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EUROPEE E OLTRE, LA SALUTE DI BERLUSCONI PREOCCUPA GLI AZZURRI ANCHE IN ABRUZZO

Pubblicazione: 10 maggio 2019 alle ore 06:00

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L'AQUILA - Preoccupano anche in Abruzzo le condizioni di salute di Silvio Berlusconi, che ha subìto un delicato intervento nei giorni scorsi a Milano, a poche settimane dalle elezioni europee: gli azzurri, a tutti i ilivelli, sanno bene che senza il presidente del partito in campo in prima persona, le percentuali possono clamorosamente scendere sotto alle due cifre.

E per un partito già in forte ridimensionamento, anche a causa dell'ascesa della Lega che gli ha eroso consensi e classe dirigente, il rischio concreto è quello di ritrovarsi a rappresentare una mera presenza di testimonianza.

L'ex premier è capolista in quattro circoscrizioni su cinque, compresa quella meridionale di cui l'Abruzzo fa parte insieme a Molise, Puglia, Basilicata, Campania e Calabria, e con una campagna elettorale condotta in prima linea, come concordano molti sondaggisti e com'è stato dimostrato nelle esperienze passate, i risultati per gli azzurri sono diversi da quelli ottenuti senza il leader nelle piazze e in tv.

Così, le aspettative di molti rischiano di essere ridimensionate, ma le preoccupazioni più grandi sono legate al dopo 26 maggio. Per Matteo Salvini, infatti, come hanno fatto osservare molti analisti a partire dal politologo Roberto D'Alimonte, le europee sono la prima occasione per testare il peso della Lega senza gli alleati di centrodestra, soprattutto al meridione dove prima di ora Forza Italia aveva un dominio quasi incontrastato.

E se la tentazione del voto anticipato si traducesse in realtà, stando ai retroscena raccolti nei palazzi romani, il vice premier e leader del Carroccio potrebbe presentarsi senza gli azzurri, sostituendo l'area moderata fino ad oggi rappresentata da Forza Italia con un nuovo cartello ispirato dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Ipotesi esclusa dal senatore Nazario Pagano, coordinatore abruzzese degli azzurri: "La nostra prospettiva resta quella del centrodestra per come lo abbiamo fondato e sempre sostenuto - dice - escluse le europee in cui ognuno pensa a se, noi siamo in campo in Piemonte e in tantissimi altri comuni al voto tra cui quelli abruzzesi in cui ci presentiamo uniti, e il centrodestra è quello che conosciamo".

"Quello che si può eventualmente ipotizzare - fa notare Pagano - è che si possa fare un percorso comune con l'Udc e altre formazioni minori di centro, ma sempre nell'ottica del centrodestra che conosciamo. Solo un anno fa, come centrodestra abbiamo partecipato alle elezioni politiche insieme, poi le cose sono andate diversamente, quanto durerà il governo nessuno lo sa ma è chiaro che noi auspichiamo che il centrodestra si ricomponga o a livello parlamentare o con nuove elezioni, come noi auspichiamo, per governare".

Sullo stato di salute di Berlusconi, Pagano esclude ripercussioni: "Non potendo essere presente fisicamente in quattro collegi su cinque in cui è candidato, aveva già in mente di fare una campagna prevalentemente in televisione - spiega - . L'unica differenza vera è che avrebbe già potuto iniziare invece questo imprevisto ha rinviato almeno di una settimana".

Ma le contingenze, insieme al dato anagrafico, pongono il problema della successione alla guida del partito? "Non ci poniamo il problema", dice senza mezzi termini Pagano, "perché almeno nel prossimo futuro pensiamo che Berlusconi sia per noi determinante, poi ci sono delle persone intorno a lui che già oggi rappresentano la fascia alta della dirigenza a cominciare dal vice presidente, Antonio Tajani, che certamente rappresentano il futuro".

Sul rischio, infine, che Salvini possa staccare la spina al governo ma per tornare al voto correndo da solo, Pagano ricorda come anche "l'estate scorsa ci fu una dichiarazione del coordinatore regionale della Lega che disse 'andiamo da soli', ma poi non è avvenuto".

Se l'orientamento fosse quello, ragiona insomma il leader abruzzese degli azzurri, "lo avrebbe già dimostrato alle elezioni locali", dove invece il centrodestra si presenta compatto.

"In decine e decine di enti locali amministriamo insieme - ricorda Pagano - , è chiaro che soprattutto nel nord ma da un annetto a questa parte anche al centrosud governiamo insieme, quindi credo che un'allenza che si è sperimentata non solo a livello elettorale ma soprattutto di governo non possa saltare".



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