato il tavolo che si sarebbe dovuto riunire con azienda e sindacati il 22 dicembre". 

"La situazione è sconfortante, più passa il tempo e più siamo preoccupati - aggiunge - Si allontanano le speranze di chi sperava di tornare a lavorare. Abbiamo persone del polo molto sfiduciate, è una storia che dura da quasi cinque anni".

Parlando del sequestro, la sindacalista si limita a dire che "come minimo sono state commesse delle superficialità, ma è un discorso che andrà fatto dopo quando mi auguro si tornerà ad un normale rapporto tra azienda e lavoratori".

"Il centro di tutto lo psicodramma - afferma la Ciuca - sono le famiglie che avevano nutrito una speranza, visto che da circa un anno sono senza reddito. È insomma svanito l'ottimismo di un anno fa".

Secondo sia fonti sindacali che aziendali, intanto, i 23 dipendenti che avevano preso servizio, 11 dell'ex polo e 12 assunti direttamente dall'azienda, sono regolarmente retribuiti: a lavoro gli impiegati e a casa, anche se in disponibilità, gli operai.

Il piano delle nuove assunzioni doveva scattare a gennaio e prevedeva l'arrivo a 60 unità nel mese di giugno, per completare la pianta organica nel 2018, con il raddoppio della linea produttiva. 

Scadono a marzo, infine, le ultime mobilità ancora attive per gli ex lavoratori di Finmek, Fida, Intercompel e P&A Service.

Sul registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta su presunti reati ambientali, sono finiti Shankar, il direttore generale Francesco Baldarelli e il responsabile della produzione Jorgen Hansen.



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