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PER I MEDICI ''NESSUN ALLARMISMO, NON C'E' RISCHIO DI NUOVO CEPPO DI VIRUS''

FEBBRE SUINA: MUORE DONNA
A SULMONA, GRAVE LA SORELLA

Pubblicazione: 12 marzo 2016 alle ore 09:13

SULMONA - Una donna è morta e la sorella è ricoverata in ospedale a Sulmona (L’Aquila). 

Le donne, una 53 enne e una 50 enne originarie della frazione di Badia, avrebbero contratto la H1N1 secondo la diagnosi dei medici. Si tratta della febbre suina che qualche anno fa ha mietuto molte vittime nel mondo. 

“In realtà il virus è ormai pandemico - spiegano i medici al quotidiano Il Messaggero -. Le due donne non erano vaccinate e avevano difese immunitarie molto basse. 

Due casi che si sommano all’unico registrato in Abruzzo, a Pescara. 

Il dipartimento di igiene e prevenzione della Asl provinciale dell'Aquila, ha avviato un'indagine per verificare in maniera approfondita il caso.

I controlli seguono i risultati degli esami eseguiti anche al Policlinico Umberto I di Roma, dove, da fine febbraio, si trova la sorella della paziente morta. 

“Il virus si manifesta con i sintomi dell’influenza - aggiungono i medici -. Chi ha fatto il vaccino quest’anno dovrebbe essere coperto. L’H1N1 colpisce in prevalenza persone debilitate e con difese immunitarie basse”. 

La donna deceduta era disabile, affetta da malattie croniche e al momento del ricovero risultava immunodepressa e debilitata; viveva con sua sorella, nella loro casa e in condizioni di indigenza, con problemi di carattere igienico sanitario, 

Secondo i medici “nessun allarmismo - il virus è contagioso e si trasmette per via aerea ma abbiamo già eseguito un’indagine epidemiologica sulla zona e possiamo ritenere che il pericolo di un contagio diffuso o di un nuovo ceppo del virus contro cui l’uomo non ha anticorpi sia da scartare”.

È intenzione del dipartimento di igiene e prevenzione della Asl verificare condizioni di vita e luoghi di residenza delle due sorelle - un'area nel territorio comunale di Sulmona piuttosto isolata - per valutare un'eventuale azione di prevenzione.

"Non conosco i casi, bisogna fare analisi e approfondimenti molto accurati prima di prendere posizione su un tema delicatissimo che molto facilmente potrebbe creare allarme sociale, una situazione assolutamente da evitare", spiega il primario del reparto di malattie infettive dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila, Alessandro Grimaldi.

"L'H1N1 è un virus endemico che trova il serbatoio negli animali circolante a livello mondiale, ad esempio c'è stato un picco nel 2009. Ogni tanto ci possono essere microfocolai epidemici, la cosa più importante da fare dopo aver valutato i casi - ha aggiunto - è la prevenzione perché i farmaci antivirali non risolvono sempre al cento per cento il problema".

PAOLUCCI, ''NO ALLARMISMO, SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO''

Per Silvio Paolucci, assessore alla Programmazione sanitaria della Regione Abruzzo, "allo stato attuale non c'è nessun allarmismo. Le strutture competenti stanno tenendo la situazione sotto controllo e tutti i dati vengono inviati al ministero della Salute".

"Si tratta di un virus influenzale quest'anno particolarmente aggressivo - prosegue Paolucci -. Alcune situazioni, con ricoveri in ospedale, riguardano le fasce più a 'rischio' della popolazione e sono legate alla diminuzione del ricorso al vaccino antinfluenzale proprio in queste fasce. Il combinato tra aggressività del virus e calo di vaccinazioni, purtroppo porta a complicanze nel picco più alto".

"Dell'aggressività sapevamo. Il messaggio - conclude l'assessore - è quello di fare ricorso alla vaccinazione che negli ultimi anni si segnala in flessione". 



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