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GUINEA-BISSAU, FORESTE A RISCHIO: UN APPELLO ''PER FERMARE LO SCEMPIO''

Pubblicazione: 20 giugno 2014 alle ore 13:09

L’AQUILA - Una petizione per salvare le foreste in Guinea-Bissau.

AbruzzoWeb riceve e pubblica.

Le risorse forestali in Guinea-Bissau stanno subendo una brutale e aggressiva deforestazione, che minaccia la conservazione della loro diversità biologica e la biodiversità del Paese e che mette in pericolo le comunità locali che dipendono per la loro stessa sopravvivenza da questo ecosistema.

Gli studi della Organizzazione Internazionale dei Legni Tropicali indicano che solo l'1 per cento dello sfruttamento nei tropici è sostenibile.

La licenza annuale è fissata a 20 mila metri cubi, nonostante questo valore sia stato frutto di una scelta del tutto arbitraria e priva di qualunque valutazione o studio preliminare che ne giudicasse e giustificasse la sostenibilità nel paese.

Il legno tagliato è nella maggior parte dei casi accumulato in container nella foresta, e non in contenitori in legno come la legge impone, sfuggendo così completamente al controllo sulla quantità effettiva di legna tagliata.

La prima denuncia e una rivolta popolare a Quinara risalgono all’ottobre del 2012, quando alcuni ragazzi della regione di Fulacunda scoprirono che alcuni cittadini cinesi utilizzavano una licenza per lo sfruttamento del legno Folbi, con la quale tagliavano quotidianamente due container di legna (circa 34 metri cubi al giorno). 

La denuncia, così come le altre che seguirono, non ottenne nessuna risposta o presa di posizione da parte del precedente Governo di Transizione.

Attualmente delle 8 regioni del Paese, quelle che stanno fungendo da base al traffico illecito di legna sono quelle in cui ancora esistono macchie di foresta primaria, in particolare: Cacheu (provincia di Catchungo); Oio (province di Farim, Mansaba e Bissorã); Bafatà (province di Contumbe, babadinca, Galomero, Ganadu e Xitole); Gabú (province di Pitche, Mansaba e Bissorã); Tombalí (Quebo e Catió); Quinara (province di Buba, Fulacunda e Tite).

In queste regioni il taglio della legna è praticato anche nelle aree protette dove il taglio intensivo di qualsiasi tipologia di legna è assolutamente proibito.

Nel corridoio ecologico di Salifo, per esempio, in pieno Parco nazionale di Dulombi, la cui creazione e funzionamento sono sotto la responsabilità delle Nazioni Unite, furono portati via ben 300 container (pari a 5.100 metri cubi) solo tra il Gennaio e il Marzo 2014 sotto la pressione delle forze militari. 

Nel Parco Naturale dei Laghi di Cufada, nel villaggio di Bacar Conté, sono stati tagliati 116 alberi solo nel mese di gennaio di quest’anno. 
Minacce e aggressioni agli abitanti dei villaggi sono praticate in qualunque zona del Paese dai militari. non appena si tenti una qualsiasi forma di resistenza a cooperare, ponendo in causa i diritti umani di queste persone, per non parlare della paralisi totale delle forze di polizia.

I rapporti e le denunce aumentano di giorno in giorno. 

A questa velocità di sfruttamento illecito di legno, gli ecosistemi della Guinea-Bissau subiranno un collasso irreversibile.

Noi cittadini nazionali e internazionali, in quanto pieni soggetti di diritto, esigiamo una presa di posizione immediata! 

Al Presidente della Repubblica e del Governo recentemente eletto

CHIEDIAMO
•    La sospensione immediata della concessione di nuove licenze e la revoca di quelle concesse a imprese trasgreditrici
•    Una valutazione dell’impatto ambientale, sociale ed economico della deforestazione illegale
•    L’apertura di in’inchiesta sul traffico illegale di pau-de-sangue e delle altre piante esotiche del Paese, in particolare quelle delle aree protette, delle foreste comunitarie e delle foreste sacre
•    Un rimboschimento delle aree colpire
•    Espulsione dal paese delle persone straniere condannate e legate al traffico illecito del legno, nonché il giudizio e la condanna dei cittadini nazionali coinvolti
•    Applicazione di una moratoria della durata di 10 anni per il taglio del pau-de-sangue
Al Presidente della Cina
CHIEDIAMO
•    CHE LA Cina assuma la propria responsabilità nella distruzione delle foreste dei paesi in via di sviluppo nei quali ha stabilito partnership di cooperazione
•    Che la Cina riveda il suo concetto di cooperazione collaborando ad una riduzione del problema
Al Segretario Generale delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea
CHIEDIAMO
•    Di pronunciarsi riguardo alla forma di cooperazione della Cina con i paesi in via di sviluppo, fornendo un rapporto pubblico riguardo queste relazioni di cooperazione e il loro impatto sugli ultimi, ricordando che le nazioni Unite si trovano impegnate nell’aiutare i paesi come la Guinea-Bissau a raggiungere gli obiettivi del millennio
•    Che appoggino la Società Civile Guineense nel rafforzamento dei diritti in campo giuridico attraverso la disponibilizzazione di strumenti operativi che le permettano di partecipare al processo decisionale riguardante lo sviluppo del Paese in materia di sfruttamento delle risorse naturali.  

Appello:

Vorrei sollecitare la Tua attenzione su quanto sta accadendo adesso in questo preciso momento nelle foreste primarie della Guinea-Bissau, dove multinazionali e imprese cinesi stanno pregiudicando gravemente l’equilibrio naturale, sociale e economico del paese.

Attraverso licenze illegali, questi trafficanti bracconieri deforestano in forma massiva una delle ultime foreste primarie al mondo, mettendo in pericolo la sopravvivenza dei gruppi umani che lì dimorano e dell’ecosistema nel suo complesso.

La Guinea-Bissau è più vicina di quanto pensi, distruggere quell’ecosistema equivale a privare tutti noi di risorse preziose per il nostro pianeta e per il benessere nostro e dei nostri figli.

noi!https://secure.avaaz.org/en/petition/Ao_Presidente_e_PrimeiroMinistroda_GuineBissau_mas_vide_manifesto_Salvaguardar_as_florestas_e_recursos_naturais_da_Guine/?spAlIgb



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