FONDI PER AZIENDE NUOVO CRATERE SISMICO,
LA LEGGE SPIEGATA PUNTO PER PUNTO

Pubblicazione: 11 settembre 2017 alle ore 07:00

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TERAMO - Tirare la cinghia e risparmiare soldi dei contribuenti per le spese della politica, fa bene anche ai terremotati abruzzesi.

La legge regionale 49 del 30 agosto 2017, appena pubblicata su Bollettino ufficiale, che prevede aiuti alle piccole aziende terremotate è stata infatti finanziata con 300 mila euro, che sono parte dei risparmi da 900 mila euro sul funzionamento del Consiglio regionale, solo nel 2016.

A beneficiarne, per un massimo di 15 mila euro ciascuna, saranno le piccole aziende con massimo 4 dipendenti dei 21 comuni abruzzesi colpiti dai terremoti del 2016 e 2017, per un massimo di 15 mila euro ciscuna. 

Tagliare i costi della politica, al di là delle facili demagogie “pauperistiche”, può essere determinante per trovare preziose risorse, in tempi di ristrettezze di bilancio.

Bisogna infatti sapere che il Consiglio regionale nel 2008 spendeva la bella cifra di 33,5 milioni di euro l’anno.

Poi sono arrivate le norme della spending review, in buona parte imposte dal governo. E nel 2016 la spesa è scesa a 24,5 milioni. Si prevede che nel 2019 arriverà ancora più in basso, attestandosi sui 23 milioni di euro.

Determinante è stata la riduzione del numero dei consiglieri regionali e dunque delle spese per il funzionamento dei gruppi, il taglio netto alle spese di rappresentanza e per le forniture.

Un altro taglio netto è stato dato anche ai fondi della cultura, che in attesa dell’applicazione della riforma di settore continuano ad essere distribuiti ad enti e associazioni in modo discrezionale a fine anno, in occasione della legge di Bilancio, con i consiglieri che fanno a gara a favorire i loro territori e potenziali elettori.

Almeno ora, però, la distribuzione dei 'pani e dei pesci' costa molto meno alle tasche degli abruzzesi: nel 2008, ai tempi d’oro per presidente del Consiglio regionale Marino Roselli i fondi erano di 900 mila euro, ora sono appena 126 mila.

La legge 49, di iniziativa dell'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, è stata una delle poche approvate all’unanimità, votata in aula anche dal Movimento 5 Stelle, di solito sulle barricate.

A spingere per un provvedimento del genere è stato per primo il vice presidente vicario del Consiglio regionale Paolo Gatti, di Forza Italia e teramano, proveniente cioè dall’area maggiormente colpita dagli ultimi eventi sismici.

Un' idea però subito sposata dal presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, Partito democratico, dal vicepresidente Lucrezio Paolini, Italia dei valori e dai consiglieri segretari Alessio Monaco, Regione Facile e Giorgio D'Ignazio, Nuovo centrodestra.

Con il tesoretto di 900 mila euro sarà possibile finanziare anche il fondo per le buonuscita dei dipendenti del consiglio regionale che nel 2008 era a zero e in prospettiva una legge a sostegno per le fasce deboli della popolazione, che però ancora non vede la luce e di cui non è stata predisposta una bozza.

Si potrebbe obiettare che 300 mila euro non sono una grande cifra, tenuto conto dei potenziali beneficiari.

Se si erogasse il massimo dei contributi possibili di 15 mila euro solo una ventina di aziende otterrà delle risposte, ma nulla vieta, ora che c’è la legge, di rifinanziarla con i futuri e certi risparmi del funzionamento del Consiglio e anche con altre coperture.

LA LEGGE PUNTO PER PUNTO

Potranno beneficiare dei contributi le imprese fino a 4 dipendenti che sono attive prima del 18 gennaio 2017 e che rientrano nell’elenco dei 21 comuni del cratere sismico, colpiti dai terremoti del 25 agosto 2016, del 26 e 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio.

Sono escluse però le aziende operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell'acqua cultura per le quali sono previste altre misure, comprese quelle del Piano di sviluppo rurale (Psr)

Ad essere ammessi a contributo i "costi di gestione" e le "spese di investimento", già effettuate dal 1° gennaio 2017, o ancora da effettuare, ma non oltre il 31 dicembre 2017.

Il contributo per i costi di gestione non può superare il 50 per cento delle spese documentate, nel limite massimo di 5 mila euro. Mentre il contributo per le spese di investimento non può superare il 30 per cento, con limiti massimo di 10 mila euro.

Una singola azienda può accedere ad entrambe le tipologie di contributo, per un massimo di 15 mila euro.

Vale però la soglia imposta dall’Unione europea del "de minimis": un beneficiario non potrà cioè accedere a questo contributo se dovesse sforare la soglia massima di 200 mila euro di aiuti pubblici complessivi ottenuti negli ultimi tre anni.

Per "costi di gestione" si intende ad esempio l’acquisto di merci, materie prime, semilavorati, le utenze, le spese di trasloco, i canoni di locazione, le spese di amministrazione generale.

Non sono invece ammessi i costi del personale, le spese legali, le tasse e i contributi, i premi assicurativi Inail.

Per "spese di investimento" si intende l’acquisto di macchinari, di arredi, impianti e attrezzature, le spese per le ristrutturazioni edili, per software e brevetti. Spese già effettuate, dal 1° gennaio 2017, o da effettuare entro il 31 dicembre prossimo.

Per quel che riguarda i costi di gestione, l’erogazione del contributo avverrà al 100 per cento, per le spese già sostenute e documentate.

Per le spese di investimento, sarà erogata subito una somma pari al 70 per cento del totale, ma coperta da polizza fideiussoria, e il restante 30 per cento a consuntivo.

I beni acquistati non potranno essere venduti o noleggiati i per tre anni. Le domande di contributo andranno recapitate al Consiglio regionale entro e non oltre il 31 dicembre, con scadenze intermedie il 31 ottobre e il 30 novembre.

A valutarle sarà una commissione interna composta da tre dipendenti, della direzione attività amministrava del Consiglio regionale.

Tra i criteri di valutazione, come ovvio, la completezza e la veridicità della documentazione, in primis delle copie delle fatture e dei documenti fiscali che provano le spese effettuate, quietanziate attraverso la dichiarazione dei fornitori.

Faranno punteggio il numero dei dipendenti, che come detto non possono essere però superiori a 4, l'analisi degli effetti dei contributi sull'impresa e l'impatto sociale ed economico sull'area colpita dal sisma.

I COMUNI BENEFICIARI

Provincia di Teramo
Teramo, Campli, Castelli, Civitella del Tronto, Torricella Sicura, Tossicia, Rocca Santa Maria, Valle Castellana
Cortino, Crognaleto, Montorio al Vomano, Castel Castagna
Colledara,Isola del Gran Sasso, Pietracamela e Fano Adriano.

Provincia dell’Aquila
Campotosto, Capitignano, Montereale, Barete, Cagnano aminterno, Pizzoli

Provincia di Pescara
Farindola

 



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