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IL DIAVOLO, L'ALTRA FACCIA DELLA PASQUA
L'ESPERTO: ''CONOSCERLO PER NON FARSENE SCUDO''

Pubblicazione: 31 marzo 2013 alle ore 08:17

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L'AQUILA - Chi è il Diavolo? Da dove viene il nome Lucifero? Il serpente è il simbolo del male? Ce ne sarebbero di domande da fare ad Alessandro Cortese, e lui, come ogni bravo studioso e scrittore, è sempre molto disponibile a rispondere.

Nato in Sicilia ma ormai residente a Pescara da anni, Cortese ha iniziato da qualche anno a ritagliarsi il suo piccolo spazio di notorietà grazie a due libri che hanno destato l'interesse collettivo: Eden e Ad Lucem. Il primo pubblicato nel luglio 2010 e il secondo a dicembre 2012, parlano di un argomento molto spinoso: la continua lotta tra il bene e il male.

“Il mio campo specifico è quello della chimica - spiega ad AbruzzoWeb - ho condotto gli studi da autodidatta appassionato e sono tra i pochi in Italia a essermi concentrato sul simbolismo legato all'alchimia, alla cabala e alla religione”.

“I due romanzi che ho scritto trattano una narrativa molto particolare - prosegue - con un pretesto religioso affrontano lo scontro che è al principio tra la dualità bene e male, rappresentati da Dio (Yahweh) e Lucifero. Una componente fondamentale dei miei lavori è il simbolismo trattato da un punto di vista accademico”.

Durante la presentazione dei suoi libri lei tiene veri e propri seminari. Cosa si aspetta il pubblico che viene a seguirla?

Il pubblico cerca il mistero e amano il taglio alla Voyager (programma televisivo, ndr). L'ignoto e il fascino del male inevitabilmente hanno presa su chiunque, sia sui religiosi sia sugli atei, presentarlo in un seminario divulgativo, storico, sociale, religioso e mitologico cattura l'interesse della gente.

Il diavolo, un argomento sicuramente molto scomodo per alcuni. Che reazione ha suscitato?

Dal punto di vista narrativo non esisteva il diavolo come protagonista, le mie opere hanno prodotto oltre a un buon successo, anche molte antipatie.

Quando è nata questa passione?

Io sono un chimico e questo può sembrare strano. Ma se si considera che la chimica moderna è figlia dell'alchimia medievale, si capisce che questa è inevitabilmente legata alla cabala di estrazione ebraica. Tutte le scienze occulte, dall'esoterismo e alla magia, si esprimono con la chimica nella sua forma più raffinata: l'alchimia. Poi sono cresciuto in una famiglia che questi argomenti li mastica bene, mia madre era una cartomante, mio padre faceva un certo tipo di letture, molti libri che ho sono ereditati proprio da lui.

Cosa c'entra questo con il rapporto tra l'uomo e il Male?

Con la ricerca dell'uovo filosofale, l'allegoria dell'elevazione della persona. L'uomo è il piombo che, attraverso un cammino di conoscenza arriva all'aureo dorato, che culmina nella scoperta della pietra filosofale, l'immortalità e la conoscenza. La storia del giardino dell'Eden ricalca questo discorso.

In cosa consistono i suoi seminari?

Nell'analisi della figura del diavolo e la sua decostruzione. Conoscerlo da un punto di vista accademico permette di capire il personaggio e il fenomeno che c'è dietro. Quando si comprende, poi, non se ne ha più paura e non ci si può appellare a lui per giustificare le proprie nefandezze. Si è quindi costretti ad affrontare le proprie responsabilità. Mi riferisco alle sette sataniche.

Ci parli come se stesse tenendo un seminario.

Partiamo dall'analisi di Lucifero e da un attento studio dei testi biblici. Quello che ci hanno raccontato fino a oggi è una menzogna, Lucifero non è il male, questa parola in realtà deriva dal latino lux (luce) e ferre (portare), che significa “Portatore di Luce”. L'accezione negativa viene dalla traduzione dal greco di un passo di Isaia in cui si fa riferimento a un angelo che si riteneva al pari di Dio, si trattava di un re di Babilonia che poi, nella traduzione, è diventato Lucifero con significato negativo. Da uno studio fatto sui testi biblici, invece, il nome del Diavolo non compare. Solo in un apocrifo si fa riferimento a un angelo scacciato sotto terra: nel Libro di Enoch. Qui si parla anche di un argomento spinoso: il sesso degli angeli. In nessun libro, neanche sulla Bibbia è esplicitamente dichiarato che gli angeli non hanno sesso mentre in questo, non a caso relegato tra gli apocrifi, si parla di angeli sessuati con pulsioni umane. La Bibbia è stata architettata facendo queste precise scelte stilistiche, quindi espellendo dal corpus biblico il Libro di Enoch con l'intenzione di rendere il sesso un tabù. Ma opere dove esistono entità malvagie esistono. Proprio in Enoch, per esempio, vengono citati Azazel e Semyaza, scacciati nell'abisso da Michele. Nei rotoli del Mar Morto, poi, c'erano altri due angeli edificati come ribelli, Mastemot e Belial, e anche questi possono essere identificati con il nostro Diavolo.

E il numero satanico 666?

Al diavolo è sempre stato affibbiato il numero 666, che in realtà è un numero cabalistico. I cabalisti avevano dei quadrati magici, quadrati costruiti con serie numeriche con la particolarità che, sommando tutti i numeri di ogni riga, colonna e diagonale, si otteneva sempre lo stesso risultato. Il quadrato magico del Sole è composto dai numeri che vanno dall'1 a 36, sommando righe colonne e diagonali esce il 666, quadro cabalistico del Sole. Il sole come forza vitale e distruttrice da associare al fuoco a sottolineare come il diavolo non sia forza distruttrice ma anche rigeneratrice.

E tutta la simbologia che c'è dietro alla figura del demonio? Il serpente, per esempio...

Il parallelo Diavolo-serpente lo troviamo nella Genesi, nel giardino dell'Eden. In realtà, in ebraico, il serpente è il simbolo della conoscenza. La conoscenza portata dal diavolo striscia, è una conoscenza diabolica, in quanto diavolo portatore di luce ma anche di fuoco (inteso come logos, ndr). Nella cabala il cammino di sapienza è indicato dall'attorcigliarsi del serpente.

Passiamo ai suoi due libri: Eden e Ad Lucem, ce ne parli.

La mia casa editrice è la Arpanet, di Milano. Il primo è stato pubblicato nel luglio 2010 il secondo a un anno e mezzo di distanza, a dicembre 2012. Eden è ambientato in paradiso e racconta la creazione dal punto di vista degli angeli. Scriverlo è stata un'esperienza cinematografica, mancando quasi interamente la descrizione che si fa degli ambienti e personaggi e cercando soluzioni narrative che mi permettessero di glissare su questi aspetti. D'altra parte anche Dante può descrivere il Paradiso. In Ad Lucem, invece, racconto la cacciata degli angeli agli inferi e la vendetta contro Yahweh. Qui ho fatto un lavoro diverso, l'editore mi ha dato carta bianca e mi son permesso di affrontare l'Inferno.

Ci sarà un sequel?

Sto pensando alla terza ed ultima opera, si intitolerà Genesi.

Lei è credente?

Sono profondamente credente, per il lavoro che faccio può sembrare paradossale ma nonostante io abbia una visione della spiritualità molto particolare, posso dire di si, sono molto credente!



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