• Abruzzoweb sponsor

BUFERA SU EVENTO CLOU DECENNALE SISMA L’AQUILA. PRESIDENTE TSA: ''TUTTO FERMO, ORA E' A RISCHIO'', ''COSTI CONGRUI, IN CITTA' DECINE DI GRANDI NOMI, E INDOTTO ECONOMICO''; SINDACO RIBADISCE, ''RIPROGRAMMARE, SENZA PERDERE SOLDI''

FESTIVAL INCONTRI: BIONDI LO ARCHIVIA,
DE SIMONE ''L'AQUILA PERDE FONDI''

Pubblicazione: 20 settembre 2019 alle ore 07:34

di

L'AQUILA - "L'Aquila, a questo punto, rischia seriamente di perdere un festival di livello nazionale, che avrebbe portato grandi nomi della cultura, della musica, e dello spettacolo, creando uno straordinario indotto, per tutte le attività economiche, per di più in un periodo di bassa stagione turistica".

L'allarme, ai limiti della resa, arriva da Annalisa De Simone, presidente del Teatro stabile d'Abruzzo, ideatrice  del Festival degli incontri, in programma, ma a questo punto il condizionale è d'obbligo, dal 10 al 13 ottobre  nel capoluogo abruzzese.

Finanziato dal Ministero dei Beni culturali con 700 mila euro dei fondi per le celebrazioni del decennale del sisma.

Evento difeso a spada tratta da De Simone, oramai a forte rischio, ad appena tre settimane dall'inizio, e con la macchina organizzativa paralizzata, dopo la bufera di polemiche sollevate dal sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, di Fratelli d'Italia, che lo ha bollato, in rappresentanza del Comune, che riveste il ruolo di coordinatore dell'evento, come "un luna park della sinistra", per la partecipazione in particolare di personaggi quali lo scrittore e sceneggiatore della celebre serie Gomorra, Roberto Saviano, e il fumettista cult Zerocalcare, apertamente schierati politicamente, e dunque "divisivi". 

Agli annali la conferenza stampa di fuoco, in cui Biondi, che ha tenuto per se la delega alla Cultura, ha lanciato bordate contro la direttrice artistica, Silvia Barbagallo, che lo aveva accusato di "censura politica".

E ancor di più il sindaco ha contestato il "programma fantasma"," ancora incompleto", a ridosso dell'inizio, il costo "stratosferico", il suo "c'entrare poco" con il decennale del sisma.

Contestando il fatto che  il programma e il bilancio di previsione non sono stati ancora presentati all'Istituzione sinfonica abruzzese (Isa), il soggetto attuatore del Festival, visto che non si conoscono nel dettaglio "i cachet degli artisti, non ci sono lettere d’incarico, preventivi sulla comunicazione, sul service e sul resto". 

Il sindaco ha poi inviato una nota al ministro per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini, affinché si proceda alla stipula di un nuovo accordo con il Ministero, per  riprogrammare il budget per un nuovo progetto, "realmente inclusivo e attrattivo per il territorio, attraverso le sue strutture e con la collaborazione delle istituzioni culturali cittadine titolari del fondo unico per lo spettacolo che, peraltro, si sono già dichiarate disponibili”.

Contattato da AbruzzoWeb il sindaco non ha risposto, in merito alle novità nella scottante vicenda, sul quotidiano il Centro ha comunque ribadito che è in attesa di un incontro con il ministro, e che per lui, in soldoni, sul festival ci si può mettere una pietra sopra, ribadendo che "i 700 mila euro non sono stati programmati per il Festival degli Incontri, ma per le attività culturali. L'accordo si può rivedere, quei soldi sono destinati comunque all'Aquila".

Il sindaco, insomma, sta facendo di tutto per rompere il meccanismo, fedele al suo slogan elettorale. 

E proprio questo gli contesta De Simone, spiegando che si rischia ora di mandare a monte tutto, senza alternative possibili, visto che ad essere stato finanziato è stato un suo progetto. Difeso implicitamente anche da Franceschini, che ha accusato di ingerenze indebite Biondi, sulla vicenda Saviano e Zerocalcare.

Insomma, a suo dire, la perdita dei fondi è ipotesi più che concreta, come pure quella della cancellazione dell'evento, visto che si è giocoforza fermata la macchina organizzativa, che da mesi sta lavorando, anche con ripetuti incontri al Comune, a cui hanno partecipato delegati del sindaco.

Non a caso De Simone parla del festival usando i verbi declinati al passato.

"Dopo quanto accaduto - si sfoga De Simone ad AbruzzoWeb - sono desolata per la città, in uno stato emotivo altalenante tra frustrazione e costernazione, per le reazioni muscolari che si sono verificate. Il mio obiettivo era solo di fare un festival, e farlo bene. In questo momento siamo in presenza di un accordo firmato, sottoscritto da Ministero e Comune dell'Aquila, accordo per cui il Comune avrebbe dovuto sbloccare i finanziamenti ricevuti dal Ministero, per farli confluire nelle casse dell'ente appaltante, che è I'Isa. Se non si onorano questi impegni, è chiaro che non si può andare avanti,  e il banco rischia di saltare,  con la perdita di un finanziamento così cospicuo, privando L'Aquila di questa manifestazione".

E per quanto riguarda il programma, De Simone tiene a precisare che, oltre a i contestati Saviano e Zerocalcare, è prevista la partecipazione di tanti grandi nomi, quali i cantanti Gino Paoli, Jovannotti, J-ax, Nina Zilli, Farbrizio Bosso, Caterina Caselli, Negramaro, il vincitore di Sanremo Mahmood, il compositore inglese Michael Nyman.

Tra gli scrittori, i premi Strega Walter Siti, Paolo Giordano e Melania Mazzucco, i premi Campiello Simona Vinci, e l'abruzzese Donatella Di Pietrantonio, lo psicologo Massimo Recalcati.

E ancora attori come Laura Morante, Iaia Forte, Fabrizio Gifuni, Nanni Moretti, Giulio Cavalli, Lino Guanciale, Lucia Mascino, Ascanio Celestini, Neri Marcorè, il fotografo Alessio Romenzi. 

E tanti altri, che si sarebbero dovuti annunciare in questi giorni con la conferenza stampa a L'Aquila e a Roma, presso il Ministero, ora in stand by, assieme a tutto il festival.

De Simone ricorda poi che al Festival lavorano da mesi, "molte persone, senza una garanzia di contratto, visto che il Comune non  sblocca i fondi. Personale dell'Isa, e dello staff della direttrice Barbagallo, composta da figure competenti e accreditate del settore".

All'accusa di essere un festival calato dall'alto, dagli ambienti "radical chic" - termine improprio, ma assai in voga - della sinistra romana, De Simone ricorda, che "solo per fare un esempio, era in programma un concerto dell'Isa in collaborazione con i Solisti aquilani e, inoltre, la Barbagallo era in contatto con il Teatro stabile, per accogliere due delle sei proposte avanzate a luglio dal direttore artistico Simone Cristicchi, con cui ci siamo riuniti a Roma nel mese di luglio. Era prevista in più la collaborazione con Maxxi L'Aquila per un progetto fotografico commissionato dalla Barbagallo al fotografo Romenzi, sui cittadini aquilani nati nel 2009".

Detto questo, prosegue De Simone, "l'impatto del festival di tale portata, nazionale, e non locale, non deve essere valutato in termini degli aquilani che lavorano direttamente al progetto, e comunque ce ne sono parecchi, bensì in termini di indotto reale, che una manifestazione concentrata nell'arco di quattro giorni, con eventi dalla mattina alla sera, avrebbe portato sul territorio. Pensiamo alle attività commerciali, alle strutture ricettive, per di più in bassa stagione, con una promozione su tutti i media nazionali".

A creare polemica resta il costo dell'evento, 700 mila euro, di cui, come ha rivelato Biondi, "132 mila euro ‘ruotano’ intorno alle attività del direttore artistico, 385 mila euro circa sono stati stanziati per l’ospitalità, 110 mila euro per la comunicazione e la promozione dell’evento, 22 mila euro sono destinati, invece, a non meglio specificate attività di consulenza, 100 mila euro sono a bilancio per palchi, service e altri servizi".

Alla domanda: "si possono conoscere i costi esatti?", De Simone risponde: "Le cifre riportate dal sindaco non corrispondono al bilancio approvato. Basta fare richiesta di accesso agli atti pubblici, come prevedono le norme vigenti, per poterle visionare, nessuno intende privare l'Aquila di processi trasparenti, e non abbiamo certo nulla da nascondere. Il costo del Festival è assolutamente in linea con un evento di portata nazionale di pari livello, come ogni addetto ai lavori sa bene. Ciascuna voce di bilancio è stata approvata dal comitato operativo, in accordo tra Ministero e Comune. I compensi degli artisti sono stabiliti in percentuale in base al budget, come avviene in tutti festival, ovunque essi si svolgano".

Entrando nel merito di alcune voci di costo,  De Simone precisa che "per l'ufficio stampa è pari a 30 mila euro, a cui si devono aggiungere i costi per la grafica, per i social, per la creatività, per il sito internet, le stampe, per le affissioni, in linea con un festival nazionale che si rispetti".

E per De Simone non c'è nulla da scandalizzarsi nemmeno per il compenso di Barbagallo, che "ammonta in realtà a 45 mila euro lordi, che è al di sotto della media delle prestazioni professionali di questo genere. E a tal proposito tengo a sfatare il pregiudizio che vede nel guadagno di chi lavora in ambito culturale, una diminutio di purezza".

De Simone torna infine nel merito delle "ingerenze" politiche del sindaco.

Rafforzate da altri esponenti di Fratelli d'Italia tra cui il presidente della Regione, Marco Marsilio, secondo cui "il cartellone che è stato sbattuto in faccia al sindaco è monocolore e a voce unica. La Festa della Rinascita e della ricostruzione, somiglia ad una Festa de l’Unità". 

Mentre il leader Giorgia Meloni ha detto che "è intollerabile che i soldi destinati per il decennale del terremoto siano utilizzati per costruire l’ennesima passerella per personaggi come Roberto Saviano, il cui unico talento è quello di essere amico della sinistra". Evocando la plastica figura delle "sanguisughe".

"Vorrei ricordare che il palinsesto era improntato ad un principio di ampia pluralità - ribatte De Simone -, come raccomandato dai membri del comitato operativo, che hanno seguito fin dalla nascita l'evolversi di questo festival. Pluralità assicurata dalla presenza delle migliori rappresentanze tra scrittori, registi, attori, musicisti, fotografi, artisti e giornalisti. Vorrei sapere cosa c'entra il loro voto nel segreto dell'urna, cosa c'entra il loro orientamento politico, nella maggior parte a me sconosciuto. E poi in nessuna clausola del contratto della direttrice artistica, è scritto che avrebbe dovuto concordare il palinsesto con il sindaco. E non è vero che il Comune non sia stato coinvolto, tutte le riunioni del comitato organizzativo si sono svolte a palazzo Fibbioni, alla presenza dei delegati del sindaco. Durante la riunione del 31 luglio era presente la dottoressa Barbagallo, ma Biondi è dovuto andar via per questione personali, e non ha potuto incontrarla". 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui