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GIORGIO ZECCA: LA PASSIONE PER AEREI E MOTORI
DALLA CONCESSIONARIA ALL'ELICOTTERO YOYO

Pubblicazione: 20 luglio 2013 alle ore 08:02

Giorgio Zecca
di

L’AQUILA - Che vadano su strada o volino in cielo, che siano macchine o aerei, la passione è egualmente ardente.

L’amore per i motori, Giorgio Zecca lo ha scoperto sin da quando era ragazzino, quando non avrebbe mai immaginato che un giorno avrebbe aperto un concessionario d’auto e poi un’azienda che costruisce elicotteri ultraleggeri, oltre a una scuola di volo.

Quando c’è stato il boom dell’Alfa 33, negli anni ’80, tutti gli aquilani si sono rivolti sicuramente da lui, titolare insieme al fratello e all'ex assessore comunale Corrado Ruggeri della concessionaria “Zecca e Ruggeri”, chiusa poi nel ’97.

L’amore per il volo è arrivato dopo e lo ha portato a diventare istruttore, poi è nata la società di realizzazione di velivoli che ha sede nei pressi dell’aeroporto dei Parchi a Preturo.

Qui nasce l’elicottero ultraleggero a due posti Yoyo, molto richiesto sia dal mercato italiano sia estero.

La passione per le auto si è concretizzata nella concessionaria aperta all’Aquila nel 1983...
 
Prima di aprirla ero un salonista generico. Dall’83 al ’97 insieme ai due soci abbiamo tenuto aperta la concessionaria Alfa Romeo. Le cose sono andate bene per un po’, poi sono iniziati gli alti e bassi, l’Alfa non si stava rinnovando e abbiamo deciso di chiudere. Avevamo un’ampia gamma di offerta, andavamo dalle auto con cilindrata 1.100 fino a 3.000.

Qual era la macchina che andava per la maggiore all’Aquila in quegli anni?

Sicuramente l’Alfa 33 era la preferita degli aquilani, ed è andata moltissimo fino ai primi anni ’90. È il modello che è poi diventato 145 e 146.

L’amore per gli aerei invece quando è nato?

Diciamo che c’è sempre stato. Dal ’90 ho aperto un’officina aeronautica certificata dall’Enac che ho tenuto fino al 2004. Ho poi chiuso l’attività per dedicarmi alla costruzione di elicotteri ultraleggeri, dando vita alla società attualmente gestita da mio figlio Davide. Oggi la mi passione è meno lavoro e più divertimento: sono istruttore di volo a Roma, Terracina e Ancora, per il resto faccio il pensionato.

L’elicottero Yoyo che particolarità ha?

Innanzitutto il nome richiama il giochino per bambini, un nome scelto da me proprio per questo parallelismo tra l’andare sopra e sotto dello yoyo e dell’elicottero.

Ne abbiamo messi a punto 3 modelli, quello “Standard” “Gts” ed “Excel”.

La vostra azienda come tiene botta alla crisi economica?

Come tutte le realtà, anche noi siamo in sofferenza. I nostri velivoli hanno comunque molto mercato, sono richiesti sia in Italia che all’estero.



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