• Abruzzoweb sponsor

IL MANAGER DI MARCO, ''VI RACCONTO BILL GATES''
DALLE VACANZE IN ABRUZZO AL LAVORO CON LA CINA

Pubblicazione: 10 marzo 2013 alle ore 09:01

Fabio Di Marco
di

L'AQUILA - Ha conosciuto Bill Gates, il papà di Microsoft, ma preferisce Steve Jobs, l'artefice della Apple.

Una laurea in International business e un curriculum di lustro con studi all'Università la Sapienza di Roma e alla George Washington di Seattle, passando per le più prestigiose scuole francesi e canadesi. è il biglietto da visita di Fabio di Marco, 56 anni, di origine abruzzese originario di Sulmona (L'Aquila), a capo fino al dicembre 2012, della struttura marketing della Zte Italia, multinazionale asiatica di telecomunicazioni.

Ha avuto il privilegio, riservato a pochi, di conoscere Gates che descrive come "un genio, un creativo e un visionario", anche se, riconosce, "ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto e al momento giusto, quando la Ibm fece, per la prima volta nella sua storia, l’acquisto di un sistema operativo (Dos) all’esterno, invece di svilupparlo internamente".

Definisce i cinesi, per i quali ha lavorato per lungo tempo, come "gli americani d'Oriente, molto determinati, materialisti e interessati principalmente al loro guadagno personale", poco interessati a investire localmente in Italia o solo "lo stretto indispensabile per fare business".

E "se i risultati non arrivano in un lasso di tempo di due o tre anni, spostano le loro attività altrove - spiega - e comunque reinvestono tutto nella loro patria d'ogirine".

Lontano dall'Abruzzo da molti anni, della sua terra d'origine dice di amare molto il paesaggio: "Passo alcune delle mie vacanze in questa regione - conclude- sia nei suoi splendidi posti di mare che in quelli altrettanto belli di montagna".

Oggi di che cosa si occupa di preciso e qual è il suo maggiore obiettivo per il 2013?

Fino a dicembre 2012 ero il direttore marketing, con funzioni di direttore generale, della Zte Italia. Purtroppo, come molte multinazionali che operano nel nostro paese, la Zte Corporation ha deciso, a fine 2012, di ridurre drasticamente i suoi investimenti in Italia e mantenere solamente un piccolo ufficio di rappresentanza. Pertanto, circa 40 dipendenti italiani dovranno essere eliminati entro il secondo semestre 2013!

È uno dei pochissimi abruzzesi, forse l’unico, ad avere incontrato Bill Gates, quali ricordi ha di quella esperienza? Che uomo le è parso? Le ha insegnato qualcosa e se sì che cosa?

Non posso dire di aver lavorato con Bill Gates, perché non sono mai stato un dipendente di Microsoft. Ho avuto il piacere di incontrarlo nel lontano 1974, visto che ero a Seattle in quegli anni, per il fatto che mio padre, Italo, era il console generale d’Italia, lo è stato dal 1971 al 1974. Ovviamente, di quest’incontro mi sono tornati in mente i dettagli solamente molti anni dopo, verso il 1992, quando la Microsoft ha raggiunto l’apice del suo successo, lanciando Windows. Comunque, c’è un commento di Bill che mi è sempre rimasto in mente: “Il futuro sarà dominato da computer che si specializzano e si personalizzano per ogni individuo, a suo piacimento e per soddisfare i suoi gusti, e non saranno grandi mainframe, condivisi secondo l’ordine di accesso”.

Dovendo scegliere, lui o Steve Jobs?

Steve Jobs ovviamente, visto che era unico nel suo genere e un genio, oltre a essere un creativo e un visionario. Non per diminuire la grandezza di Bill Gates, ma lui ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto e al momento giusto, quando la Ibm fece, per la prima volta nella sua storia, l’acquisto di un sistema operativo (Dos) all’esterno, invece di svilupparlo internamente, com’era sua abitudine. Inoltre, ricordiamoci che Microsoft è stata fondata da quattro soci, altrettanto validi geni e pionieri dell’informatica, tra cui Paul Allen.

Quali sono le sue origini abruzzesi e quali sono i legami che ha oggi con questa regione? Dov’era nei giorni del terremoto e che cosa ha provato?

Mio nonno materno, Albino, era della zona di Sulmona, Poggio delle Rose. Nei miei trent’anni lavorativi ho sempre concluso affari vantaggiosi per l’azienda di comunicazioni per cui lavoravo; passo alcune delle mie vacanze in questa Regione, sia ai suoi splendidi posti di mare che in quelli altrettanto belli di montagna. Il giorno del terremoto e i successivi mi trovavo a Fregene, sulla costa laziale, per cui non soggetta alle scosse. Comunque è stato un colpo al cuore vedere L’Aquila distrutta in maniera così selvaggia, con la perdita di un numero così elevato di brava gente.

Si è occupato di marketing e sviluppo per una grande azienda cinese. Come ci si trova a rapportarsi con la mentalità di quel Paese?

I cinesi ormai sono sulla buona strada per diventare gli “Americani” dell’Oriente. Cioè molto materialisti e interessati principalmente al loro guadagno personale. Non si integrano molto con gli europei, ma invece sono molto organizzati per avere una forte importazione dei loro cibi e del loro modo di vita: frenetica e che si basa sulla legge del più forte! Penso che, se non cambiano velocemente le cose in Italia, ci sarà una forte fuoriuscita di cinesi e delle loro imprese, anche quelle artigianali, verso i Paesi nordici.

L’approdo di multinazionali orientali in Italia è un sostegno all’economia oppure la fagocita? Corrisponde al vero un tipico luogo comune riferito (di solito ai negozietti come alle grandi aziende), quello che tutti i proventi vengono reinvestiti solo in patria?

Sì, è molto vero. Anche le aziende cinesi non hanno interesse a investire localmente o investono soltanto quel minimo strettamente necessario per fare business in Italia, ma sempre in una ottica a breve tempo, 2-3 anni. Visto quanto detto sopra, se i risultati non arrivano in questo lasso di tempo ristretto, i cinesi spostano le loro attività altrove. Per quanto riguarda le telecomunicazioni, fisse e mobili, questo non è possibile né compatibile secondo le regole di questo specifico mercato. Diverso è per altri settori, prodotti informatici e beni di consumo, in cui, grazie al prezzo estremamente concorrenziale, si può “sfondare” in tempi brevi; vedere l’esempio di Lenovo che oggi è uno dei più importanti fornitori di Pc in Italia e che ha sostituito totalmente Ibm un po’ di anni fa.

Ha convogliato investimenti cinesi nella zona del capoluogo terremotato? Che cosa ha questo territorio da poter offrire?

Purtroppo no, anche se ci ho provato per ben tre anni. Alcuni alti dirigenti della Regione hanno visitato la Cina nel 2010, in particolare in occasione dell’Expo di Shanghai, e si è parlato molto, ma purtroppo non si è mai concluso niente! Personalmente ritengo che questo territorio abbia molto da offrire, ma se vorrà attirare investitori stranieri e italiani dovrà realizzare strutture tecnologicamente avanzate, sistemi di trasporto e logistica efficienti, assunzione di personale con contratti flessibili e limitate spese contributive, alloggi e uffici facilmente affittabili a prezzi ridotti e, più che altro, sgravi fiscali per i primi cinque anni di attività. Solamente in questo modo le aziende, organizzazioni che cercano di realizzare profitti, possono pensare di investire in Abruzzo.

LA PRECISAZIONE

Dopo alcuni commenti, il manager di origine abruzzese ha voluto pubblicare una precisazione:

Vorrei chiedere scusa se la mia risposta alla domanda possa aver dato l’impressione che il sottoscritto non abbia una grandissima stima e ammirazione per Mr. Bill Gates che, con molta dedizione, uno grande spirito pionieristico, diversi sacrifici e un duro lavoro pluriennale, ha fatto cose notevoli e fantastiche, così da lasciare un segno profondo nel mondo dell’ICT!

Infatti, la domanda era una preferenza/impressione totalmente personale tra due grandi dell’informatica!

Inoltre, forse posso aver sbagliato anno, visto che ho vissuto a Seattle tra il 1970 e il 1978, e che allora non ho dato peso alle sue parole (errori di gioventù), che però hanno lasciato un segno profondo al mio interno e che poi ha condizionato le mie scelte, ritengo tutte positive, e la strada che ho intrapreso nel mondo lavorativo, iniziato nel lontano 1979.

Trovo inappropriato il commento di Carlo Ruggeri che definisce Bill Gates un “nessuno” allora, visto che non trovo nella storia moderna molti casi in cui un ventenne sia già emerso e che i suoi contributi alla società siano riconosciuti, dandogli la giusta soddisfazione per l’opera compiuta!

Ringrazio Stefano Soro per l’informazione, che non ero a conoscenza di questo particolare, visto che non ho seguito in dettaglio tutte le attività di Bill Gates, avendo altri interessi personali/professionali.

Forse il titolo dell’articolo che hai fatto non era proprio appropriato, perché ho pochissimo da raccontare sul Signor Bill Gates, avendo fatto solo questo velocissimo incontro negl’anni 70.

Più consono sono le mie riflessioni e pareri (completamente personali) sulle attività delle Aziende Cinesi, del settore ICT, che operano in Italia e dove io ho trascorso quasi sei anni della mia carriera lavorativa.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui