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TANTA GENTE COMMOSSA AL FUNERALE DEL 48ENNE IMPRENDITORE CHE LASCIA UNA MOGLIE E UNA BIMBA PICCOLA. TRA GLI AMICI, L’ATTORE RAOUL BOVA E SUA MOGLIE. DON MEDINA, ''MORTE NON E' FINE DI TUTTO MA INIZIO DI VITA IN DIO''

FOLLA IN LACRIME PER L'ULTIMO SALUTO A IOANNUCCI, ''UNO DEI NOSTRI FIGLI MIGLIORI''

Pubblicazione: 28 aprile 2019 alle ore 00:15

PIZZOLI - Un fiume di gente in lacrime e un lungo applauso accompagnato dalle note di Up where we belong di Joe Cocker: è stato accolto così il 48enne imprenditore Giuseppe Ioannucci nell’ultimo saluto che si è consumato nella chiesa di Santo Stefano. nel comune aquilano di Pizzoli. 

Ioannucci, sportivo ed appassionato di montagna, è scomparso il 25 aprile scorso proprio nel "suo" massiccio, il Gran Sasso, per un malore improvviso e inatteso, gettando nel dolore e nell’incredulità, parenti, amici ed una intera comunità che hanno vissuto i questa morte come un’autentica tragedia. 

Nel rito funebre c’è stata l’ultima, grande, dimostrazione di affetto e stima nei confonti di un uomo che nel corso della sua vita si è fatto ben volere da tutti lasciando in maniera tangibile “un segno di bontà e disponibilità verso gli altri”.

In mezzo alla folla che ha gremito il luogo sacro e gli ampi spazi all'esterno erano presenti anche Raoul Bova, il noto attore italiano, e la sua compagna Rocío Muñoz Morales, amici di famiglia che, particolarmente commossi, hanno abbracciato a lungo Sara, la inconsolabile moglie dell’imprenditore che lascia una bimba di quattro anni.  

“Oggi per ognuno di noi è un grande lutto, la nostra comunità ha perso in Giuseppe uno dei suoi figli migliori e più cari, una persona che abbiamo teneramente e sinceramente amato riconoscendo una sana e sincera amicizia", le parole pronunciate con commozione e delicatezza durante l’omelia da don Mauro Medina, parroco di Marruci, frazione di Pizzoli, dove Ioannucci viveva con la sua famiglia. 

Il sacerdote, da trent'anni vicino alla nota e stimata famiglia Ioannucci, conosceva bene Giuseppe: i suoi pensieri hanno suggellato il grande affetto e la grande stima che una intera comunità nutrivano nei confonti dello sfortunato imprenditore che insieme ai fratelli Domemico e Christian gestiva un’autodemolizione, all’avanguardia e punto di riferimento anche fuori dai confini regionali, nella frazione aquilana di San Vittorino. 

Ad officiare il rito funebre insieme a don Medina, i parroci di Pizzoli, Claudio Tracanna, della frazione di Arischia, don Tito Ezenymulu, del comune aquilano di Barete, Daniel Rosu, e il cappellano dell’ospedale "San Salvatore" dell’Aquila, padre Luciano Antonelli.

Don Medina ha richiamato al significato più profondo della Fede per dare un senso ad una tragedia inspiegabile: “Oggi la tristezza investe i nostri cuori, facciamo fatica ad accettare la morte, non riusciamo a comprendere, ma dobbiamo avere Fede e fiducia nel Signore – ha spiegato il sacerdote -. Il Signore prepara per ognuno di noi un luogo di pace e serenità dove continuare a vivere in una nuova dimensione nella Fede di Dio”. 

Poi, rivolgendosi al Signore, don Medina ha spiegato: “ti ringraziamo per avercelo dato, non ti biasimiamo di avercelo tolto, è un arrivederci nella patria di Dio non un addio. La morte non è la fine di tutto ma l’inizio di una nuova vita in Dio. Così è più facile accettare la croce e la sofferenza più terribile di questa tragedia, chiediamo per Giuseppe la ricompensa piena per tutti gli sforzi compiuti per ognuno di noi, ognuno custodisce un ricordo caro e dolce di questo fratello”. 

Il parroco ha voluto anche parlare alla famiglia, in particolare alla mamma Ivana, alla moglie, ai due fratelli e ai nipoti: “la folla straripante arrivata per salutare Giuseppe dimostra quale persona è stata. Abbiamo perso un uomo caro, noi un amico, la famiglia una persona preziosa, speciale, la moglie il suo insostituibile consorte, la piccola Michelle il suo affettuso papà. Tutto questo ci intristisce, ma dobbiamo avere fiducia nell'aiuto dello stesso Giuseppe che non abbandonerà i suoi cari in questo stato di profonda prostrazione. Giuseppe se ne è improvvisamente andato tra le sue montagne. Giuseppe continuerà a vegliare i suoi cari, non abdandonerà il suo sangue e la sua carne. Il suo ricordo sarà smpre vivo tra quelli che lo hanno amato e conosciuto”. 

Nei confonti dell’imprenditore anche toccanti ricordi della sua intensa vita: “Abbiamo sempre visto in lui fin da piccolo il bravo ragazzo, dedito a tante attività, la caccia, gli alpini, le montagne – ha spiegato don Medina -. Era innamorato della sua vita e in particolare della sua famiglia. Ricordo come se fosse oggi suo padre enrico, che trenta anni fa, se n’è andato lasciando sulle spalle della moglie e dei figli, un enorme carico di responsabilità. E così quella piccola cosa fatta da Enrico è stata trasformata in una grande ed apprezzata attività conosciuta in tutta Italia, grazie a Giuseppe e ai fratelli, lui non si risparmiava mai, lavorava per quattro, andava orgoglioso di quello che aveva costruito. Ciao Giuspeppe, con grande affetto il paese, la tua comunità ti abbracciano nel tuo ultimo viaggio affinchè Dio ti accolga e ti benedica per l'eternità”. 

Al termine della funzione, un amico ha dedicato all’imprenditore un pensiero nel quale è stato sottolineato il ringraziamento “per il grande amore e il grande cuore che ci hai regalto, ti diciamo grazie”. 



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