FONDI RICOSTRUZIONE: ROMANO, ''BIONDI NON HA PROTETTO STANZIAMENTI''

Pubblicazione: 13 aprile 2019 alle ore 16:37

Paolo Romano

L'AQUILA - "Biondi urla contro il Governo, ma chi non ha protetto gli stanziamenti assegnati a L’Aquila con il decreto Legge 43/2013 è proprio lui; in quel testo normativo, infatti, erano previsti circa 200 milioni di euro annui fino al 2019 che il precedente sindaco si era conquistato con una forte battaglia politica culminata con la riconsegna della fascia da primo cittadino al Capo dello Stato". 

È quanto si legge in una nota di Paolo Romano, capogruppo de Il Passo Possibile, commentando le parole del sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, che sui fondi della ricostruzione del sisma ha denunciato che "il decreto cosiddetto Sblocca cantieri distoglie 65 milioni risorse destinate al cratere sismico del terremoto del 2009 per utilizzarle in altri territori italiani colpiti da calamità naturali".

"Oggi il Governo decide che ben 65 milioni di euro di quel plafond siano dirottati su altri territori colpiti da calamità e la spiegazione dovrebbe fornircela Biondi stesso in qualità di ex assessore alla ricostruzione privata; la verità è che se il tiraggio finanziario della ricostruzione del capoluogo è in continua decrescita, si può procedere alla rimodulazione delle somme stanziate per L’Aquila su altri territori, nel caso di specie le province di Campobasso e Catania. L’art. 7bis del Dl 43 recita infatti: ‘le risorse sono assegnate ai Comuni interessati previa presentazione del monitoraggio sullo stato di utilizzo delle risorse allo scopo finalizzato’", aggiunge.

"Forse il sindaco pensava che il Governo avrebbe abboccato all’ultima conferenza stampa dai toni trionfalistici fatta in accordo con Usra, ma basta dare un’occhiata allo storico degli elenchi contributo per capire quanto la ricostruzione privata annaspi: il totale del 2016 è pari a circa 462,6milioni, quello del 2017 si attesta a circa 323milioni (di cui oltre 200milioni afferenti ancora alla giunta Cialente), mentre l’annualità 2018 solo a circa 303,7 milioni. Il calo costante si evince ancora di più se paragoniamo i primi tre mesi del 2018 con i medesimi del 2019; vediamo infatti che si passa da circa 95 milioni ai soli 68 milioni di quest’anno", prosegue.

"La preoccupazione è tanta e non risiede solo nella difficile situazione della ricostruzione privata, ma anche nella completa stasi dei progetti pubblici della città (progetto unitario di Porta Barete, di viale della Croce Rossa, di Porta Leoni, Sede Unica Comunale) che subiranno lo stesso criterio di rimodulazione, se non addirittura di cancellazione, delle somme previste e stanziate nelle Cipe", conclude. 



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