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IL PALLONE RACCONTA: BETTINI, L'IMPIEGATO CHE RISOLVEVA LE PARTITE

Pubblicazione: 28 agosto 2012 alle ore 08:03

Giorgio Bettini (a destra) con l'allenatore Pietro Piselli
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L'AQUILA - È un omaggio doveroso quello che AbruzzoWeb vuole fare a Giorgio Bettini, 76 anni, che nell'Aquila Calcio ha dato tanto, sia come atleta serio e scrupoloso che come tecnico e talent scout di classe, nonché vero galatuomo dentro e fuori il rettangolo di gioco.

Bettini lo vedemmo giocare all'Aquila la prima volta appena arrivato dalla Primavera del Torino. Livornese di nascita, aveva 20 anni.

Quel campionato, 1956/57, è ricordato perché la squadra aquilana, allenata da Marino Bon e poi da Pietro Piselli, con lui, Cerbara e Macci realizzò ben 68 gol! Le partite si disputavano a Piazza d'Armi, visto che il Comunale aveva bisogno del rifacimento del manto erboso.

Bettini parlò spesso di quell'esordio con i "miti "dell'epoca dell'Aquila Calcio. Alludiamo a Bellei, il portiere fenomeno che si emozionava eccezionalmente solo quando giocava contro il Pescara, Prete detto Fofò, Di Bitonto, il futuro capitano rossoblù, Bartoli (che segnò un gol spettacoloso al Pescara proprio a Piazza d'Armi, mentre infuriava un nubifragio), Di Colo, Lega, Acciari, Caprioli, Grasselli, Santarelli, Calabrese "gatto magico", Biagioni.

L'Aquila si classificò settima, e fu ammessa all'Interregionale di Prima serie. Bettini fu ceduto al Messina, dove fece il suo esordio in serie B e vi rimase per tre campionati, collezionando 89 presenze e sei gol. Era un centrocampista che in precedenza aveva esordito all'ala destra e che terminò poi la carriera prima come terzino e poi come libero nell'Aquila quando vi tornò dal 1964 al 1968.

E durante la permanenza al Messina, in una storica partita con il Cagliari, realizzò due gol nel giro di 40 secondi! Un record che il buon Giorgio ancora detiene.

Dal Messina, poi, passò al Pisa, al Lecce e tornò appunto all'Aquila, dove gli procurarono un posto al Comune e fu definito "l'impiegato comunale che fa vincere le partite".

A onor del vero, Bettini era anche un ottimo ragioniere e vinse in seguito il concorso come segretario dell'Accademia delle Belle Arti dell'Aquila per poi terminare la carriera come direttore amministrativo nella scuola media "Dante Alighieri".

Atleta tecnico, dotato di gran classe, un jolly della difesa, dopo vari anni giocati a centrocampo e in attacco ebbe modo di guadagnarsi la stima e la fiducia di tanti giovani.

Ha svolto anche funzioni di osservatore per l'Aquila Calcio e responsabile tecnico del settore giovanile nella Federazione.

Ha sposato Rosella Chiapparelli, aquilana che conobbe nell'inverno del '57 prima di andare al Messina e dalla quale ha avuto Alessandro, Massimiliano e Giuseppe. I primi due hanno ricalcato le orme calcistiche del padre, ma non lo hanno superato.

In questo periodo, risentendo dei postumi del terremoto e di altre vicende, Giorgio segue con la solita passione le partite in tv ed è un commentatore molto critico e severo.

Non vuole leggere i resoconti e le storie perché, dice, si annoia. Tiene solo a ricordare del suo record e raccomanda: "Quando lo batteranno fammelo sapere tramite il mio amico fidato Carlo Ciuffini (altro portiere dell'Aquila calcio, ndr)".

Intanto speriamo che questo pezzo gli faccia piacere. Perché è stato chiesto a gran voce dai tifosi aquilani veraci. Quelli che non lo hanno dimenticato e gli hanno voluto sempre bene. Perché Giorgio Bettini è stato un maestro per i giovani e un esempio per tutti!



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