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L'ASSEMBLEA DEI CRONISTI ESPRIME ''PROFONDO DISAGIO E PREOCCUPAZIONE''

FRATTURE INSANABILI TRA LA REDAZIONE
E DI NICOLA ALLA BASE DELL'ADDIO AL CENTRO

Pubblicazione: 06 novembre 2017 alle ore 07:00

Primo Di Nicola

PESCARA - Differenza di vedute, sempre più netta, con la redazione giornalistica in merito alle scelte editoriali e all’organizzazione del lavoro.

È questa una delle principali cause alla base delle dimissioni dalla direzione del quotidiano Il Centro presentate venerdì scorso da Primo Di Nicola, ex giornalista dell’Espresso e del Fatto quotidiano.

Il clamoroso divorzio tra il professionista di caratura nazionale di origini abruzzesi è maturato nonostante il contratto scadesse a fine 2018: al suo posto, con un incarico pro-tempore, Piero Anchino, fino a venerdì caporedattore, giornalista che ha condotto tutta la sua carriera con il quotidiano abruzzese, fondato nel 1986.

Di Nicola è stato il primo direttore del nuovo corso del Centro: infatti, oltre un anno fa c’è stato il passaggio della proprietà dal gruppo Finegil-L’Espresso a un nuovo sodalizio, costituito da una cordata di imprenditori abruzzesi, tra cui Luigi Pierangeli, a capo di un gruppo impegnato nella sanità privata.

Una prova evidente dei contrasti e delle tensioni con gran parte della redazione sta nel documento dell’assemblea dei redattori del Centro svolta verso la fine di settembre, che AbruzzoWeb ha consultato, approvato con 27 sì e 2 voti contrari sui 31 aventi diritto.

Un risultato da interpretare chiaramente come una bocciatura della linea del direttore. Eloquente, in tal senso, un passaggio del documento inviato al presidente della Spa, Alberto Leonardis, dello stesso direttore e dei giornalisti.

“L’assemblea dei redattori del Centro esprime profondo disagio e preoccupazione per le condizioni in cui si è costretti a lavorare, dovendo ogni giorno fronteggiare le richieste, eccessive in base alle forze in campo, e dovendo fare i conti con una serie di difficoltà (ferie da smaltire lavoratori rispetto dei master)”, si legge.

“Dopo aver chiesto invano alla direzione di allentare la pressione sulla redazione e, rivendicando forza, impegno, la professionalità e lo spirito di sacrificio di cui si dà prova quotidianamente - prosegue - l’assemblea ricorda che è indispensabile il rispetto degli orari di lavoro, così come da contratto collettivo nazionale”.

In quel documento si chiedono anche all’azienda notizie sul piano di rilancio e di promozione “che avrebbe dovuto accompagnare l’insediamento di questa proprietà, come più volte promesso negli ultimi mesi”, oltre all’istanza di rivedere la questione degli oltre 100 collaboratori del giornale, vicenda esplosa nei mesi scorsi per il taglio di compensi.

“Se si vuole garantire la tenuta del giornale, leader in Abruzzo, vanno rivisti il budget e il sistema di calcolo dei compensi dei collaboratori, figure indispensabili per assicurare la capillarità dell’informazione sul territorio”, prosegue.

L’assemblea ha dato mandato al comitato di redazione “di chiedere un incontro urgente con tutti i rappresentanti del Consiglio di amministrazione del Centro Spa”, minacciando infine “in mancanza di chiarimenti esaurienti al fine di tutelare la competitività de Il Centro sul mercato e vista l’assenza di risposta alla nota di agosto, ricordando che è in vigore uno stato di agitazione”, un pacchetto “di cinque giorni di sciopero, il primo da attuare entro la fine di settembre”. Una misura poi revocata.

Da allora la situazione non sarebbe cambiata: anzi, secondo quanto si è appreso, in più di una riunione del Cda i tentativi di mediazione sarebbero stati caratterizzati da momenti di tensione.

A quel punto anche l’azienda avrebbe preso atto. Le dimissioni hanno fatto rapidamente il giro degli ambienti di riferimento in Abruzzo e anche in campo nazionale.

A livello pubblico l’unica reazione è stata una nota del Movimento 5 stelle con deputati e consiglieri regionali che parlano di “grave perdita per il giornalismo abruzzese” e vagheggiano il sospetto di “pressioni politiche o ingerenze istituzionali”.

L’ormai ex direttore, per ora, tace. Mentre l’azienda ringrazia per l’operato. Intanto, martedì si riunirà l’assemblea dei giornalisti per il gradimento alla nuova nomina. (b.s.)

IL DOCUMENTO DELL’ASSEMBLEA DEI REDATTORI: “PROFONDO DISAGIO”

Al presidente del centro Spa, Alberto Leonardis
Al direttore responsabile Primo Di Nicola
A tutti i colleghi

L’assemblea dei redattori de Il Centro esprime profondo disagio e preoccupazione per le condizioni in cui si è costretti a lavorare, dovendo ogni giorno fronteggiare le richieste - eccessive in base alle forze in campo - e dovendo fare i conti con una serie di difficoltà (ferie da smaltire lavoratori rispetto dei master).

Dopo aver chiesto invano alla direzione di allentare la pressione sulla redazione e, rivendicando forza, impegno, la professionalità e lo spirito di sacrificio di cui si dà prova quotidianamente, l’assemblea ricorda che è indispensabile il rispetto degli orari di lavoro, così come da contratto collettivo nazionale.

In questi mesi e in questi anni la redazione non si è mai sottratta al lavoro e non intende farlo adesso, che sia ben chiaro. Ma è innegabile che le attuali condizioni rendono difficoltoso il confezionamento di prodotto. In questi mesi abbiamo assistito al depotenziamento tecnologico del sito, all’impoverimento dell’archivio fotografico, all’eliminazione del settore impaginato, e a un’organizzazione approssimativa del lavoro (vedi assenza di ordini di servizio).

Il tema delle ferie non può essere sottovalutato. L’assemblea ritiene che sia interesse dei singoli giornalisti e della stessa azienda arrivare a smaltirle al massimo entro la fine dell’anno. Tutto ciò restando sempre in attesa del piano di rilancio e di promozione che avrebbe dovuto accompagnare l’insediamento di questa proprietà, come più volte promesso negli ultimi mesi. Se si vuole garantire la tenuta del giornale, leader in Abruzzo, vanno rivisti il budget e il sistema di calcolo dei compensi dei collaboratori, figure indispensabili per assicurare la capillarità dell’informazione sul territorio.

Si chiede la trasformazione del contratto da tempo determinato a indeterminato, della collega in forza alla redazione di Chieti. Per eventuali richieste di assunzioni o sostituzioni rimane imprescindibile attingere alle professionalità maturate nell’orbita de Il Centro (e non fuori), come da accordi firmati nella trattativa di Roma.

Per questi motivi, l’assemblea dà mandato al Cdr di chiedere un incontro urgente con tutti i rappresentanti del consiglio di amministrazione del centro Spa. Infine in mancanza di chiarimenti esaurienti al fine di tutelare la competitività de Il Centro sul mercato e vista l’assenza di risposta alla nota di agosto, ricordando che è in vigore uno stato di agitazione, l’assemblea assegna al Cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero, il primo da attuare entro la fine di settembre.

Il presente documento è stato votato dall’assemblea.
Aventi diritto al voto 31
Votanti 29
Voti favorevoli 27
Voti contrari 2

LE REAZIONI

CINQUE STELLE: “GRAVE PERDITA PER IL GIORNALISMO”

“Le inaspettate dimissioni di Primo Di Nicola dalla direzione del principale quotidiano della nostra regione, dopo solo circa un anno, sono una grave perdita per il giornalismo abruzzese considerando l’autorevolezza professionale di Di Nicola e i risultati raggiunti dal quotidiano abruzzese nell’ultimo anno, sia in termini di credibilità giornalistica che di vendite”.

Lo affermano in una nota i deputati Gianluca Vacca e Daniele Del Grosso e il consigliere regionale Domenico Pettinari.

“Ci auguriamo che dietro le dimissioni non ci siano pressioni politiche o ingerenze istituzionali da parte di un potere arrogante e allergico a una stampa libera e indipendente”, proseguono.

“Per questo non possiamo che augurare buon lavoro al nuovo direttore Anchino, con l’augurio che possa continuare nel solco tracciato dal dimissionario direttore - concludono - per ridare credibilità a un giornalismo locale che, al pari di quello nazionale, è stato troppo spesso cagnolino del potere, invece di esserne cane da guardia”.



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