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OLTRE CHE PER L'EX CAPO PROTEZIONE CIVILE, ANCHE PER DANIELA STATI
L'AVVOCATO: ''FINALMENTE UN ATTO DI GIUSTIZIA NEI SUOI CONFRONTI''

GRANDI RISCHI: NO AL PROCESSO BIS, CHIESTA ARCHIVIAZIONE BERTOLASO

Guido Bertolaso, Fabio Picuti, Marco Billi e Daniela Stati
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L'AQUILA - Non ci sarà il processo "Grandi rischi 2".

Almeno è questa la richiesta della pubblica accusa, la stessa che ha condotto l'inchiesta principale e portato alla storica condanna dell'organo consultivo della presidenza del Consiglio.

Il pubblico ministero della procura della Repubblica dell'Aquila Fabio Picuti, infatti, ha chiesto al giudice per l'udienza preliminare del tribunale dell'Aquila l'archiviazione per gli indagati Guido Bertolaso (ex capo della Protezione civile e sottosegretario) e Daniela Stati (ex assessore regionale al ramo) dalle accuse di omicidio colposo e lesioni colpose nell'ambito delle indagini sulla riunione della commissione Grandi rischi del 31 marzo 2009, a cinque giorni dal tragico sisma del 6 aprile.

Da giorni giravano voci sulla conclusione delle indagini di questo secondo filone e, anche dai toni utilizzati dal giudice Marco Billi nelle 940 pagine di motivazione, sembrava che potesse accadere l'ipotesi di una richiesta di rinvio a giudizio. Ma gli ultimi sviluppi hanno smentito clamorosamente questa ipotesi.

Il legale di Bertolaso ha commentato: "finalmente un atto di giustizia". 

LE POSSIBILITA' DEL GIP

A questo punto la palla passa al gip che potrebbe decidere di accogliere la richiesta, chiudendo definitivamente i giochi. In alternativa, può disporre una nuova serie di indagini preliminari, chiedendo a Picuti di indagare ancora. Oppure può rifiutare la richiesta e fissare l'udienza preliminare dopo aver costretto il pm a formulare un'imputazione.

L'INCHIESTA BIS


A carico dei due era stata aperta un'inchiesta parallela a quella principale che lo scorso 22 ottobre 2012 si è conclusa con la condanna a 6 anni di reclusione ciascuno per i sette componenti, esperti di terremoti e protezione civile che si erano riuniti nel capoluogo secondo il giudice Marco Billi rassicurando gli aquilani, inducendoli a rimanere in casa, e sottovalutando il rischio sismico.

Secondo il pm Picuti non ci sono elementi per un rinvio a giudizio della Stati e di Bertolaso, che ha gestito l'emergenza sisma dell'Aquila come commissario del governo Berlusconi.

I due erano stati tirati in ballo dopo la pubblicazione su un giornale online di una telefonata intercettata nell'ambito dell'inchiesta sul G8 della procura di Perugia.

Il 25 gennaio dell'anno scorso il pm Picuti aveva acquisito la telefonata nel processo e Bertolaso, già chiamato come testimone dell'accusa, era diventato un indagato in procedimento connesso.

L'INTERCETTAZIONE E LA DIFESA


Nella registrazione audio si sente l'ex sottosegretario affermare all'assessore di voler convocare la riunione per un'operazione mediatica con cui tranquillizzare la gente.

Bertolaso, infatti, dice che la riunione "non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma perché vogliamo tranquillizzare la gente" e, in un passaggio successivo, parlando degli esperti, rincara: "li faccio venire all’Aquila o da te o in prefettura, decidete voi tanto a me non frega niente, di modo che è più un’operazione mediatica, hai capito?".

Interrogato su queste frasi in aula all'Aquila il 15 febbraio 2012, Bertolaso ha chiarito che "intendevo un'operazione da fare attraverso i media per informare la popolazione su quello che stava accadendo, non era intesa in senso negativo o dispregiativo", mentre la rassicurazione la voleva "non sul fatto che non ci sarebbero state mai scosse, ma sul fatto che i terremoti non si possono prevedere, c'è uno sciame, lo stiamo seguendo, c'è uno stato d'attenzione e più di questo non si può fare".

Dichiarazioni che, assieme agli accertamenti, hanno indotto Picuti a chiedere l'archiviazione.

LE REAZIONI


STATI: ''FELICE PER RICHIESTA ARCHIVIAZIONE MA RESTA LA TRAGEDIA''

"Ho saputo ora della richiesta di archiviazione nei miei confronti. Ringrazio il pubblico ministero che attentamente ha guardato le carte, sono più serena anche se c'è ben poco da festeggiare".

Felice ma pacata la reazione del consigliere regionale ed ex assessore alla Protezione civile all'epoca del sisma Daniela Stati, per la quale la procura della Repubblica dell'Aquila ha chiesto l'archiviazione in relazione al processo "Grandi rischi bis".

La Stati viene raggiunta telefonicamente da AbruzzoWeb dopo aver appena appreso la notizia dal suo avvocato Roberto Verdecchia, "l'ho saputo in questo secondo e la prima reazione è sempre la più vera", afferma.

"Si è fatta chiarezza e ben venga, ma dietro c'è comunque la grande tragedia del 6 aprile 2009", aggiunge.

Sulle motivazioni della sentenza di primo grado del giudice Marco Billi l'ex assessore spiega che "non le ho lette tutte, non entro nel merito perché non è il mio compito. Mi sono preoccupata della mia vicenda, quella di una donna ferita e mortificata nel contesto di una grande tragedia".

Quanto alla riunione Cgr del 31 marzo 2009, "quello che è successo lo sapete bene, c'era un secondo verbale della riunione e se lo portano sulla coscienza, mentre io sono stata l'unica persona che chiedeva di continuo agli esperti 'ditemi che posso dire alla stampa'".

L'AVVOCATO DI BERTOLASO: "FINALMENTE ATTO DI GIUSTIZIA"

"Finalmente un atto di giustizia nei confronti di Guido Bertolaso". Così l'avvocato Filippo Dinacci, legale dell'ex capo della protezione civile nazionale, sulla richiesta di archiviazione presentata al Gip del tribunale dell'Aquila dal pm Fabio Picuti nei confronti del suo assistito e dell'ex assessore regionale alla protezione civile Daniela Stati.

I due sono indagati in un filone parallelo a quello che ha portato alla condanna in primo grado a sei anni di carcere con l'accusa di omicidio colposo e disastro colposo dei sette componenti della commissione Grandi rischi per aver dato false rassicurazioni al termine della riunione che si svolse all'Aquila il 31 marzo del 2009, a cinque giorni dal tragico terremoto che causò la morte di 309 persone.

L'avvocato è in prima linea anche nel processo alla Cgr visto che difende l'ex vice capo della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis.

"Ritengo doverosa che sia fatta giustizia, come nel caso di Bertolaso, anche sui componenti della commissione Grandi rischi", ha spiegato il legale che sta lavorando all'appello alla sentenza di primo grado.

Bertolaso non sa ancora della richiesta di archiviazione, sulla quale comunque si deve pronunciare il gip, visto che è in aereo per raggiungere un altro continente nell'ambito del suo impegno nella fondazione Luigi Berlusconi.

In riferimento ai passaggi delle motivazioni della sentenza di primo grado alla Cgr che riguardano Bertolaso, Dinacci ha chiarito che si tratta di due passaggi "contraddittori, come in una diversa prospettiva".

"In uno il giudice Billi indica dettagliatamente il fatto che chiaramente Bertolaso parla di operazione mediatica nel senso di volontà di informare la popolazione della situazione in atto - spiega Dinacci - Nel'altro passaggio c'è una frase criptica nella quale si lascerebbe intendere che l'operazione mediatica sarebbe stata orchestrata da Bertolaso. In una pagina si spiega chiaramente la posizione del mio assistito, nell'altra affermazione veloce, a mio avviso al giudice è sfuggita la penna, si dice il contrario".



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30 Gennaio 2013 - 12:13 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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