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HONDURAS - Sono almeno 350 i detenuti morti nell'incendio divampato nel carcere di Comayagua, in Honduras.
Il responsabile dell'amministrazione penitenziaria honduregna, Danilo Orellana, ha rivelato che vi sono anche numerosi feriti e alcuni evasi.
"Abbiamo già contato 200 cadaveri, la maggioranza delle vittime è morta per asfissia - ha detto Orellana, secondo il quale - non si è trattato di una rivolta".
Al momento dell'incendio nel penitenziario c'erano circa 500 detenuti, precisano fonti locali, sottolineando che un gruppo di carcerati è riuscito a mettersi in salvo fuggendo dal tetto. Una sessantina di detenuti sono stati ricoverati negli ospedali vicini.
L'incendio sarebbe divampato alle 22:50 locali però fino alle 23:30 il corpo dei Vigili del fuoco, secondo quanto riportato dalla stampa locale, non sarebbe potuto intervenire.
Secondo il capo dei vigili del fuoco di Comayagua, il colonnello Leonel Silva, le operazioni di soccorso sarebbero state ritardate per motivi di sicurezza, a causa di vari colpi di arma da fuoco esplosi nell'area della prigione. Alcune decine di feriti sono stati trasportati all'ospedale Santa Teresa, e molti di questi saranno trasferiti a al nosocomio Escuela, nella capitale, a causa delle ustioni riportate.
Secondo il capo della polizia nazionale, Hector Mejia, l'incendio sarebbe doloso: vi sarebbe trattato di un cortocircuito, probabilmente provocato da un detenuto che è poi riuscito ad evadere.
I detenuti sono stati ora confinati in un'area all'aperto. Molti di loro accusano la direzione del carcere di non aver aperto in tempo le celle, malgrado le grida di aiuto dei reclusi. Nel penitenziario erano rinchiusi 820 prigionieri.
15 Febbraio 2012 - 17:14 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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