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IL FENOMENO MAGNOTTA IN UK: SCHERZI SPOPOLANO A LONDRA

Pubblicazione: 10 dicembre 2010 alle ore 09:14

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dal nostro corrispondente

LONDRA - Mario Magnotta sbanca Londra. L’indimenticato bidello aquilano scomparso pochi mesi prima del terremoto che ha devastato L’Aquila, diventato famoso in tutta Italia grazie ai leggendari scherzi telefonici, su tutti quello della “lavatrice”, ha ufficialmente superato i confini nazionali.

Moltissimi italiani di Londra, emigrati o di passaggio, hanno infatti “esportato” il grande Mario nella capitale inglese, permettendogli così una sorta di consacrazione internazionale.

Non solo. Anche gli italiani “profani” che, stranamente, non conoscevano la voce e le frasi storiche pronunciate dal nostro eroe, hanno avuto modo di entrare nell’incredibile mondo magnottiano, restandone folgorati.

È il caso di alcuni connazionali come il cameriere Leonardo Novaro e lo chef Marco Mirai, il primo da vent’anni a Londra, il secondo da cinque, entrambi “impreparati” e dei ragazzi toscani e milanesi impegnati a migliorare il proprio inglese alla scuola di Holborn.

“Siamo di fronte a un genio, non c’è nient’altro da dire - afferma Leonardo, genovese nato a Firenze, innamorato del celebre cantautore Fabrizio De André per il quale prese il primo volo per Genova nel giorno del suo funerale.

“In Sardegna non lo conoscevo - spiega invece Marco - ma sono comunque molto contento di averlo ascoltato qui in Inghilterra. Meglio tardi che mai. Magnotta è una vera leggenda ed è ormai un mio punto di riferimento”.

L’italo-brasiliano Daniel Ciolette, cameriere, pizzaiolo e barman che è piombato a Londra da Belo Horizonte (è tifosissimo del Cruzeiro), passando per l’Italia per studiare cinema, non immaginava di trovarsi di fronte a un simile personaggio.

Adesso si esprime spesso e volentieri nel gergo magnottiano. “Sto ancora studiando tutto lo scibile, però Mario è entrato subito nel mio cuore”, dice Daniel.

“È un grandissimo, davvero - prosegue - Non riesco a non ridere quando lo ascolto. Continuerò a studiarlo a fondo per imparare a memoria tutti gli scherzi. Un giorno vorrei anche girare un documentario sulla sua vita”.

Iniziano a sospettare qualcosa i portoghesi e i brasiliani che lavorano nello storico ristorante “Nino’s” a South Woodford, poiché da una delle finestre di Electric Parade si sente una voce ormai inconfondibile per migliaia di persone, mentre l’avvocato barese Vito Pappagallo è da tempo un estimatore sia di quello aquilano che di un altro celebre bidello, il suo concittadino Nicola Guardavaccaro.

Il cameriere slovacco Tomáš Mihok capisce un po’ di italiano e anche lui sa bene perché Mario si imbufalì in quel modo, cambiando per sempre la storia degli scherzi telefonici.

Da segnalare infine un “ambasciatore” in terra lituana. Si tratta di Timofei Hlevniuc, studente moldavo di origine ucraina che vive e studia a Vilnius.

È lui che interroga periodicamente i ragazzi italiani che partecipano all’Erasmus nella capitale baltica, da profondo conoscitore sia di Magnotta, sia di un’altra leggenda nostrana che ha spopolato su Internet, il giornalista veneto Germano Mosconi.

Insomma, il modo migliore per non dimenticare una persona straordinaria come Mario è continuare a farlo conoscere. In Italia e nel mondo.



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