• Abruzzoweb sponsor

DI DONATO, ESE-CPT, ''DATI PROVVISORI INAIL PREOCCUPANTI'', ''VA CONTRASTATO LAVORO NERO E CAPORALATO IN MANO A STRANIERI'', ''PREVENZIONE CONVIENE ANCHE ALLE IMPRESE''

INFORTUNI NEI CANTIERI, ''IN AUMENTO, SI PUNTI SU FORMAZIONE, OCCHIO A SUBAPPALTI''

Pubblicazione: 08 agosto 2019 alle ore 07:40

di

L'AQUILA - "Dai dati aggiornati dell'Inail in nostro possesso, non ancora consolidati, sono in aumento, in Italia e in Abruzzo, gli infortuni, anche mortali, nei cantieri edili. L'unico modo per contrastare questo fenomeno è puntare sulla formazione e la prevenzione, far rispettare le norme, sopratutto nel mondo del subappalto".

Dura la lotta per non morire e farsi male nei cantieri, e i nemici da battere, in questo senso sono tanti, a cominciare dal lavoro grigio e lavoro nero, dove certo la formazione, e le misure preventive non sono di casa.

A confermarlo ad Abruzzoweb Luigi Di Donato, segretario generale Feneal Uil della provincia dell’Aquila e Teramo, e vice presidente dell'Ente paritetico per la formazione, la sicurezza e la salute in edilizia (Ese-Cpt) della Provincia dell'Aquila, costituito dall'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori, e dalle organizzazioni sindacali. 

Per ora, a livello analitico contano i dati del 2018, che come annunciato da Di Donato, nei primi mesi del 2019 segnano un peggioramento: in Abruzzo, in tutti i comparti, calcola l’ Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro sono stati 12.089. E di questi 19 hanno avuto esito mortale. Nel 2017 era andata molto peggio, ma il dato della mortalità resta ancora superiore alla media nazionale. L’84,6 per cento degli incidenti si sono verificati durante l’attività lavorativa, (542.743 casi), mentre il 15,4 per cento si è verificato nel tragitto casa-lavoro. I decessi registrati dall’Inail in tutta Italia nel 2018 sono stati 1.133. 

Prima di tutto, va dunque compreso quali sono i contesti dove il rischio aumenta, e Di Donato da questo punto di vista ha le idee chiare: sono le zone grigie che si registrano in particolare nel mondo dei subappalti, la cui quota ammissibile è per di più stata aumentata fino al 40 per  cento del valore dei lavori, dalla legge Sblocca cantieri.

 "Ad incidere sono i subappalti che vengono  assegnati con ribassi enormi - spiega Di Donato -. Accade infatti che l'impresa per poi far quadrare i conti, deve risparmiare sui protocolli di sicurezza, e le norme non sono più al centro dell'attenzione, addirittura non vengono forniti nemmeno indumenti di lavoro a norma, come ad esempio le scarpe anti infortunistiche. Si risparmia anche sul numero degli addetti, e in questo modo i ritmi di lavoro aumentano, e con essi, il rischio di farsi male. C'è chi è assunto part-time, ma poi per rispettare i tempi di consegna dei lavori,  è costretto a restare in cantiere anche il sabato e la domenica".

Quello dei subappalti, spiega ancora Di Donato, "è spesso un'area grigia. A fare da ufficio di collocamento, abbiamo potuto costatare, sono veri e propri 'caporali', spesso dei paesi dell'Est, ora anche magrebini, che poi pretendono il 'pizzo', da coloro che hanno fatto assumere. Un contesto di illegalità e di ricatto costante, dove le regole ovviamente  non vengono rispettate".

Il sindacalista torna poi a denunciare il fenomeno del dumping contrattuale: " ci sono imprese che operano normalmente nel cantiere edile, applicando però il contratto metalmeccanico, che ha un costo minore rispetto a quello edile, di 300-400 euro al mese".

In tutti questi casi, è facile intuire, il rispetto delle regole lascia il tempo che trova, a cominciare da quelle che garantiscono la sicurezza sul lavoro, attraverso lo strumento della formazione, garantita proprio dall'Ese-Cpt.

 "Nella nostra sede aquilana - spiega infatti il sindacalista -, offriamo corsi, obbligatori per legge, per  svolgere al meglio il ruolo di capo-cantiere, insegniamo come si monta e si smonta un ponteggio, come si utilizza un mezzo meccanico, come si fa il recupero dell'amianto, come si opera in cantieri che possono pregiudicare l'ambiente e le strutture confinanti, offriamo corsi per perforatori, per la gestione complessiva dei cantieri, e altro ancora. Ponendo in ogni caso al centro la sicurezza e la salute del lavoratore, aumentando la sua consapevolezza, che poi viene trasmessa ai suoi colleghi. I lavoratori che hanno già svolto i corsi, presenti nella nostra banca dati, vengono richiamati per aggiornamenti. In Abruzzo questo sistema formativo funziona, da passano 4 mila lavoratori l'anno. Il problema però è che i lavoratori che operano in queste aree grigie e nere, che riguardano, lo ripeto, essenzialmente il mondo pulviscolare dei subappalti, la formazione non la fanno. E se si fanno male, neanche denunciano l'infortunio, mettendosi semplicemente in malattia, perché sono persone sotto ricatto, temono di essere lasciate a casa".

Eppure conclude di Donato, la prevenzione la sicurezza conviene, anche dal punto di vista economico.

"Come Ese-Cpt abbiamo svolto oltre 1.110 viste nei cantieri, offendo consulenze preventive, per organizzare al meglio le misure di sicurezza. Questo ha comportato un risparmio per le imprese, in termini di  sanzioni evitate, di 17 milioni di euro, 5 mila euro a cantiere"



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui