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INCENTIVI DIPENDENTI: TRIBUNALE ''DA REGIONE CONDOTTA ANTISINDACALE''

Pubblicazione: 10 dicembre 2019 alle ore 13:21

L'AQUILA - Il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di L’Aquila ha riconosciuto la condotta antisindacale della Regione Abruzzo nei confronti della Funzione pubblica Cgil Abruzzo Molise.

I fatti contestati dalla Fp Cgil, nella primavera 2019, erano relativi al comportamento dell’Amministrazione regionale nel corso del confronto sui criteri generali relativi ai sistemi di incentivazione. La Parte pubblica nonostante si fosse già sottoscritto in data 21 marzo 2019 un accordo su predetta materia ha successivamente modificato in numerosi punti quanto concordato.

A darne notizia il segretario regionale Carmine Ranieri, segretario regionale Cgil, Paola Puglielli, segretaria interregionale della Funzione pubblica della Cgil.

Nella sentenza il Giudice ha osservato che “per quanto il confronto integri una procedura finalizzata alla preventiva informazione e alla consultazione delle organizzazioni sindacali, esso non può intendersi come mero adempimento formale ma come riconoscimento al sindacato di posizione partecipative ai processi decisionali”.

Od ancora “quando l’Amministrazione abbia concordato con le organizzazioni sindacali le misure da adottare - misure che restano pur sempre prerogativa esclusiva del datore di lavoro - esprimendo adesione ad un testo, appare palese l’antisindacalità della successiva condotta dell’Ente che, senza riattivare il confronto, inaspettatamente ed unilateralmente modifichi i contenuti. Tal condotta contrasta con i principi di buona fede e correttezza in quanto altera le regole del leale dialogo, dando luogo ad atteggiamenti di negazione del ruolo svolto dalle organizzazioni sindacali togliendo credibilità al sindacato stesso – nel caso in esame al sindacato ricorrente - il quale, confidando nel positivo risultato ottenuto in sede di confronto, si vede spogliato della sua effettiva rappresentatività in seguito al disconoscimento del ruolo dialettico assegnatogli”

"Abbiamo ritenuto tale comportamento lesivo delle nostre prerogative e pertanto tramite l’Avvocato Francesca Ramicone - abbiamo depositato ricorso al Giudice del Lavoro di L’Aquila".

"C’è davvero poco da aggiungere alle parole del Giudice", commentano dunque Ranieri e Puglielli che aggiungono, "non è certo questo un buon esordio, in tema di relazioni sindacali, per la Regione Abruzzo. Da parte nostra siamo soddisfatti che siano state riconosciute le nostre ragioni e soprattutto pensiamo che sia stato necessario ribadirle e precisarle per interrompere una situazione determinatasi all’epoca dei fatti e che per diversi aspetti continua oggi tutte le volte che l’Ente regionale si sottrae ad un confronto con le rappresentanze sindacali portatrici di interessi di categoria, in questo caso, ma più in generale  di interessi diffusi che riguardano tutti i cittadini abruzzesi". 

"Auspichiamo quindi che per il futuro le relazioni sindacali siano svolte sempre nel rispetto del ruolo dei sindacato.
La Cgil non arretrerà mai nel rivendicare il rispetto delle norme contrattuali e di legge e vigilerà affinché tutte le nostre controparti rispettino le prerogative sindacali perché ciò equivale a rispettare le lavoratrici ed i lavoratori in questo caso del pubblico impiego", conclude la Cgil.



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