Pescara, 21 lug. - In Abruzzo ammonta a 1,955 miliardi di euro all'anno l'imponibile evaso a causa del lavoro nero, con una media di 743 euro per abitante. E' questa la stima elaborata dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre sugli effetti del lavoro nero. Su scala nazionale l'evasione è di quasi 100 miliardi, con un mancato introito, per lo Stato, di oltre 48 miliardi di euro di mancate imposte e contributi, pari a 840 euro a persona. Tra le prime regioni nella classifica delle meno virtuose ci sono la Campania (12,904 miliardi), la Sicilia (12,243), il Lazio (10,333), e la Lombardia (10,350).
"Di fronte a questi dati - sottolinea il segretario dell'associazione artigiana mestrina, Giuseppe Bortolussi - il Governo Prodi dovrebbe intervenire in maniera incisiva su questa grave piaga sociale e d economica. Invece, si fa ancora troppo poco per combattere il sommerso, mentre si tende ad inasprire la pressione fiscale su quegli operatori economici che già sono conosciuti al fisco".
"Visto che l'aliquota contributiva complessiva di un lavoratore dipendente è di circa il 35% - conclude Bortolussi - basterebbe recuperare in un anno poco più del 3% dell'evasione contributiva che stimiamo essere di circa 29 miliardi di euro, per coprire i mancati risparmi previsti dalla nuova riforma pensionistica che ci costerà circa 1 miliardo di euro all'anno da qui al 2017".
23 Luglio 2007 - 00:00 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
|