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IN ATTESA DI CASA ITALIA, DALL'ABRUZZO ARRIVA SOLUZIONE STANZA ANTISISMICA

Pubblicazione: 13 settembre 2016 alle ore 08:30

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PESCARA - Nell’Italia ballerina, e che solo dopo un terremoto si ricorda di essere in drammatica e atavica emergenza, una soluzione per limitare almeno la perdita di vite umane arriva proprio dall’Abruzzo.

Si chiama Madis room: una stanza antisismica, con un guscio portante in acciaio da inserire in un appartamento e che garantisce la massima tenuta anche nel caso l’edificio si sbricioli a seguito di un devastante terremoto. Una novità per il nostro Paese, ma che è una realtà in Giappone, altro paese fortemente sismico dove soluzioni molto simili vengono adottate oramai dalla fine degli anni '70.

Il promotore di questa soluzione è l’ingegnere Antonio D’Intino di Pescara, consigliere Ance nazionale e presidente del consorzio Innovazione sviluppo edilizia e ambiente (Isea).

Le Madis room è nata dalla ricerca e innovazione della Madis Costruzioni Srl di Pescara nell’ambito degli studi eseguiti con studi di Ingegneria e docenti universitari di Napoli, Bergamo e L’Aquila. E sono già in commercio, prodotte a Pescara, e in questi mesi si stanno chiudendo i primi contratti.
 
“Nella tragedia di Amatrice – esordisce D’Intino contattato da Abruzzoweb – ha fatto scalpore il caso della nonna che ha salvato i due nipotini e se stessa infilandosi sotto al letto: il nonno non li ha seguiti ed è rimasto sepolto dalle macerie. Quel letto insomma ha svolto il ruolo occasionale di ‘sistema antisismico passivo’. Una soluzione adottata da tempo in Giappone:il primo sistema antisismico passivo è stata una scatola di metallo con l’ingresso ad oblò, simile ad una lavatrice, nella quale si entrava e si restava fino al termine delle scosse. Ecco: la Madis room è l’evoluzione tecnologica di questa soluzione”.
 
Una soluzione che parte da una realistica consapevolezza: il pur auspicabile piano di messa in sicurezza sismica del patrimonio edilizio a rischio in Italia, Casa Italia, annunciato dal presidente del consiglio Matteo Renzi, avrà costi iperbolici, e per portarlo a termine ci vorranno decenni. Questo significa che fatalmente arriveranno intanto altri distruttivi terremoti, che porteranno morte e distruzione.
 
"Tutti d’accordo che dopo anni di colpevole disinteresse bisogna pur cominciare a mettere in sicurezza sismica il nostro patrimonio edilizio - spiega D’Intino - ma purtroppo bisogna anche dire le cose come stanno: le case private su cui occorre intervenire ad una prima stima sono non meno di 15 milioni, un numero enorme, e un singolo intervento strutturale, davvero efficace e risolutivo, ha un costo stimabile di circa 350 euro al metro quadrato, a cui però vanno aggiunti circa 700 euro a metro quadrato per rendere di nuovo abitabile ciascun appartamento, a seguito di interventi di consolidamento, che sono molti invasivi".

"Aggiungiamoci poi gli edifici pubblici e il patrimonio storico: quello che è certo è che il nostro Paese dovrà spendere non meno di 1.500 miliardi di euro, nel corso dei prossimi decenni. Casa Italia - prosegue D'Intino - sarà insomma un piano d’investimento che interesserà le prossime tre generazioni, senza contare che ci sono anche tanti impedimenti normativi e burocratici: si pensi, solo per fare un esempio, che per intervenire su un condominio serve l'unanimità dei proprietari, e che molti degli appartamenti a rischio sono seconde case, e proprietà indivise, e non è detto che i diretti interessati abbiano le risorse economiche per mettere la loro quota parte, ovvero decine di migliaia di euro, visto che si ragiona su un cofinanziamento statale, che per quanto generoso non coprirà certo il cento per cento della spesa".
 
E allora, ragiona D'Intino, i sistemi antisismici passivi rappresentano, in questo drammatico scenario, una risposta a questi problemi, una soluzione percorribile nei tempi brevi, che intanto possono salvare la vita di chi abita in case insicure, circa 20 milioni di italiani, che vivono in territori ad alto rischio sismico, in attesa di mettere in sicurezza l'intero paese.

"La stanza antisismica da noi concepita - entra nel merito D’Intino - può essere montata in pochi giorni in una delle stanze dell’appartamento, noi consigliamo quella dove dormono i bambini, o gli anziani, senza nessun intervento strutturale. Ha un guscio portante in acciaio, rivestito con una stoffa ad alta tenacità, realizzata con un materiale molto simile a quello utilizzato per i giubbotti antiproiettile. In questo modo, come tutte le prove hanno dimostrato, si garantisce la massima resistenza, con il minimo peso, in modo tale che la Madis room non interagisca con le strutture portanti, e non comprometta i calcoli strutturali dell'edificio. Inoltre la stanza impedisce l’ingresso delle polveri, e voglio ricordare che, specialmente nei fabbricati storici, in caso di sisma si sono verificate vittime soffocate proprio dalle polveri. Infine la Madis room può essere una panic room contro i ladri ed è anche ignifuga rappresentando una via di fuga e rifugio anche in caso di incendio".

L’appartamento insomma resterà identico a se stesso, ma in caso di sisma, in pochi secondi, sempre concessi dal terremoto prima che un edificio collassi, tutto il nucleo familiare potrà rifugiarsi nella stanza antisismica, magari dotata di una scorta d’acqua e di cibo.

I ripetuti test hanno dimostrato che la Madis room resta integra anche se il palazzo in cui è stata inserita crolla su se stesso. Certo, in questo caso chi è dentro subirà non pochi sballottamenti, anche se le simulazioni hanno escluso la possibilità che la Madis room per le sue dimensioni e per le dinamiche di crollo di un edificio in caso di sisma, possa ribaltarsi.

L’importante è che le persona siano al sicuro, anche se la stanza dovesse essere seppellita sotto le macerie. In questo caso comunque individuarla per portare in salvo chi c’è dentro non sarà difficile, perché esisterà un elenco geolocalizzato di tutte le Madis room installate, e non servirà più scavare a mano per raggiungere i superstiti.

Simulazioni molto spettacolari sono state effettuate nel 2013 a Pescara e nel 2014 a L’Aquila. Un prototipo di Madis room è stato montato in vecchie palazzine poi demolite. Al
Loro interno è stata allestita una stanza con arredi e manichini per avvicinarsi il più possibile ad una situazione di vita reale.

Sugli stabili si è abbattuto di fatto un terremoto simulato di potenza devastante, ma ogni volta la cellula è rimasta integra e i suoi occupanti incolumi.

A fine test, le sollecitazioni, gli urti e gli spostamenti hanno provocato solo qualche fessura nel cartongesso di rifinitura interna.

Resta il nodo dei costi. Quello della stanza antisismica sono alla portata, assicura l’ingegner D’Intino, a maggior ragione se si deciderà di favorirne l’acquisto con maggiori incentivi economici, rispetto a quelli già in essere.

"Chiavi in mano siamo sui circa 25 mila euro, per una stanza di dimensioni standard, ci sono però già agevolazioni che di fatto riducono il costo per chi l’acquista del 50 per cento. E inoltre se la Madis room viene installata in un appartamento in ristrutturazione, il prezzo si abbassa ulteriormente".



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