D'ALFONSO: ''PROGETTO ECOSOSTENIBILE SU BASI SCIENTIFICHE'', NO DA DI NINO
E GEROSOLIMO. ASSOCIAZIONI PROTESTANO FUORI DALLA SEDE REGIONALE

INCENDI: SI INSISTE SUL RIMBOSCHIMENTO,
MA ASSOCIAZIONI E SINDACI DICONO NO

Pubblicazione: 13 settembre 2017 alle ore 19:37

Un'operazione di rimboschimento

L’AQUILA - “Un progetto ecosostenibile, elaborato su basi scientifiche, che prenda a bersaglio la parte di territorio lesa”.

Questo, nelle parole del presidente Luciano D’Alfonso, che evita con cura la parola contestata “rimboschimento” il futuro delle zone abruzzesi colpite dai disastrosi incendi di questa estate.

La strategia, da svilupparsi in seguito, verrà affidata al capo dipartimento delle Politiche ambientali, Emidio Primavera.

Ma buona parte del territorio, da alcuni sindaci alle associazioni ambientaliste che hanno manifestato fuori dagli uffici regionali mentre era in corso la riunione, continuano a dire no al rimboschimento.

Da registrare, sul tema, anche il brusco dietrofront dell’assessore alle Aree interne Andrea Gerosolimo, che pure inizialmente era tra i favorevoli a ripiantare nuovo verde e ora ha cambiato idea come ha spiegato alla vigilia del vertice, cui non ha preso parte, in un post sulla rete sociale di Facebook in cui ricorda anche che a dire no sono già stati "il Consiglio comunale di Sulmona all’unanimità e la quasi totalità delle amministrazioni del territorio, unitamente ad alcune associazioni".

Questo e altri temi sono stati affrontati oggi nella sede della Regione a Pescara, su convocazione del presidente D’Alfonso, in una riunione con gli amministratori delle aree colpite dai 216 incendi che nell’estate 2017 hanno devastato circa 6.000 ettari di territorio.

Erano presenti l’assessore all’agricoltura Dino Pepe, il sottosegretario alla Protezione civile e all’Ambiente Mario Mazzocca, il consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, il direttore generale, Vincenzo Rivera, il direttore del dipartimento Politiche ambientali Emidio Primavera, i dirigenti regionali Sabatino Belmaggio e Silvio Liberatore (Protezione civile) e Stefania Valeri (avvocatura regionale), il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, il direttore del Parco nazionale della Maiella, Oremo Di Nino, e circa 40 sindaci e assessori dei Comuni maggiormente interessati dagli incendi.

Tra questi Antonella Di Nino, sindaco di Pratola Peligna, uno dei Comuni più bersagliati ma anche più reattivi con la realizzazione di una linea tagliafuoco, che ha detto un chiaro no al rimboschimento immediato, evidenziando come siano prioritarie le operazioni di bonifica.

Hanno preso parte all’incontro anche i rappresentanti di Confagricoltura e degli agronomi-forestali.

I sindaci hanno evidenziato le difficoltà insorte durante e a seguito dei roghi, sia di carattere materiale che di natura amministrativa.

È stato posto anche il tema del rimboschimento che, secondo gli esperti, presenta esiti diversi a seconda delle zone.

D’Alfonso ha fatto una sintesi al termine dei lavori. “È necessaria innanzitutto una quantificazione precisa dei danni, e la Regione farà pressione per far vincere il relativo dossier in sede governativa - ha promesso - Poi va pensato un progetto ecosostenibile, elaborato su basi scientifiche, che prenda a bersaglio la parte di territorio lesa; se ne occuperà il direttore Primavera con un gruppo di esperti da individuare ad hoc per le materie di riferimento”.

Per il presidente, “la presenza di resti di legna bruciata e di ceneri si configura come emergenza immediata da fronteggiare per evitare che i prossimi eventi meteorologici come pioggia e neve possano trasportarli a valle, creando pericolo nelle zone abitate”.

“Questo è l’elemento sul quale bisogna definire interventi mirati per i quali ho richiesto analisi dettagliate ai sindaci - ha aggiunto - che hanno contezza sicura dei loro ambiti. Con questi dati torneremo a incontrarci presto per assicurare la massima celerità alle iniziative più opportune e concertate con i territori”.

Sempre secondo D’Alfonso, “per il futuro occorre ideare una strategia per prevenire le azioni criminali, un piano condiviso da tutti gli interlocutori interessati. Ritengo fondamentale flessibilità totale nei periodi di emergenza - ha sottolineato - oleando il meccanismo di soccorso di Vigili del fuoco, Protezione civile e Carabinieri forestali; inoltre voglio avviare un processo di rifunzionalizzazione dei forestali interessando i livelli governativi, come già accaduto in via sperimentale in Abruzzo”.

“È altresì vitale che vi siano Piani comunali di Protezione civile redatti con meticolosità teutonica - ha continuato il governatore -  Noi come Regione ci metteremo attenzione amministrativa e finanziaria, e penso anche ad un sistema funzionale di avvistamento”.

“Presto incontrerò il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e, in quell’occasione, vorrei con me una delegazione dei sindaci presenti oggi. Il mio obiettivo è rafforzare i nostri boschi nel più breve tempo possibile”, ha concluso.

DI NINO: “NO AL RIMBOSCHIMENTO”

“Ho chiesto alla Regione Abruzzo di muoversi per prevedere il ristoro non solo delle spese sostenute dai Comuni nella fase dell’emergenza e rubricate nella somma urgenza, ma anche per quelle che graveranno nella fase successiva, a partire dalle spese relative, per esempio, per la pulizia delle linee tagliafuoco, della loro messa in sicurezza e per i canali di scolo e  tracimazione delle acque”.

Lo scrive in una nota post-vertice il sindaco di Pratola Peligna (L’Aquila), Antonella Di Nino.

A suo dire, questo ristoro “è fondamentale per la tenuta dei conti del Comune. Così come appare necessaria la proroga dei termini del Psr che scadono il 15 settembre - ha aggiunto - dal quale possono arrivare nuovi e importanti finanziamenti per le attività di manutenzione generale dei nostri boschi”.

La Di Nino svela di avere fatto presdente “al presidente D’Alfonso di verificare se sia stata tagliata o meno l’importante linea di finanziamento di 800 mila euro, di cui la metà destinati al Colle delle Vacche, per limitare il rischio idrogeologico sulla montagna, aperta dalla Provincia guidata da Antonio Del Corvo e poi passata nella gestione operativa della Regione. Sarebbe opportuno che - ha aggiunto - qualora questo finanziamento fosse stato annullato, la Regione ne ripristinasse la disponibilità”.

“Per il resto, ho ribadito la contrarietà del Comune di Pratola al rimboschimento: in questo momento riteniamo sia indispensabile e fondamentale la bonifica delle aree colpite e la prevenzione costante - ha concluso - Mi auguro che la Regione Abruzzo recepisca rapidamente queste indicazioni”.

GEROSOLIMO: ''HO CAMBIATO IDEA''

“Nel mio post del 20 agosto ho parlato di rimboschimento così come stabilito dalla deroga prevista dalla normativa. L’ho fatto nella assoluta convinzione che potesse essere il modo più veloce per rimarginare questa dolorosa ferita”, ammette Andrea Gerosolimo nel suo status.

“Successivamente, il Consiglio comunale di Sulmona all’unanimità e la quasi totalità delle amministrazioni del territorio, unitamente ad alcune associazioni - ricorda - hanno espresso la loro assoluta contrarietà al rimboschimento”.

“In ragione di questo, non esiterò, come ho già fatto in passato, ad attivarmi affinché la volontà del territorio venga rispettata”, conclude.

INCENDIO MORRONE: ''STOP DEVASTAZIONI'', SIT IN DI PROTESTA IN REGIONE

"Stop devastazioni!". Così recitava uno striscione che ha accompagnato la protesta di un centinaio di persone a Pescara, davanti alla sede della Regione Abruzzo in viale Bovio, mentre all'interno era in corso una riunione a porte chiuse convocata dal governatore, Luciano D'Alfonso, sui provvedimenti da prendere a seguito degli incendi che hanno devastato le montagne abruzzesi.

I manifestanti hanno chiesto maggiore trasparenza e partecipazione nei processi decisionali sul post incendio, di rendere pubblica la gestione dei Canadair e di rivedere la modalità di scelta dei vertici del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga.

Associazioni e movimenti hanno anche contestato al presidente il fatto di aver indetto il tavolo di lavoro di oggil parlando di piantare nuovi alberi, già il 23 agosto, quando imperversava appieno l'incendio sul Morrone, divampato quattro giorni prima, e hanno ricordato le leggi che vietano il rimboschimento prima di 5 anni.

Obiettivo della manifestazione era quello di portare all'attenzione della politica e dell'opinione pubblica le proposte emerse dall'assemblea "Mai più disastri in Valle Peligna" che si è svolta ieri a Sulmona (L'Aquila).

In particolare, i manifestanti hanno ribadito un "no netto" al rimboschimento e ad altre "operazioni costosissime: i sindaci e gli amministratori locali - hanno scritto in una nota - devono opporsi a un'operazione che rischia di nutrire gli stessi interessi criminali che potrebbero avere organizzato l'attacco alle nostre montagne. Al contrario, servono limitati interventi e puntuali azioni di ingegneria naturalistica per la difesa delle aree abitate e strade più esposte".

Gli attivisti hanno chiesto, inoltre la chiusura delle strade di montagna, con sorveglianza e fototrappole, l'organizzazione di un sistema di vedette per l'avvistamento incendi, la formazione di volontari locali e la riconversione delle pinete artificiali.

Per quanto riguarda il Masterplan, secondo i manifestanti sono necessari "investimenti in prevenzione e messa in sicurezza del territorio e non lo spreco di risorse pubbliche per grandi opere inutili o addirittura devastanti".

I manifestanti hanno rivendicato, inoltre, "trasparenza e partecipazione nei processi decisionali sul post-incendio, rendere nuovamente pubblica la gestione dei Canadair e della macchina antincendi, e la creare una commissione parlamentare di inchiesta sui recenti roghi".

È stata, inoltre, invitata la commissione Antimafia ad accertare "eventuali interessi e azioni mafiose dietro all'emergenza incendi", proponendo di "rivedere le modalità di selezione dei vertici del Parco".



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