VIAGGIO DI ABRUZZOWEB TRA LE FASCE TRICOLORI DEI CAPOLUOGHI ABRUZZESI

I 3 SINDACI: LA SFIDA DI BIONDI, RICOSTRUIRE;
''ASTIO SINISTRA? ACREDINE GENERAZIONALE''

Pubblicazione: 03 gennaio 2018 alle ore 07:58

Pierluigi Biondi
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L'AQUILA - "Impegnativo e faticoso". Nella seconda tappa del viaggio di AbruzzoWeb con i tre sindaci dei capoluoghi abruzzesi (Teramo è commissariata), quello dell'Aquila, Pierluigi Biondi, definisce così il 2017, che nella seconda metà lo ha visto indossare la fascia tricolore, e nella prima metà protagonista di una corsa tutta in salita che sembrava impossibile da vincere.

"Considerando che la prima iniziativa pubblica è stata fatta il 3 marzo e l'organizzazione era partita a gennaio, è stato molto impegnativo, non ci siamo fermati mai. È stato un anno di cambiamenti radicali della mia vita, pieno però di soddisfazioni e di grande orgoglio per quello che siamo riusciti a fare, rimettendo in sesto una situazione che solo due mesi prima sembrava persa, facendo recuperare al centrodestra anche la capacità di incidere nella società".

"Propositi per il nuovo anno? Lavorare tanto, ma lavorare meglio per avere più tempo per la famiglia - dice ad AbruzzoWeb - Fare tanto, mettere in essere quello che abbiamo scritto nel programma, far partire la ricostruzione pubblica, risolvere il problema del personale del Comune, razionalizzare le partecipate e farle funzionare".

Al centrosinistra, di cui è bersaglio quotidiano sin dal giorno dell'inaspettata elezione a sindaco, Biondi dice "di essere più autonomi e non farsi dettare linea", rivolgendosi ai consiglieri comunali. Mentre rispetto alle continue critiche da parte di quello che definisce il "governo ombra dei sessantenni", a cui dice di non voler dire nulla perché "non parlo con i fantasmi", fa osservare che "usa un'acredine più generazionale che politica".

"La mia vita dal 25 giugno? È cambiata radicalmente - svela - avevo smesso l'esperienza molto faticosa di sindaco di Villa Sant'Angelo, avevo deciso di dedicarmi di più alla famiglia, era una vita incanalata su un binario tranquillo, ma come dice Bukowski 'la poesia prudente e gli uomini prudenti durano solo lo stretto necessario per morire tranquilli', quindi c'è stata questa spinta ed è andata com'è andata. Come dissi alla vigilia del voto, il giorno dopo avevo due opzioni da dire a Nina (la figlia, ndr), o hai un papà sindaco o hai un papà, ora ha un papà sindaco!".

Tra le sfide della nuova amministrazione, c'è sicuramente la ricostruzione pubblica, annosamente indietro rispetto a quella privata, e la rivitalizzazione del centro storico, che Biondi è sicuro che tornerà alla vita "un po' alla volta, dando attenzione, regole, equilibrio".

"Il problema è che la ricostruzione è stata fatta a macchia di Leopardo - fa notare - girando, però, dove questa dà l'idea di essere stata completata e c'è una percezione di ritorno alla normalità, stanno riaprendo molte attività commerciali, e sono anche diversificate".

"Certo - continua - il centro storico si riprende mettendo delle regole, alla mobilità e ai parcheggi, con uno stop al far west dei camion che entrano a qualsiasi ora".

"Gli uffici pubblici? Possono aiutare, certo, ma la presenza di uno sportello del Comune per adesso è complicata e non credo che prima del 6 aprile determinasse da sola la presenza di persone in centro storico, che invece era dovuta ad una somma di cose".

Biondi, come qualsiasi amministratore che si insedia per la prima volta alla guida di un'ente, ha detto di aver trovato una situazione drammatica e ha annunciato la riorganizzazione della macchina amministrativa.

"Io sono abituato ad una politica di grande razionalità, mi piace che le cose filino per bene con precise responsabilità e una filiera dei procedimenti che sia individuabile - spiega - Ho trovato un Comune diverso da come sono abituato, con competenze spacchettate e più livelli decisionali incardinati su uffici diversi".

Sulla querelle del chi ha fatto cosa, poi, che da mesi vede rivendicazioni reciproche tra il centrosinistra che ha governato gli ultimi dieci anni e il centrodestra appena tornato alla guida della città, Biondi dice di avere "una posizione ben precisa: L'Aquila, al contrario di altri enti locali ha tutto tranne che il problema delle risorse. I circa 100 milioni di euro che andranno in programmazione al prossimo Cipe per L'Aquila, potrei dire che li ho trovati io. Ma non sono stato né io, né altri. La capacità la dimostri nella capacità di spenderli, quei fondi!". 

"Di cantieri della ricostruzione pubblica ce ne sono ben pochi, è vero che il nuovo Codice degli appalti ha creato dei problemi, ma negli anni precedenti che sono stati a fare? È vero che ci sono ricorsi e lungaggini, ma io, distinguendo Opere pubbliche e Ricostruzione sto facendo un tentativo. Al nostro arrivo abbiamo trovato le scuole sotto il settore Ricostruzione pubblica, la sede unica del Comune in capo al settore Ricostruzione privata, i cimiteri un po' al settore Ambiente e un po' alle Opere pubbliche. Abbiamo deciso che ci sarà un settore dedicato esclusivamente alla ricostruzione pubblica con una task force costituita un po' con personale interno, un po' attivando qualche comando da altri enti e un po' grazie alla collaborazione con altri enti, per costituire una squadra che si occupi soltanto della ricostruzione pubblica".

"Tenere la Ricostruzione insieme alle Opere pubbliche, significa che programmare la ricostruzione del polo scolastico vale tanto quanto riparare la porta del Musp sfasciata, la politica preme sempre sull'ordinario quindi il personale viene distolto dalla programmazione per occuparsi dell'ordinario", fa osservare il sindaco.

Infine, la stoccata al centrosinistra. "Cosa voglio dirgli? Dipende se parliamo del centrosinistra partito, Consiglio o governo ombra, ci sono tre pezzi, che in parte si toccano perché Stefano Albano è segretario del Pd e consigliere, poi c'è il governo ombra dei sessantenni".

"A quelli del Consiglio direi di essere più autonomi e non farsi dettare la linea, Americo Di Benedetto ad esempio è più autonomo e la sua storia politica parla di questo, gli altri mi sembra che trovino più tempo per la polemica, l'intervento di Stefano Palumbo sul Gran Sasso fa ridere i polli, dovrebbero solo stare zitti, e mi sto facendo preparare tutta la documentazione per replicare in modo certosino".

"Al Pd non dico nulla perché non posso dire nulla ad altri partiti, ma se hanno un calo di consensi così ampio! Ho ottimo rapporti con tantissima gente di sinistra, molta mi ha anche votato, la mia storia dimostra che le battaglie che ho condotto, le ho fatte a prescindere dal colore degli avversari. Con i componenti del Consiglio ho un ottimo rapporto, non posso dire di amicizia, ma anche fuori con alcuni ho un ottimo rapporto. Con Carlo Benedetti (l'ex presidente dell'assise, uno dei maggiori "picconatori", ndr) scherziamo e abbiamo fatto qualche aperitivo e qualche cena insieme, poi naturalmente siccome prima si concentrava molto sul Consiglio, ora ci si continua a concentrare, ma i suoi sono più falli di frustrazione che falli violenti a fare male! Con altri non ho rapporti, non ho avuto frequentazioni né anagrafiche né istituzionali, tranne che con Pietro Di Stefano alla Comunità montana, ma era il lontano 1999, entrambi eravamo all'opposizione nei rispettivi Comuni".



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