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CHIETI - "Per tanti anni la meritocrazia in Italia è stata negletta. Oggi ne parlano tutti e, allo stesso tempo, se ne avverte assoluto bisogno in tutti i settori della società. Tuttavia, meritocrazia implica, comunque, una competizione che deve arrivare a premiare i migliori, nella scuola, come nel mondo del lavoro. L'uguaglianza che va perseguita, però, è quella che garantisce a tutti pari opportunità di crescita culturale e di futuro inserimento professionale non quella che tende a livellare verso il basso il profilo didattico degli studenti".
Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, intervenuto a Chieti al convegno-dibattito con lo scrittore Roger Abravanel sul tema "Cosa può fare la scuola per rilanciare la meritocrazia e le regole nel nostro Paese", ha parlato, di fronte ad una platea composta da quasi mille studenti delle scuole superiori della provincia di Chieti, di "un sistema scolastico che può e deve essere migliorato ma la verità che bisogna dire ai ragazzi è che chi si impegna di più, chi studia di più, alla fine avrà le migliori soddisfazioni nella vita”.
“Quindi - ha detto Chiodi - non è corretto attribuire le colpe di una inadeguata preparazione alla società moderna, alla società consumistica. Bisognerebbe sapere che ognuno è responsabile del proprio destino e l'invito che faccio ai giovani è quello di chiedere ai politici di non cedere alle pressioni di chi vorrebbe che venissero conservati privilegi e rendite di posizione”.
“Solo così - ha sottolineato il presidente della Regione - potremmo sperare di avere un Abruzzo più forte e più giusto".
Secondo Chiodi, Roger Abravanel, tra l'altro, autore di due saggi significativi come "Meritocrazia: Quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese più ricco e più giusto," e "Regole", è uno dei maggiori teorici di questo "cambiamento culturale che va promosso per il bene del Paese".
"Un cambio di mentalità - ha aggiunto il Presidente - che se è difficile introdurre nel mondo della scuola, è ancora più difficile che venga assorbito in politica, così come nel settore pubblico ma anche in quello privato”.
“Infatti, in Italia - ha detto Chiodi - c'è stato finora un capitalismo protetto, un capitalismo assistito e a causa di ciò la libera concorrenza non si è potuta dispiegare in modo compiuto. Così come in Abruzzo, la classe dirigente in senso lato, non solo quella politica, ha cercato ed ottenuto il consenso distribuendo un reddito che non c'era ed ora le generazioni successive si ritrovano sulle spalle un debito enorme".
Al termine dell'evento organizzato dalla Provincia di Chieti in collaborazione con l'Ipsia "U.Pomilio" di Chieti Scalo, sono stati assegnati dei riconoscimenti agli ex direttori scolastici regionali, Nino Santilli e Carlo Petracca, e all'ex Provveditore agli Studi di Chieti e Pescara, Sandro Santilli.
18 Novembre 2010 - 18:12 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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