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ITALIA 150: ALL'AQUILA CONVEGNO SUL FISCO. TASSE, BEFERA ''SERVE CAMBIO CULTURALE''

Pubblicazione: 30 settembre 2011 alle ore 12:15

Attilio Befera

L'AQUILA - Tasse, evasione e cultura della legalità. Sono alcuni degli aspetti trattati nel corso del convegno promosso all'Aquila dalla Direzione regionale delle Entrate dell’Abruzzo dal titolo "Dall’azienda delle gabelle all’Agenzia delle Entrate – 150 anni di fisco”, organizzato nell'ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell'unità d'Italia.

Accademici, tecnici e professionisti hanno affollato l'aula magna di Palazzo Silone, sede della Giunta regionale, all'Aquila, dove è intervenuto anche il Direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera che si è soffermato sulle prospettive e i problemi del fisco italiano.

"Il convegno all’Aquila - ha detto Befera - è un modo per ripercorrere la storia del fisco in Italia. Una storia complessa ma che si ripete. I problemi di 100 anni fa ancora li viviamo, anche se in modo diverso; ma sono sostanzialmente gli stessi. È un problema di cultura: l’evasione si combatte con la cultura. Per il cambio di cultura serve tempo. Noi stiamo lavorando per abbreviare questo tempo".

Sui provvedimenticontenuti nell'ultima manovra finanziaria per combattere l'evasione fiscale Befera ha aggiunto: “Le manovre degli ultimi due tre anni hanno portato un rafforzamento degli strumenti legislativi per la lotta all’evasione molto efficaci. Con l’ultima manovra ci è stata data anche la possibilità di utilizzare l’anagrafe dei conti correnti bancari per l’analisi di rischio, quindi per andare a vedere chi evade".

"A questo punto tra questo ultimo sistema introdotto, il redditometro, gli studi di settore e gli altri strumenti che abbiamo avuto credo si stia stringendo la rete legislativa intorno all’evasione. Adesso siamo noi che dobbiamo combattere e combatteremo con la massima determinazione".

Determinazione necessaria perché, non è un mistero, pagare le tasse, agli italiani, non piace.

“E’ un fatto culturale, viene da lontano e ce lo portiamo dietro. In Italia esiste su questo punto un gap con gli altri paesi dell’Occidente. Piano piano ,però, le cose stanno cambiando".

Secondo una recente statistica in Italia sono state immatricolate 200 mila automobili di grossa cilindrata mentre il numero dei contribuenti che dichiara una somma tale da potersi permettere quello che per il fisco italiano viene considerato un lusso è decisamente inferiore.

Il direttore Befera spiega come stanno le cose:

"Di queste 200mila auto almeno la metà è intestata a delle società. Quindi se parliamo di persone fisiche parliamo di 100mila soggetti. Questi soggetti, grazie al redditometro, sono già sotto controllo. Adesso con le norme che sono state introdotte, che consentono l’utilizzo da parte del socio dei beni societari (quindi la macchina, la barca e così via), abbiamo la possibilità di dare una stretta. E’ una situazione sotto controllo". (g.a.)



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